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Mangiare carne? Sì, poca e di qualità, ma se ne può anche fare a meno

Mangiare la carne? Sì, di qualità, ma se ne può anche fare a meno

Cacciatori-raccoglitori: sono ampi i consensi della comunità scientifica che ci vede originariamente come tali.

Prima dell’agricoltura, i nostri antenati si nutrivano di ciò che trovavano in natura.

Il nostro apparato digerente presenta sia caratteristiche frugivore che carnivore. A partire dalla dentatura, dove osserviamo i numerosi molari e premolari per triturare, nonostante siano anche presenti alcuni canini, tipici dei predatori.

Il nostro intestino non è breve come quello dei carnivori (capace quindi di espellere velocemente i residui di carne prima che vadano incontro a putrefazione), e non presentiamo l’enzima uricasi, ma abbiamo comunque una buona acidità dello stomaco che ci consente di gestire modeste quantità di carne e proteine.

In sintesi, sì, l’uomo ha fatto sua la capacità di nutrirsi di carne al fine di garantirsi la sopravvivenza, soprattutto in quelle zone climatiche impervie (troppo aride o troppo fredde), dove i derivati vegetali erano scarsi.

Mangiare la carne, un tempo era occasionale

Queste premesse dovrebbero quindi farci capire che non siamo assolutamente dei predatori.

La carne, i nostri antenati la mangiavano solo occasionalmente, quando cioè riuscivano a portare a buon fine una battuta di caccia, e prima ancora quando trovavano degli avanzi di carcasse lasciati dai veri predatori.

Magari ne mangiavano tanta tutta in una volta, ma poi tornavano per settimane a nutrirsi di frutta, germogli e radici.

I nostri corpi non hanno evoluto armi adatte a uccidere; non abbiamo artigli, zanne, e anche in termini di forza esplosiva e velocità siamo piuttosto deficitari.

È molto più facile immaginarci, come le scimmie, arrampicarci sugli alberi a caccia di banane, piuttosto che correre dietro a una gazzella.

Poca ma di buona qualità

Quanta carne, quindi, dovremmo introdurre nella nostra dieta?

La carne concentra in sé diverse caratteristiche che possono essere sfruttate con intelligenza al fine di provvedere alle nostre esigenze nutrizionali.

Essendo i tessuti animali molto simili per composizione ai nostri, ovviamente essi conterranno all’incirca gli stessi materiali plastici necessari ai nostri organismi.

Le proteine sono certamente più complete rispetto a quelle vegetali, e molte vitamine (in particolare la A e quelle del complesso B sono abbondanti e molto biodisponibili).

Anche gli acidi grassi, se ci riferiamo ad animali selvatici o allevati al pascolo, sono simili a quelli stipati nei nostri stessi adipociti.

Ma, come abbiamo detto, grosse quantità di carne sono tossiche per il nostro organismo.

Il miglior metodo per gestire il consumo di carne è quello di equilibrarne il consumo con un’abbondante e concomitante assunzione di frutta e verdura, alcalinizzanti e ricche di enzimi e vitamine. In particolare la verdura a foglia verde, grazie alle sue abbondanti fibre, diminuirà i tempi di permanenza della carne all’interno del nostro intestino.

In genere viene raccomandato un consumo moderato e saltuario di carne e derivati, e spesso viene puntato il dito sulla carne rossa, perché ricca di acidi grassi saturi e proinfiammatori.

Importanti accorgimenti

Se si sceglie di rendere la carne parte integrante della nostra dieta, è tuttavia opportuno adottare alcuni accorgimenti che possono realmente fare la differenza.

  • Ridurre al minimo le carni lavorate: salumi, insaccati e carni conservate sono pieni di sale, conservanti, coloranti ed edulcoranti, e tralasciandone alcuni come l’arrosto di tacchino, la bresaola o il manzo affumicato, tanto per fare degli esempi, si tratta spesso anche di prodotti molto grassi
  • Scegliere carni allevate al pascolo o, ancor meglio, inserire la selvaggina di tanto in tanto; queste carni sono prive di antibiotici, steroidi e ormoni della crescita, più magre e, spesso, presentano addirittura quantitativi significativi di acidi grassi essenziali omega 3
  • Prestare attenzione al colore: la carne si ossida al contatto con l’aria, di conseguenza tenderà facilmente ad assumere una colorazione marrone. Se la carne bovina del nostro macellaio rimane rossa anche dopo due giorni, significa che molto probabilmente sono presenti dei nitrati
  • Molto importante la variazione settimanale. Se questo discorso vale per tutti gli alimenti costituenti di una dieta, questa regola diventa ferrea parlando di cibi di origine animale.
  • Consumare piatti a base di carne insieme a verdure e frutta, e possibilmente non in associazione ai cereali; la pasta al ragù o l’hamburger nel panino, sono il miglior modo per complicarci la digestione
  • Non esageriamo con i bambini; le proteine sono importanti, ma far trovare loro nel piatto ogni sera una bistecca non li farà crescere di più e meglio, anzi, in questo modo non faremo altro che esporli a tutti gli ormoni e le tossine che questi mammiferi accumulano nei propri tessuti nell’arco della loro vita
  • Anche se viene consumata spesso, è meglio fare attenzione al consumo di carne cruda. Concediamocela solo se siamo certi dell’origine e dell’igiene utilizzata nella lavorazione; la carne può portare diverse problematiche microbiche ed essere veicolo di parassiti, che in soggetti sensibili possono facilmente trovare terreno fertile nel quale sopravvivere

Le straordinarie proprietà del quinto quarto

Sapete quali parti mangiano per prima i predatori?

Le interiora.

Le stesse parti che la maggior parte di noi scarta con noncuranza.

Questo accade perché noi siamo pieni di preconcetti, e molte volte ignoriamo letteralmente dove sta la verità.

I tagli tanto amati dai più, come filetto, sottofiletto e scamone, morbidi e ottimi se cotti non eccessivamente, sono parti decisamente povere di nutrienti essenziali.

Per non parlare della coscia, composta da fibre muscolari lunghe e coriacee.

No, gli animali predatori come i leoni, lasciano tutte queste parti come scarti agli spazzini, come iene e avvoltoi.

Le interiora (cuore, fegato, reni, polmoni, milza, ecc.) sono i punti in cui l’animale concentra la maggior parte dei micronutrienti; è qui che troviamo la più alta concentrazione di vitamine ed enzimi.

Inoltre, il quinto quarto costa anche molto meno rispetto ai tagli ”nobili”.

Se amiamo la carne, e scegliamo di mangiare non solo per il gusto di farlo, ma anche con l’obiettivo di fornire il nostro corpo di vero nutrimento, forse dovremmo decisamente riconsiderare le frattaglie, e prediligerne di gran lunga il consumo, a discapito delle fibre muscolari poverissime e di difficile digestione che in genere finiscono sulla nostra tavola.

Si può vivere senza mangiare la carne?

La risposta è sì.

Esiste ancora la convinzione che senza carne e derivati non sia possibile raggiungere una buona salute, ma tale mito è del tutto infondato, oltre a essere retaggio di un’ignoranza non ancora superata.

Gli stessi elementi di cui sono costituiti gli organismi dei quali ci nutriamo, sono stati letteralmente prelevati dal mondo vegetale.

Mucche, galline, pecore, capre, cavalli e tutti gli animali che finiscono sulle nostre tavole, vivono e rinnovano i loro tessuti grazie a una dieta vegetale.

In natura sono presenti tutti gli elementi essenziali e costituenti della vita.

Anche le proteine abbondano nel regno vegetale; è vero che tali proteine vengono definite non-nobili, in quanto spesso carenti di alcuni aminoacidi essenziali, ma il nostro corpo non ha bisogno di trovarsi per forza la ”pappa pronta”. Esso è perfettamente in grado di deassemblare e riassemblare le proteine in base alle proprie specifiche esigenze. L’unico accorgimento è quello di avere una dieta vegetale varia, che comprenda frutta fresca e a guscio, legumi e cereali integrali, semi e tanta, tantissima verdura.

Una questione di consapevolezza

Come abbiamo visto, mangiare la carne non è essenziale nella nostra alimentazione, a differenza dei nostri antenati, dove in determinati contesti e periodi storici lo era eccome.

Oggi, il cibo che giunge sulle nostre tavole è tanto e sempre disponibile.

L’essere umano, per fortuna, non deve più lottare giornalmente al fine di portare a casa il cibo.

Oggi tutti noi abbiamo la possibilità di scegliere.

Dobbiamo essere consapevoli che l’abitudine al consumo di carne e derivati non è altro che una crescente domanda che ha fatto lievitare l’offerta del mercato, portando alla creazione dei tristemente noti allevamenti intensivi; veri e propri insulti all’intero ecosistema, e al nostro stesso essere parte di questo mondo.

Se scegliamo di mangiare carne, è necessario capire che la riduzione del consumo di questi prodotti è fondamentale, al fine di garantire una maggiore sostenibilità.

Ma oltre a un discorso puramente pratico, dobbiamo capire che ogni volta che decidiamo di mangiare la carne, un essere vivente è vissuto ed è stato ucciso per il semplice soddisfacimento di un nostro desiderio; sia esso un vitello, una gallina, un agnello o qualsiasi altro animale.

Non si tratta di moralismo fine a se stesso, ma di una presa di coscienza necessaria, che dovremmo raggiungere con facilità, visto che siamo la specie vivente più evoluta sul pianeta.

Sottolineo spesso quanto sia importante prendersi cura di noi stessi, e questo è un altro modo per farlo. Avere consapevolezza ci porterà ad avere rispetto, per noi stessi, per il nostro pianeta, e per il senso stesso che dovrebbe avere la parola vita.

About Raffaello Pessione

Raffaello Pessione, esperto di benessere naturale Classe 1989, studioso appassionato di nutrizione e benessere, amante dello sport e del movimento, grande fan dello stile di vita minimalista. Dopo aver lavorato per anni nel settore della produzione alimentare, oltre che come pasticciere, ha deciso di dare una svolta alla sua vita, aprendo una piccola bottega di sfuso nel centro storico di Alba, in provincia di Cuneo e di specializzarsi nella vendita e nella consulenza di prodotti naturali e biologici.

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