
Dieta e fibrillazione atriale: cosa mangiare (e cosa evitare) per proteggere il cuore
Fra dieta e fibrillazione atriale c’è un legame fortissimo. Alcuni cibi, infatti, hanno un ruolo protettivo e aiutano a mantenere il cuore in equilibrio, mentre altri hanno un effetto dannoso e peggiorano la malattia. La dieta più indicata è quella mediterranea, ricca di alimenti vegetali e povera di grassi saturi, perché contribuisce a ridurre l’infiammazione e a migliorare la salute cardiovascolare. È importante, invece, limitare il consumo di sale, alcol, caffeina e cibi ultra-processati, che possono favorire aritmie. Anche muoversi, mantenere un peso corporeo sano, combattere lo stress e bere molta acqua sono abitudini fondamentali per ridurre il rischio di episodi di fibrillazione.
Cos’è la fibrillazione atriale
La fibrillazione atriale è il più comune fra i disturbi del ritmo cardiaco, e consiste in un’alterazione dell’attività elettrica degli atri, che li rende incapaci di contrarsi in modo coordinato. Ne conseguono un battito cardiaco irregolare e spesso accelerato e un ristagno di sangue nel cuore, che può causare la formazione di trombi. Da questi possono staccarsi frammenti chiamati emboli che possono viaggiare nelle arterie fino ai punti più lontani, in periferia e nel cervello, causando malattie come ischemia cerebrale, embolia polmonare, ischemia degli arti, ictus.
Accanto ai trattamenti farmacologici e interventistici, anche lo stile di vita, in particolare la dieta, gioca un ruolo chiave nella gestione della malattia, come hanno ricordato anche gli esperti riunioni in occasione del cooking show Beats and Bites organizzato da Daiichi Sankyo Europa a Milano.
“I cambiamenti nello stile di vita, come il movimento regolare e l’alimentazione equilibrata, svolgono un ruolo cruciale nel migliorare la salute del cuore” ha spiegato all’evento il Prof. Daniele Andreini, Direttore della Divisione di Cardiologia Universitaria e Imaging Cardiaco dell’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio, Milano.

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- Verdura e frutta fresche: apportano elementi nutritivi che aiutano a regolare la pressione sanguigna e a contrastare l’infiammazione, mantenendo il cuore in equilibrio, come potassio, magnesio, fibre e antiossidanti.
- Pesce azzurro e salmone: sono ottime fonti di omega-3, acidi grassi che modulano l’attività elettrica del cuore e riducono il rischio di aritmie.
- Legumi e cereali integrali: contribuiscono al senso di sazietà e aiutano a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.
- Olio extravergine d’oliva: fonte di grassi “buoni”, ha un effetto antinfiammatorio e cardioprotettivo.
- Frutta secca (in quantità moderate perché calorica): noci, mandorle e nocciole forniscono magnesio e acidi grassi essenziali.
Numerosi studi hanno dimostrato che la dieta mediterranea ha un effetto protettivo sul cuore. Si tratta, dunque, del regime migliore anche in caso di fibrillazione atriale. Infatti, aiuta a ridurre l’infiammazione sistemica e migliora il profilo lipidico e glicemico. Inoltre, contribuisce al controllo del peso corporeo e protegge contro ipertensione e diabete, due fattori di rischio per la fibrillazione atriale. In breve, la dieta mediterranea è ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce, olio extravergine d’oliva e povera di carne rossa e grassi saturi.
L’importanza dell’idratazione
Una corretta idratazione è fondamentale. La disidratazione può favorire l’innesco della fibrillazione atriale, soprattutto negli anziani o in estate. Bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, salvo controindicazioni mediche, è un’abitudine da mantenere.
Cosa non si deve mangiare con la fibrillazione atriale?
- Fritti
- Prodotti industriali
- Junk food
- Insaccati
- Snack dolci e salati
- Bevande zuccherate
- Dolci
- Alcolici
Parlando di dieta e fibrillazione atriale è importante anche sapere quali cibi hanno un effetto negativo e sono quindi da evitare. In linea di massima, è sconsigliata una dieta ricca di zuccheri raffinati, dolci, bibite zuccherate e cibi confezionati perché favorisce l’infiammazione e il sovrappeso, entrambi legati alla comparsa della fibrillazione atriale. Semaforo rosso anche per i grassi saturi e trans presenti in carni grasse, burro, margarine industriali e cibo fast food: danneggiano i vasi sanguigni e aumentano il rischio cardiovascolare.
Fondamentale tenere sotto controllo l’apporto di sodio, perché un consumo elevato di sale aumenta la pressione arteriosa e può favorire la comparsa o il peggioramento della fibrillazione atriale. Oltre a limitare il sale aggiunto ai cibi, bisogna ridurre il consumo di cibi salati, come salumi, cibi trasformati, formaggi stagionati, snack confezionati. Attenzione poi agli alcolici: il consumo di alcol è un noto fattore scatenante della fibrillazione atriale, tanto che si parla di “holiday heart syndrome”.
Quanti caffè al giorno con fibrillazione atriale?
Meglio limitare anche la caffeina e la teina, presenti in caffè, te, cola e bevande energetiche: un consumo eccessivo può aumentare la frequenza cardiaca. In linea di massima sono concesse una-due tazzine al giorno di caffè.
E se si assumono farmaci anticoagulanti?
Chi segue una terapia con anticoagulanti orali (come il warfarin) deve prestare attenzione all’apporto di vitamina K, presente soprattutto nelle verdure a foglia verde (spinaci, cavoli, broccoli). Questo non significa eliminarle, ma mantenere costante il loro consumo per evitare interferenze con il farmaco. È importante discuterne sempre con il medico.
Cosa mangiare quando si ha la fibrillazione atriale? Un menù tipo
- Colazione: orzo solubile; pane integrale tostato con olio extravergine di oliva o crema 100% di mandorle; 1 frutto fresco.
- Spuntino: 10 mandorle o noci.
- Pranzo: farro o orzo con verdure di stagione condito con olio EVO a crudo; filetto di pesce azzurro (sgombro, alici, sardine) al vapore o alla griglia; insalata mista (per esempio lattuga, carote, finocchi).
- Merenda: una tisana rilassante (camomilla, melissa, biancospino); gallette di riso integrale con miele.
- Cena: passato di verdure o minestrone senza patate; uovo sodo; verdure cotte condite con olio EVO a crudo; pane integrale.
Cosa fare se si ha la fibrillazione atriale? Consigli utili
- Cercare di avere uno stile di vita attivo e di muoversi il più possibile.
- Praticare 150 minuti di attività fisica alla settimana. Vanno bene camminata veloce, ballo, cyclette, nuoto dolce, yoga, pilates.
- Fare il possibile per tenere a bada stress e ansia, che peggiorano la fibrillazione. Evitare ritmi di vita frenetici, mancanza di sonno, multitasking estremo. Praticare tecniche rilassanti come respirazione diaframmatica, meditazione, mindfulness, camminate nella natura, hobby.
- Cercare di dormire almeno sette-otto ore per notte.
- Non fumare.
- Fare attenzione agli integratori: alcuni (come ginseng, guaranà) possono interferire con la frequenza cardiaca.
- Sottoporsi a controlli regolari e seguire le terapie prescritte dal medico.
Foto di copertina credits Daiichi Sankyo




