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Trombosi venosa, un nuovo farmaco

Trombosi venosa, un nuovo farmaco

Nel trattamento della trombosi venosa profonda, nuovi dati confermano uno studio pilota: le percentuali di emorragia maggiore sono relativamente basse. Parliamo di due nuovi studi, relativi all’impiego di rivaroxaban, una nuova molecola, in contesti real life (gli esperimenti sono svolti nella vita reale, ndr). Sono stati resi noti i risultati dello studio non interventistico Xalia in pazienti con trombosi venosa profonda (Tvp) e di uno studio in pazienti con trombosi associata a tumore (Callisto). Anche le percentuali di recidiva di tromboembolismo venoso sono risultate contenute. I risultati sono stati esposti all’Ash 2015, il Congresso annuale della Società americana di ematologia. Li ha pubblicati la rivista Lancet haematology.

Nuovo farmaco contro la trombosi venosa, la parola agli esperti

Il professor Alexander G. G. Turpie della McMaster university e della canadese Hamilton health sciences, principale sperimentatore dello studio Xalia, si è espresso in questo modo: “Nel mondo occidentale il tromboembolismo venoso provoca in media una morte ogni 37 secondi. Per questo motivo, è importante conoscere l’efficacia e la sicurezza delle opzioni terapeutiche disponibili per combattere questo problema, che può risultare fatale per i pazienti. I dati di Xalia confermano in contesti real life il positivo rapporto rischio/beneficio dimostrato da rivaroxaban, nello studio di fase III Einstein Dvt, nel trattamento della trombosi venosa profonda e testimoniano che i risultati provenienti dallo studio pilota si riscontrano anche nei pazienti che i medici assistono nella loro pratica clinica quotidiana”.

Nell’ambito di Xalia la nuova molecola, utilizzata in monoterapia orale, ha dimostrato in una vasta popolazione di pazienti basse percentuali di emorragia maggiore, di recidiva di tromboembolismo venoso e di mortalità per tutte le cause.

Trombosi venosa, un numero crescente di studi prospettici

Il dottor Michael Devoy, membro del comitato esecutivo e chief medical officer di Bayer HealthCare, ha dichiarato: “Questi importanti risultati dello studio Xalia si aggiungono al numero crescente di dati prospettici sull’impiego in contesti real life, compresi quelli precedentemente ottenuti negli studi Xantus e Xamos, che confermano efficacia e sicurezza di rivaroxaban in un’ampia popolazione di pazienti e per numerose indicazioni”.

Trombosi venosa, rivaroxaban in pazienti oncologici

Nel programma di ricerca clinica Callisto, recentemente avviato, si valutano i possibili benefici di rivaroxaban in pazienti oncologici. Il rischio di tromboembolismo venoso è da quattro a sette volte più alto nei pazienti con tumore attivo rispetto alla popolazione sana della stessa età. Nell’ambito del programma, lo statunitense  Memorial Sloan Kettering cancer center ha condotto un’iniziativa: la Quality assurance iniziative, con il quale è stato stabilito un percorso clinico di guida all’impiego di rivaroxaban, in alternativa all’eparina a basso peso molecolare, nella trombosi associata a malattia neoplastica. Sono stati posti sotto analisi 200 pazienti con embolia polmonare o trombosi venosa profonda prossimale sintomatica associate a neoplasia, in terapia anticoagulante con rivaroxaban. Rispetto agli esperimenti clinici randomizzati (con soggetti scelti a caso, ndr) con eparine a basso peso molecole e antagonisti della vitamina K, le percentuali di emorragia maggiore e recidiva di tromboembolismo venoso sono risultate relativamente basse. La nuova molecola è efficace e sicura: può essere comparata alla terapia attualmente raccomandata con eparina a basso peso molecolare. C’è di più: è possibile per i pazienti una gestione semplificata della terapia.

Il programma di valutazione di rivaroxaban è vasto: secondo le previsioni, coinvolgerà 275.000 pazienti, tra trial clinici e contesti real life.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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