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Reducetarianesimo: la filosofia del mangiare meno carne ma di qualità

Reducetarianesimo: la filosofia del mangiare meno carne ma di qualità

Complici l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e una maggiore consapevolezza sui temi ambientali, torna di moda, come tendenza food, un movimento nato nel 2015 dall’idea di Brian Kateman, ricercatore della Columbia University nel dipartimento di Ecologia e Biologia ambientale: il reducetarianesimo.

Si tratta di un modo diverso di vedere e vivere la nutrizione, mettendo in atto un’alimentazione consapevole, sana e il più possibile ecosostenibile, che contempli ciò che fa bene alla nostra salute, a quella del pianeta e che tuteli il benessere animale.

Prima di una dieta è quindi una scelta etica, morale e sostenibile, che inizia con i comportamenti quotidiani nel comprare meno alimenti che sono fonti di inquinamento e poco salutari, e prediligere invece cibi sani e freschi, prodotti in modo etico.

La filosofia del reducetarianesimo

Il reducetarianesimo è la pratica di mangiare meno carne (carne rossa, pollame e frutti di mare), così come meno latticini e meno uova, indipendentemente dal grado o dalla motivazione.

Questo concetto è interessante perché non tutti sono disposti a seguire una dieta “tutto o niente”.

“Si tratta di una identità e una comunità composta da individui che si sono impegnati a mangiare meno carne rossa, pollame, pesce e carne di qualsiasi altro animale”, spiegano i promotori del movimento.

“Una sfida possibile perché mentre non tutti sono disposti a eliminare completamente i prodotti di origine animale dalla loro dieta, diventarereducetariani” è invece una scelta alla portata di tutti.

Un’abitudine non solo per prendersi cura della propria salute, ma anche per compiere una scelta alimentare attenta allo sfruttamento degli animali e all’ambiente.

Qualche strategia? Se mangi carne a pranzo non farlo anche a cena.

Oppure evita di mangiare carne il lunedì, o scegli la giornata che ti è più comoda per farlo.

Decidi di acquistare prodotti di origine animale dove il bestiame è nutrito al pascolo, invece che fare riferimento agli allevamenti intensivi”.

Inoltre, mangiare meno prodotti animali:

  • riduce il rischio di molte malattie croniche
  • riduce l’impronta di carbonio e la sofferenza degli animali d’allevamento
  • allevia le crisi alimentari e idriche globali.

Carne sì, ma di qualità

Nel 2021 l’84% dei consumatori italiani, secondo una ricerca condotta dall’istituto Empathy Research, si è interessato a saperne di più sui metodi di produzione della carne che compra.

E il 75% sceglie di comprare carne di più alta qualità rispetto al passato.

Questa la nuova sfida dei “reducetariani”: non rinunciare a bistecche e costate, ma controllare la quantità, e soprattutto la qualità, della carne che si mette nel piatto.

Questa filosofia alimentare consiste quindi nel consumare poca carne e di livello premium, proveniente da aziende che promuovono un tipo di allevamento Grass Fed, naturale, con animali allevati al pascolo.

Infatti, Grass Fed significa letteralmente “nutrito a erba”.

Quando si parla di allevamento Grass Fed, si intende un sistema di crescita che permette ai bovini di restare al pascolo per l’intero ciclo di vita, dalla nascita alla macellazione.

A differenza dell’allevamento tradizionale dove gli animali vengono spesso nutriti con cereali e mangimi, per una crescita e un ingrasso rapidi, questo tipo di sistema, oltre a rispettare il benessere degli animali, è decisamente meno impattante per l’ambiente.

Un esempio di questo tipo di allevamento può essere la carne di manzo irlandese come l’Hereford e l’Aberdeen Angus.

Infatti, questi capi di bestiame sono allevati al pascolo per gran parte dell’anno in armonia con la natura e si nutrono di erba fresca.

Quella dell’allevamento è una qualità premiata dai consumatori italiani che, per il 23% scelgono carne Grass Fed, per il 25% danno preferenza alla tracciabilità e per il 29% sono attenti al benessere dell’animale.

Perché diventare reducetariani

Il reducetarianesimo è:

  • salutare, perché oggi l’occidente consuma un quantitativo eccessivo di carne, spesso di scarsa o pessima qualità.
  • facile, perché il percorso di riduzione non comporta l’eliminazione della carne e dunque anche i più affezionati potranno gustarsi un buon filetto
  • etico, perché mangiare meno carne e favorire allevamenti di un certo tipo è una scelta che procura minor inquinamento e minor sfruttamento nei confronti delle bestie da allevamento, oltre a spingere ad allevare in maniera diversa, avvicinando il lavoro degli allevatori ai desideri del consumatore.

Infatti, la filosofia dei “reducetariani” vuole prima di tutto avere effetti positivi non solo per le persone, ma soprattutto sull’ecosistema.

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