
Indicatori di longevità: come vivere a lungo e in salute
Oggi la vera sfida non è tanto e solo accumulare anni, ma invecchiare bene e in salute, mantenendo energia, benessere e vitalità a lungo. Gli indicatori di longevità sono strumenti preziosi che ci aiutano a capire come il nostro corpo invecchia e quali abitudini possono fare davvero la differenza. Infatti, rivelano lo stato di salute di corpo e mente e l’impatto dello stile di vita.
Cosa sono gli indicatori di longevità
Gli indicatori di longevità possono essere suddivisi tre categorie principali:
- biologici: svelano come funzionano i principali organi, dal cuore al fegato, dai reni al sistema immunitario;
- genetici: includono il patrimonio di varianti che possono rendere l’organismo più o meno resistente;
- comportamentali e ambientali: riguardano lo stile di vita, e in particolare l’alimentazione, l’attività fisica e le relazioni sociali, e il contesto in cui viviamo.

Lo scaffale di luglio 2022
Lo scaffale di luglio 2022 propone una selezione di novità editoriali utili ad accompagnare l'estate e…Gli indicatori biologici di longevità

Lo scaffale di luglio 2022
Oggi è possibile misurare e controllare tutta una serie di parametri che aiutano a chiarire come sta realmente l’organismo. Per esempio, la valutazione della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e dell’elasticità delle arterie permette di fare un quadro della salute del sistema circolatorio e di calcolare il rischio di malattie croniche. Conoscere il livello di zuccheri, colesterolo, trigliceridi e insulina, invece, significa conoscere l’equilibrio metabolico. Mantenerli entro le soglie ottimali riduce il rischio di diabete e problemi cardiovascolari. Misurare parametri come la proteina C-reattiva (CRP) e le interleuchine consente di scoprire se è presente uno stato infiammatorio, che accelera l’invecchiamento.
Quelli meno conosciuti
Cerba HealthCare Italia– parte di un gruppo internazionale dedicato alla diagnostica ambulatoriale e alle analisi cliniche, nell’ambito del suo programma Longevity, invita ad analizzare anche altri sei biomarcatori specifici, non sempre inclusi negli screening di routine:
- SHBG (Sex Hormone Binding Globulin): si tratta di una proteina epatica che lega e trasporta ormoni sessuali come testosterone ed estrogeni. I suoi livelli sono correlati alla sensibilità insulinica e alla salute ormonale complessiva;
- IGF-1 (Insulin-like Growth Factor 1): è un ormone proteico coinvolto nella crescita cellulare e nel metabolismo. Livelli elevati si associano a un rischio aumentato di neoplasie e invecchiamento accelerato; valori troppo bassi possono indicare deficit nutrizionali o disfunzioni endocrine;
- dROMS (Reactive Oxygen Metabolites-derived compounds): è un test ematico che valuta i metaboliti ossidativi reattivi, fornendo una misura dello stress ossidativo, processo chiave nell’invecchiamento cellulare e nella comparsa di patologie cardiovascolari, neurodegenerative e oncologiche;
- HOMA (Homeostasis Model Assessment: si tratta di un indice che stima la resistenza insulinica e la funzione delle cellule beta pancreatiche, calcolato in base a glicemia e insulinemia. Permette di individuare alterazioni precoci del metabolismo glucidico, predittive di diabete di tipo 2 e sindrome metabolica;
- Coenzima Q10 (Ubiquinone): è una molecola essenziale per la produzione di energia mitocondriale ed è un potente antiossidante. Con l’età, la sua concentrazione tende a diminuire, contribuendo all’aumento dello stress ossidativo. È particolarmente rilevante per cuore, fegato e reni, tessuti ad alto consumo energetico;
- Rapporti AA/EPA e AA/DHA: esprimono l’equilibrio tra acido arachidonico (omega-6) e acidi grassi omega-3 (EPA e DHA), fondamentali per il bilancio infiammatorio dell’organismo. Valori basi si correlano a minore infiammazione sistemica, migliore salute cardiovascolare e protezione cognitiva.
Gli indicatori Genetici
La longevità è influenzata anche dalla genetica. Alcuni geni proteggono dall’invecchiamento precoce e da malattie croniche, mentre altri hanno un ruolo negativo. Oggi esistono test in grado di valutare, almeno in parte, la propria impronta genetica.
Gli indicatori Comportamentali e Ambientali
Gli indicatori comportamentali e ambientali si riferiscono alle abitudini di vita e agli ambienti in cui si vive. Ci sono alcuni fattori che svolgono un ruolo protettivo, aumentando la longevità. Ecco i principali.
- Alimentazione equilibrata: seguire una dieta sana ed equilibrata, a base di frutta, verdura, cereali integrali e grassi buoni, favorisce la longevità.
- Restrizione calorica: introdurre un numero di calorie sufficiente e non eccedente rispetto alle proprie esigenze aumenta le chance di avere una vita più lunga e sana.
- Attività fisica regolare: avere uno stile di vita attivo e praticare attività fisica in maniera regolare fa bene a corpo e mente, rallentando l’invecchiamento.
- Sonno di qualità: dormire in maniera sufficiente, in media sette-otto ore per notte, e ristoratrice rigenera fisico e cervello.
- Gestione dello stress: lo stress logora l’organismo, indebolisce il sistema immunitario, aumenta radicali liberi e infiammazioni. Per questo, è fondamentale tenerlo sotto controllo, ritagliandosi degli spazi da dedicare ad attività piacevoli e rilassanti.
- Relazioni sociali: avere amici, uscire, confrontarsi con gli altri sono tutte azioni che stimolano il sistema neurobiologico più reattivo, alzando le difese immunitarie e migliorando il profilo ormonale e metabolico.
- Ginnastica mentale: leggere, intrattenersi con i giochi in scatola, fare le parole crociate sono tutte ottime attività che mantengono giovane il cervello.
- Ambiente sano: aria pulita, niente fumo e alcol moderato aiutano la longevità.
- Attenzione alla salute: vaccinarsi, aderire ai programmi di screening offerti gratuitamente dalle regioni e sottoporsi ai controlli consigliati dal medico aiuta a tutelare la propria salute.
Foto di copertina via Pixabay




