Home / Salute / Sovrappeso, obesità e malattie metaboliche: ecco le diete chetogeniche
Sovrappeso, obesità e malattie metaboliche: ecco le diete chetogeniche

Sovrappeso, obesità e malattie metaboliche: ecco le diete chetogeniche

Sovrappeso, obesità, malattie metaboliche: contro tali mali, due sono gli strumenti utilizzati. Una bilancia pesa-persone e una bilancia per alimenti. La dieta, del resto, è una terapia a tutti gli effetti.

Sovrappeso, obesità e malattie metaboliche: ecco le diete chetogenicheLe diete chetogeniche, in particolare, hanno un ruolo rilevante come strumento terapeutico.

Hanno come caratteristica un basso contenuto di carboidrati. Periodicamente, vengono messe in luce quando si ritiene opportuno perdere peso in breve tempo. Non manca, comunque, chi non le consiglia: sono associate al rischio di effetti collaterali con induzione di chetosi. Parliamo di una condizione nella quale la produzione di energia non avviene più dagli zuccheri, ma a partire dai grassi.

Secondo diversi studi, tuttavia, la rapida perdita di peso indotta da queste diete costituisce un valido strumento terapeutico. Soprattutto, per colori i quali sono affetti da malattie metaboliche associate ad insulino-resistenza: si tratta di obesità, diabete mellito di tipo 2, steatosi epatica non alcolica e sindrome dell’ovaio policistico.

Sovrappeso, obesità, malattie metaboliche: la parola agli esperti

Nadia Cerutti, responsabile della ss Dietologia e Nutrizione clinica Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano, si è espressa in questo modo, spiegando le caratteristiche delle diete chetogeniche: “Le diete chetogeniche sono diete ipocaloriche con un apporto energetico generalmente inferiore a 800 kcalorie al giorno e caratterizzate da un apporto di carboidrati giornalieri in genere inferiore a 50 grammi. La carenza di glucosio, che deriva dall’adozione di queste diete, induce uno stato di chetosi, ossia la produzione di corpi chetonici a partire dai grassi presenti nei tessuti che vengono utilizzati per produrre energia. I corpi chetonici così prodotti agiscono sul sistema nervoso centrale portando ad un aumento sia del senso di sazietà, grazie alla riduzione dei livelli di grelina, un ormone che stimola l’appetito, sia del miglioramento dell’umore. Entrambe queste condizioni associate alla rapida perdita di peso favoriscono l’aderenza dei pazienti alla dieta. Infatti, se la dieta mediterranea rimane la dieta di elezione grazie al suo ruolo protettivo contro la sindrome metabolica, il suo elevato contenuto di carboidrati può non consentire in alcune persone di ottenere un rapido e adeguato dimagrimento, necessario per ridurre i rischi per la salute associata a diverse malattie metaboliche oltre che per motivare il paziente”.

Sovrappeso, obesità, malattie metaboliche: la dieta chetogenica come terapia

Secondo Olga Disoteo, diabetologa del ssd Diabetologia Asst ‘Grande Ospedale Metropolitano Niguarda’ di Milano, “Le diete chetogeniche possono essere considerate a tutti gli effetti delle ‘terapie metaboliche’. Come tali devono essere gestite da personale esperto in grado di selezionare in modo corretto i pazienti e le patologie che possono giovarsi di tali terapie quali  ipertensione arteriosa, diabete mellito di tipo 2 all’esordio, dislipidemie, sindrome metabolica, osteopatie o artropatie severe, obesità complicata con e senza indicazione alla chirurgia bariatrica. E’ indispensabile garantire uno stretto monitoraggio clinico al fine di ridurre i potenziali effetti collaterali. Il rapido calo di peso dovuto a queste diete nelle persone obese o sovrappeso con insulino-resistenza si associa a una riduzione dei livelli di acidi grassi nel sangue, di insulina e della glicemia a digiuno. Nelle persone con diabete di tipo 2 all’esordio, alcuni studi hanno dimostrato un miglioramento della funzione delle beta cellule secernenti insulina e una riduzione dell’insulino-resistenza con miglioramento del compenso glicemico”

Sovrappeso, obesità, malattie metaboliche: le diete chetogeniche e il colesterolo cattivo

Davide Brancato, endocrinologo presso il Centro di riferimento regionale per la Diabetologia della Sicilia, Ospedale civico di Partinico, ha affermato: “Va ricordato che le diete chetogeniche si caratterizzano anche per un elevato apporto lipidico, superiore al 60 percento dell’apporto calorico giornaliero, determinando un aumento del colesterolo LDL, ossia il colesterolo ‘cattivo’, causa dello sviluppo di aterosclerosi. Se per brevi periodi, inferiori alle 4 settimane, le diete chetogeniche possono essere molto utili nella cura delle persone con obesità e diabete mellito di tipo 2, la mancanza di studi a lungo termine e su un numero sufficiente di pazienti non consente di escludere che tali diete possano addirittura favorire nel lungo periodo proprio le complicanze associate al diabete, quali infarto del miocardio, ictus, arteriopatia agli arti inferiori, che invece dovrebbero essere contrastate da una dieta adeguata. Da questo punto di vista, la dieta mediterranea si è invece ampiamente dimostrata efficace nel miglioramento dei parametri metabolici e nella riduzione del rischio cardiovascolare”.

Pregi e difetti di un regime alimentare, da considerare con equilibrio.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *