Reducetarianesimo: la filosofia del mangiare meno carne ma di qualità
Alimentazione

Reducetarianesimo: la filosofia del mangiare meno carne ma di qualità

04/05/2022
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Complici l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e una maggiore consapevolezza sui temi ambientali, torna di moda, come tendenza food, un movimento nato nel 2015 dall’idea di Brian Kateman, ricercatore della Columbia University nel dipartimento di Ecologia e Biologia ambientale: il reducetarianesimo.

Si tratta di un modo diverso di vedere e vivere la nutrizione, mettendo in atto un’alimentazione consapevole, sana e il più possibile ecosostenibile, che contempli ciò che fa bene alla nostra salute, a quella del pianeta e che tuteli il benessere animale.

Prima di una dieta è quindi una scelta etica, morale e sostenibile, che inizia con i comportamenti quotidiani nel comprare meno alimenti che sono fonti di inquinamento e poco salutari, e prediligere invece cibi sani e freschi, prodotti in modo etico.

La filosofia del reducetarianesimo

Il reducetarianesimo è la pratica di mangiare meno carne (carne rossa, pollame e frutti di mare), così come meno latticini e meno uova, indipendentemente dal grado o dalla motivazione.

Questo concetto è interessante perché non tutti sono disposti a seguire una dieta “tutto o niente”.

“Si tratta di una identità e una comunità composta da individui che si sono impegnati a mangiare meno carne rossa, pollame, pesce e carne di qualsiasi altro animale”, spiegano i promotori del movimento.

“Una sfida possibile perché mentre non tutti sono disposti a eliminare completamente i prodotti di origine animale dalla loro dieta, diventarereducetariani” è invece una scelta alla portata di tutti.

Un’abitudine non solo per prendersi cura della propria salute, ma anche per compiere una scelta alimentare attenta allo sfruttamento degli animali e all’ambiente.

Qualche strategia? Se mangi carne a pranzo non farlo anche a cena.

Oppure evita di mangiare carne il lunedì, o scegli la giornata che ti è più comoda per farlo.

Decidi di acquistare prodotti di origine animale dove il bestiame è nutrito al pascolo, invece che fare riferimento agli allevamenti intensivi”.

Inoltre, mangiare meno prodotti animali:

  • riduce il rischio di molte malattie croniche
  • riduce l’impronta di carbonio e la sofferenza degli animali d’allevamento
  • allevia le crisi alimentari e idriche globali.

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Carne sì, ma di qualità

Nel 2021 l’84% dei consumatori italiani, secondo una ricerca condotta dall’istituto Empathy Research, si è interessato a saperne di più sui metodi di produzione della carne che compra.

E il 75% sceglie di comprare carne di più alta qualità rispetto al passato.

Questa la nuova sfida dei “reducetariani”: non rinunciare a bistecche e costate, ma controllare la quantità, e soprattutto la qualità, della carne che si mette nel piatto.

Questa filosofia alimentare consiste quindi nel consumare poca carne e di livello premium, proveniente da aziende che promuovono un tipo di allevamento Grass Fed, naturale, con animali allevati al pascolo.

Infatti, Grass Fed significa letteralmente “nutrito a erba”.

Quando si parla di allevamento Grass Fed, si intende un sistema di crescita che permette ai bovini di restare al pascolo per l’intero ciclo di vita, dalla nascita alla macellazione.

A differenza dell’allevamento tradizionale dove gli animali vengono spesso nutriti con cereali e mangimi, per una crescita e un ingrasso rapidi, questo tipo di sistema, oltre a rispettare il benessere degli animali, è decisamente meno impattante per l’ambiente.

Un esempio di questo tipo di allevamento può essere la carne di manzo irlandese come l’Hereford e l’Aberdeen Angus.

Infatti, questi capi di bestiame sono allevati al pascolo per gran parte dell’anno in armonia con la natura e si nutrono di erba fresca.

Quella dell’allevamento è una qualità premiata dai consumatori italiani che, per il 23% scelgono carne Grass Fed, per il 25% danno preferenza alla tracciabilità e per il 29% sono attenti al benessere dell’animale.