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Uniformare i prezzi in sanità

Uniformare i prezzi in sanità

Bisognerebbe uniformare i prezzi dei beni e dei servizi in sanità, su tutta la Penisola.

Albino Bottazzo, residente vicario di Fand-Associazione italiana diabetici, Aurora Laura Panizzi, presidente dell’Ardi-Associazione per la ricerca sul diabete e Antonio Cabras, presidente Fdg-Federazione diabete giovanile, hanno parlato chiaro: “Mala tempora currunt, com’è possibile che, mentre il Ministro Beatrice Lorenzin annuncia ‘siringa unica nazionale’, ossia l’istituzione delle centrali uniche regionali per l’acquisto di beni e servizi in sanità per eliminare le differenze di prezzo tra un’area del Paese e l’altra, il Parlamento bocci gli emendamenti sui dispositivi medici per i malati cronici, presentati in maniera trasversale da diverse forze politiche, che avrebbero finalmente posto termine all’incredibile situazione per cui in Italia esistono ben 13 (tredici!) prezzi diversi tra regione e regione, solo per l’acquisto delle strisce per la misurazione della glicemia? È inaudito, anche e soprattutto per le motivazioni addotte per la bocciatura, ossia il rischio di un aggravio di spesa!”.

Uniformare i prezzi in sanità: motivazioni contrarie?

Così si esprimono i rappresentanti della associazioni: “Trovino una motivazione diversa, ma non l’aggravio di spesa, perché solo per il diabete siamo in grado di dimostrare che sarebbe possibile, adottando quanto suggerito negli emendamenti, risparmiare ben 112 (centododici!) milioni di euro. Chiediamo al Parlamento: ripensateci! Il Governo, se lo vuole, può intervenire reinserendo le ipotesi suggerite nel maxiemendamento alla legge di Stabilità.”

Uniformare i prezzi in sanità: alcuni dettami

A gran voce, le associazioni suggeriscono alcuni imperativi:
a) non ricorrere, come fatto sinora con risultati disastrosi in alcune regioni, alle gare al massimo ribasso, perché questo, oltre a danneggiare i cittadini con diabete costretti a utilizzare uno strumento diverso da quello a cui sono abituati, non risolve il problema dei prezzi diversi, perché ogni gara ha storia a sé e, inoltre, si troverebbero strumenti diversi in ogni regione;
b) utilizzare l’accordo quadro multifornitore previsto dalla legislazione italiana;
c) applicare l’art. 67 della nuova direttiva europea sugli appalti, che prevede come criterio unico quello della qualità; tra l’altro la direttiva sta per essere recepita dal Parlamento;
d) adottare il costo standardizzato previsto dalla legge delega di recepimento della nuova direttiva europea sugli appalti.

Ecco le parole pronunciate: “Queste scelte garantirebbero appropriatezza terapeutica e risparmio per lo Stato. Se il Servizio sanitario volesse effettivamente risparmiare, non dovrebbe più consentire che lo stesso dispositivo si paghi molto di più in una Regione e molto meno in un’altra”.

Uniformare i prezzi in sanità: la spesa

Risulta essere irrisoria la spesa per i dispositivi medici per le persone con diabete: parliamo del 4% della spesa che Stato e Regioni pagano per curare il diabete. Si sottolinea, inoltre, che la proposta dagli emendamenti non riguarda soltanto il diabete.

Non è diversa, per esempio, la situazione dei cardiopatici, che hanno bisogno di valvole cardiache per stenosi o insufficienza aortica, e degli incontinenti, ai quali servono pannoloni, cateteri o sacche di raccolta.

E’ un compito del Servizio sanitario curare bene, con appropriatezza e continuità.

Ciò recherebbe vantaggio sia alle condizioni di salute dei malati cronici, sia alle casse del Servizio sanitario. Le cifre risparmiate potrebbero essere utilizzate per la ricerca indipendente, che è una vera chance per il miglioramento delle condizioni di vita dei malati cronici.

Così conclude Albino Bottazzo: “C’è ancora tempo per un intervento correttivo prima dell’approvazione della legge di Stabilità. Chiediamo al Governo di riflettere attentamente sulla nostra salute e sulla salute pubblica!”

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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