Occhio secco
Salute

Occhio secco: cos’è, cause e rimedi

06/03/2025
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Secondo le stime, circa 13 milioni di italiani soffrono di sintomi riconducibili alla malattia dell’occhio secco. Nonostante ciò, circa 7 milioni non riconoscono i campanelli di allarme e non si rivolgono all’oculista. La conferma della diffusione di questa problematica arriva anche dalla campagna “Apri gli Occhi sulla Secchezza Oculare”, da cui è emerso che oltre il 70% di coloro che hanno compilato il test di autovalutazione OSDI-6 (Ocular Surface Disease Index) sul sito www.aprigliocchi2024.it è risultato idoneo a una visita di controllo. Ma che cos’è l’occhio secco e come si può curare?

Quali sono i sintomi dell’occhio secco?

  • Bruciore.
  • Sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio.
  • Prurito.
  • Irritazione.
  • Fastidio e sensibilità alla luce.
  • Dolore.
  • Annebbiamenti della vista.
  • Difficoltà ad aprire gli occhi al risveglio.
  • Desiderio di tenere gli occhi chiusi a fine giornata.

La malattia dell’occhio secco è una particolare condizione caratterizzata da un’alterazione quantitativa e/o qualitativa del liquido lacrimale. In pratica, le lacrime diventano scarse e/o si deteriorano in termini di qualità a causa di un’eccessiva evaporazione o di una ridotta produzione. Di conseguenza, la superficie dell’occhio si infiamma e possono subentrare i sintomi sopra elencati. Il liquido lacrimale, infatti, serve per difendere l’occhio, garantirne la lubrificazione, nutrirlo e detergerlo da germi e corpi estranei.

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Occhio secco, cause

L’occhio secco può essere provocato da cause endogene, ossia interne all’organismo, oppure esogene, cioè esterne. Le principali cause ambientali sono:

  • l’esposizione a vento e raggi UV;
  • la permanenza in ambienti secchi, polverosi o inquinati;
  • la permanenza in ambienti in cui sono in funzione impianti di riscaldamento o di condizionamento dell’aria;
  • l’utilizzo di lenti a contatto;
  • i lunghi periodi di permanenza davanti ai monitor;
  • l’uso prolungato di alcuni farmaci, come immunosoppressori, antistaminici e antipertensivi;
  • l’impiego prolungato e scorretto di colliri;
  • la mancata o insufficiente correzione di un difetto della vista.

Per quanto riguarda le cause endogene giocano un ruolo importante gli squilibri metabolici e ormonali che possono alterare la produzione del liquido lacrimale. Sotto accusa anche le malattie autoimmuni, il cattivo funzionamento delle ghiandole lacrimali, l’insufficiente secrezione lipidica, alcune malattie dell’occhio.

L’età avanzata e il sesso femminile rappresentano due fattori di rischio aggiuntivi.

Cosa succede se non si cura l’occhio secco?

La malattia dell’occhio secco non va mai sottovalutata. Anche se i sintomi si manifestano sporadicamente è meglio rivolgersi all’oculista. Infatti, prima si interviene e meno rischi si corrono. Nel primo stadio, la malattia dell’occhio secco è reversibile adottando una terapia efficace e tempestiva. Se non si interviene, si arriva al secondo stadio, reversibile ma con maggiore difficoltà, o addirittura al terzo in cui la malattia diventa cronica e si può solo alleviare i sintomi. Ecco perché sono importanti anche i controlli programmati dall’oculista, fondamentali per intercettare i primi campanelli di allarme.

Come si guarisce dalla secchezza oculare?

Le cure della malattia dell’occhio secco variano a seconda dei casi e vanno sempre prescritte dallo specialista. In genere, in prima battuta si prescrivono colliri o gel (lacrime artificiali) formati da sostanze che possiedono l’azione detergente, lubrificante e disinfettante delle lacrime naturali e aiutano a mantenere l’occhio umido e pulito. Si possono prescrivere anche colliri antinfiammatori. In alcuni casi, si può ricorrere all’uso di lenti a contatto protettive che proteggono l’occhio dallo sfregamento con la palpebra. Talvolta, è necessario intervenire chirurgicamente.

Come mantenere l’occhio idratato

  • Bere molto.
  • Aumentare il consumo di frutta e verdura e di alimenti ricchi di acidi omega 3, come pesce e semi oleaginosi.
  • Curare adeguatamente l’igiene del bordo palpebrale, per esempio usare prodotti specifici per rimuovere il trucco.
  • Evitare di soggiornare in ambienti inquinati.
  • Mantenere una giusta umidità degli ambienti in cui si vive.
  • Indossare gli occhiali da sole quando di esce.
  • Chiedere all’oculista e all’ottico come usare correttamente le lenti a contatto.
  • Non usare in maniera eccessiva gli schermi e fare pause almeno ogni ora, distogliendo lo sguardo per qualche istante.
  • Mantenere un buon ammiccamento, ricordandosi di sbattere le palpebre con una certa frequenza.

Foto di copertina di PublicDomainPictures via Pixabay.

Giornalista freelance dal 2001, giornalista professionista dal 2008, web writer e copywriter dal 2010, scrive principalmente di salute, medicina, attualità, benessere, psicologia, crescita personale, alimentazione e maternità. Collabora con diverse testate nazionali e vari siti di informazione. Inoltre, svolge attività di web writer, content editor e copywriter per agenzie e aziende. Ha scritto numerosi libri e volumi.