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Balli latino-americani: farsi del bene divertendosi

Balli latino-americani: farsi del bene divertendosi

I balli latino-americani sono tutti balli di coppia e costituiscono un gruppo a se stante, anche nelle competizioni di danza. E ciascuno di essi ha un proprio “linguaggio”: esprime cioè emozioni e sentimenti diversi, in modo unico, cioè originale. E interpreta l’essenza più vera del Paese o delle tradizioni di origine.

Ai benefici generali della danza (esercizio fisico e aerobico, benessere psicologico) i balli latino-americani aggiungono inoltre delle caratteristiche proprie che li rendono – oltre che divertenti e piacevoli – particolarmente indicati per mantenersi in forma. Vediamo.

I balli latino-americani sono cinque

Come detto costituiscono una specifica categoria di balli di coppia nelle gare. Si tratta di: Samba, Cha cha cha, Rumba, Paso doble e Jive.  Anche i balli latino-americani, come tutti i balli di coppia, si basano prima di tutto su una forte intesa tra i due ballerini. Ciascuna di queste danze esprime poi sentimenti diversi, con movimenti e gestualità tutte proprie.

Samba, il più gioioso tra i balli latino-americani

La samba – o il samba, per chiamarlo come i brasiliani – è una danza nata in Brasile, con profonde radici africane. Ed è in assoluto uno dei balli più allegri che esistano.

Precisamente il samba si è sviluppato a Salvador di Bahia, laddove venivano sbarcati gli schiavi provenienti dall’Africa occidentale. Per questo, soprattutto nella samba originaria, ci sono molte influenze delle tradizioni musicali africane e i ritmi delle liturgie legate alle loro divinità. Non a caso il samba è legato alla nascita del Candomblé, la religione afro-brasiliana che emerse a Bahia dall’incontro tra culti africani e cattolicesimo.

Se storicamente veniva suonata solo con strumenti a corda, la Samba moderna è arrivata ad accogliere svariate influenze musicali, fino a diventare un tipo di linguaggio molto raffinato. E con la musica, anche la danza si è evoluta di pari passo.

Il samba è un ballo molto trascinante: pieno di vitalità e dinamismo. Ed è uno dei più “dispendiosi” in fatto di calorie bruciate.

Questa danza richiede ai ballerini di molleggiare costantemente sulle ginocchia (un movimento chiamato “bounce”). E il movimento continuo, leggero ed elastico, impegna molto i muscoli della parte superiore della coscia e gli addominali. E’ caratterizzata anche dai movimenti del bacino, dall’ancheggiare.

E’ anche un ballo molto provocante. Nel samba la donna usa il movimento per mostrare il proprio corpo e la propria grazia, mentre l’uomo le gira intorno, esalta i suoi movimenti e li asseconda, in una vera danza della seduzione.

Cha cha cha: il più easy tra i balli latino-americani

La patria del Cha cha cha è Cuba. Questo stile di danza trae il proprio nome dallo stile musicale omonimo ideato dal violinista e compositore cubano Enrique Jorrin.

E’ un tipo di danza molto versatile, che si presta a diversi ritmi (si può ballare, per esempio, anche su musiche latino-pop).

In generale però rimane un ballo dal ritmo energico e deciso, che si sviluppa in 4 tempi. Ci sono i passi “lenti”, che durano un tempo e i passi “rapidi”, che durano mezzo tempo.

Il Cha cha cha non è troppo veloce, né complicato ed è quindi facile da ballare anche per i ballerini “non provetti”.

L’impegno fisico richiesto dal Cha cha cha è molto diverso da quello, per esempio, del samba: qui non c’è il “bounce”, non si molleggia sulle ginocchia, le gambe anzi rimangono rigide. E’ invece fondamentale la componente di sensualità e fluidità.

I movimenti devono essere soavi, eleganti e questa è la caratteristica principale che lo distingue dal mambo (da cui deriva, peraltro).

Rumba, il più fitness tra i balli latino-americani

Anche la rumba è di origine cubana. Più precisamente si pensa abbia avuto origine dall’incontro tra il flamenco (portato a Cuba dagli spagnoli) e i ritmi degli schiavi africani portati sull’isola. Il termine “rumba” significa festa popolare.

La rumba è anche parente stretta del tango: entrambe le danze sono “figlie” dirette della habanera, danza cubana con radici spagnole. Ma ciascuna di esse si è sviluppata interpretando il carattere del proprio Paese: passionale, profondo e malinconico, il tango cresciuto in Argentina e Paraguay; sensuale e vitale invece (sicuramente, una musica più “nera”) la rumba di Cuba.

Questo stile di ballo si può suddividere in 4 sottocategorie:

  1. – la rumba cubana, molto legata alle percussioni, con musica e canto che richiamano in modo fedele i ritmi africani;
  2. – la rumba, come stile di ballo più lento riconosciuto per le competizioni e manifestazioni di danza;
  3. – la rumba flamenco, che basa i suoi ritmi sulla musicalità del flamenco;
  4. – la rumba africana, sviluppata in Congo, che ha dato origine alla cosiddetta musica “Soukous”.

Tenendo conto dello stile presente nella maggior parte delle sale da ballo in Europa, la rumba si può descrivere come un ballo lento, elegante e romantico, che richiede ancheggiamenti naturali del corpo e frequenti assoli della ballerina.

Per eseguire bene i movimenti i partner devono acquisire una buona tecnica nell’uso delle caviglie, dei piedi, delle gambe e della schiena. I ballerini mantengono, per lo più, una posizione distanziata che lascia loro grande libertà di movimento.

La rumba dunque non è un ballo faticoso per velocità e dinamica, ma piuttosto per l’uso delle gambe: è quindi un ottimo esercizio per la muscolatura degli arti inferiori e della zona addominale.

Paso doble: più Spagna che Latino-America

Originario della Spagna, significa letteralmente “passo doppio”. E’ un ballo latino-americano che si configura come una marcia e ricalca le movenze del torero, quando fa il suo ingresso nell’arena.

Il paso doble è nato agli inizi del secolo scorso proprio come musica da accompagnamento per le sfilate delle quadriglie. Ed è un ballo ritmato e spettacolare che della corrida – e dell’atto di sconfiggere il toro – riprende le figure, i ruoli e la gestualità.

L’elemento dominante qui è il carattere dei ballerini e non, come in altri balli latino-americani, la sensualità.

L’uomo è il torero e la donna è il mantello rosso che istiga e attira l’animale. Tutta la danza ricalca questa sfida: uomo e donna si muovono intorno a un toro immaginario.

Ballare il paso doble è impegnativo, perché è una danza veloce che richiede posture abbastanza difficili. Ed è faticoso, perché richiede una particolare concentrazione nei movimenti.

Il ruolo dominante del cavaliere è evidente. L’uomo è il “matador” e deve essere agile, fiero, quasi altezzoso; deve esprimere forza fisica e carattere. Nei suoi movimenti non abbandona mai la donna.

La dama è la “Capa” (il mantello rosso) e ha un ruolo più sottomesso rispetto ad altri balli latino-americani. Il suo corpo deve mostrarsi docile, ma anche scattante, nervoso.

Le figure eseguite sono di grande spessore artistico e richiedono grande espressività, con tutto il corpo: gambe, mani, volto, sguardo. Ed è richiesta la tensione di tutta la muscolatura.

Per ballarlo bene, è molto importante che i due ballerini si calino nello “spirito giusto”, che sentano i ruoli che stanno interpretando.

Jive, dei balli latino-americani è il meno noto

Il jive è uno stile di ballo di origine nord-americana, nato intorno agli anni ’30. Probabilmente il meno conosciuto, ma il più scatenato. E’ in effetti una variante del genere Jitteburg, una forma di Swing: una variante molto vivace, sciolta e allegra. Si può dire che sia una versione modernizzata del vecchio “Boogie Woogie”.

Il jive è un ballo saltellato, in cui le figure devono essere interpretate da entrambi i ballerini con stile, forza ed elasticità insieme, e con grande resistenza fisica.

Durante la danza è necessario molleggiare dolcemente sulle ginocchia, rimanendo con il corpo verticale e il busto, spesso, lievemente inclinato in avanti.

Come spesso nei balli latini, anche nel jive ci sono dei leggeri ancheggiamenti a destra e a sinistra.

E’ un ballo molto dinamico, insomma, in cui si utilizza molto la muscolatura delle cosce e in cui anche le mani hanno una grande importanza (almeno quanto i piedi). E richiede, nel suo complesso, un grande dispendio di energie.

Le danze dei Caraibi

Le danze caraibiche sono la salsa, la bachata e il merengue.

Rispetto ai latino-americani sono meno complessi e più facili da imparare. Occorre meno impegno in allenamento per arrivare a interpretare nel modo corretto le posizioni e le gambe e le punte dei piedi non sono da controllare in modo particolare.

Per tutte queste ragioni le danze caraibiche sono ancor più diffuse, a livello popolare, dei balli latino-americani.

Un’altra caratteristica comune a salsa, bachata e merengue è che, in tutti e tre, l’uomo e la donna assumono una posizione precisa, stando sempre a contatto. I balli latino-americani invece sono più “liberi” per quel che riguarda il movimento del cavaliere e della dama.

Star bene, ballando

Il ballo può essere competizione e anche passione, ma soprattutto e prima di ogni cosa, il ballo è benessere.

Ballare è un’attività consigliabile a tutti, a ogni età, in ogni circostanza. E’ un’attività che mantiene in un buono stato di salute psicofisica.

I vantaggi pratici sono tanti.

  1. – è un attività che si può praticare in ogni stagione dell’anno
  2. – non richiede una particolare preparazione fisica
  3. – facilita la socializzazione (altro fattore di benessere psico-fisico)
  4. – tonifica la muscolatura di tutto il corpo, stimola la circolazione sanguigna (quindi aiuta a mantenere sotto controllo la pressione del sangue) e mantiene l’elasticità delle articolazioni;
  5. – è un’attività aerobica, che coinvolge il fisico e la respirazione in modo coordinato.

E’ sempre consigliabile, certo, avvicinarsi alla danza fin da piccoli: i bambini imparano molto in fretta, si abituano subito a essere elastici e fluidi in tutti i movimenti.

A scopo di divertimento e benessere, però, non serve affatto essere giovani: basta avere un pochino di coordinazione e imparare a sentire il ritmo della musica. In ogni città, anche piccola, esiste una scuola di danza, a cui possono accedere persone di ogni età.

I benefici dei latino-americani

Se si guarda alle caratteristiche specifiche dei balli latino-americani (balli più strutturati, con figure e posture precise) si possono poi cogliere dei benefici specifici. Per esempio:

  1.  rafforzano molto il tono muscolare di gambe, glutei e addominali;
  2.  aiutano a mantenere il peso forma, perché richiedono resistenza fisica e/o forza e fanno bruciare quindi molte calorie;
  3. possono aiutare a livello psico-emotivo (si può perfino parlare di un blando effetto “terapeutico”), perché sono balli di coppia che risvegliano molte energie interiori, richiedono grande impegno e concentrazione (e dunque liberano la mente, anche se per poche ore, dalle quotidiane preoccupzioni) e inducono il corpo a produrre endorfine, le sostanze del benessere;
  4. sono una buona “valvola di sfogo” dallo stress quotidiano, perché sono tutti balli che consentono di esprimere originalità, fantasia e sensualità.
  5. Ballare, ma soprattutto ballare bene è anche una questione di equilibrio. Saper piroettare a ritmo di musica (specialmente se si indossano i tacchi alti) non è facile. Un buon aiuto in tal senso può venire dall’uso di un plantare che stabilizza la postura e garantisce un ottimo equilibrio.

 

 

 

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