Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana
Salute

Iperglicemia porta una prognosi più sfavorevole in caso di Covid-19

31/08/2020
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L’ iperglicemia, cioè un elevato tasso di zuccheri nel sangue, indipendentemente da una condizione di diabete conclamato, si associa ad una prognosi più severa nei pazienti affetti da Covid-19.

È la scoperta che arriva da uno studio condotto all’Università di Pisa e all’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana (AOUP) pubblicato sulla rivista scientifica  “Diabetes Care” dal dottor Alberto Coppelli della UO di Malattie del Metabolismo e Diabetologia a nome del Pisa Covid-19 Study Group.

Iperglicemia complica le cose anche in caso di Covid

La ricerca ha preso in esame 271 pazienti ricoverati nell’ospedale di Cisanello, a Pisa, nella fase più acuta dell’epidemia, dal 20 marzo-30 aprile.
Iperglicemia porta una prognosi più sfavorevole in caso di Covid-19“Abbiamo dimostrato come un valore della glicemia al momento del ricovero maggiore di 140 mg/dl, indipendentemente da una diagnosi nota di diabete, rappresenti un importante campanello d’allarme per identificare soggetti a rischio per i quali è necessario un approccio terapeutico ancora più mirato”, spiega Stefano Del Prato, professore di Endocrinologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Ateneo pisano e direttore dell’Unità Operativa di Malattie Metaboliche e Diabetologia dell’AOUP e coordinatore dello studio.

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Come si è svolta la ricerca

I pazienti ricoverati per Covid-19 presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana sono stati suddivisi in tre gruppi in base al valore glicemico misurato al momento dell’ingresso in ospedale.

I tre gruppi selezionati comprendevano pazienti con un livello di glucosio inferiore a 140 mg/dl; pazienti con diabete mellito noto e pazienti senza diagnosi pregressa di diabete ma con livelli di glicemia superiori o uguali a 140 mg/dl. Dal confronto di questi dati con i vari profili infiammatori è emerso come l’iperglicemia sia un fattore predittivo indipendente associato a una prognosi più grave nei pazienti affetti da Covid-19.

Lo studio rappresenta un tassello importante per le modalità di approccio e cura all’infezione e, come molti altri in corso,  analizza la correlazione, più o meno stretta, tra Covid e altre patologie, come si modifica il decorso dell’infezione, ma soprattutto permette di ipotizzare concretamente la prognosi.

È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.