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Massaggio sportivo: spesso sottovalutato. Ecco perché è davvero importante

Massaggio sportivo: spesso sottovalutato. Ecco perché è importante

Quando parliamo di massaggio, di solito ci riferiamo al trattamento rilassante che dona benessere generale oppure alle varieMassaggio sportivo: spesso sottovalutato. Ecco perché è importante tecniche utilizzate per alleviare il dolore o restituire piena funzionalità all’apparato muscolo-scheletrico in caso di trauma. Al massaggio sportivo si pensa meno perché spesso crediamo, erroneamente, sia riservato soltanto agli atleti professionisti.

Non è così, anzi. Per chi pratica sport regolarmente, un massaggio ben eseguito assolve funzioni importanti: non soltanto migliora la performance, ma mette l’atleta nelle migliori condizioni anche per evitare infortuni.

Massaggio sportivo perché è diverso

“La differenza principale sta nel fatto che il massaggio sportivo lavora sui muscoli profondi“, spiega Elisabetta Emmanuele, kinesiologa, massoterapista e massaggiatrice sportiva a Trieste. ” Aiuta l’atleta a ridurre il rischio di fratture e altri danni, in più inflenza positivamente la psiche, calmando il soggetto teso o, al contrario stimolando, quello giù di tono. In sintesi si può dire che l’obiettivo del massaggio sportivo sia quello di mettere l’apparato locomotore e la mente dell’atleta nelle condizioni di dare il meglio”.

Ovviamente, perché il massaggio possa raggiungere questi obiettivi, bisogna che l’operatore sappia individuare esattamente quali sono le esigenze della persona in quel preciso momento.

A che cosa serve il massaggio sportivo

Il vero scopo del massaggio sportivo è quello di aumentare la capacità di prestazione, per questo possiamo dire che sia parte integrante della strategia di preparazione atletica e deve essere praticato sia prima che dopo la competizione o l’allenamento.

“Il massaggio che precede la prestazione sportiva serve a riscaldare la cute e i tessuti sottostanti, preparare il muscolo rendendolo immediatamente disponibile allo sforzo e infine mettere in azione i riflessi in modo che i muscoli siano in uno stato di ricettività tonica, pronti ad agire alla massima velocità e forza. Inoltre il massaggio migliora la mobilità articolare attraverso una serie di stiramenti e mobilizzazioni passive”, spiega Elisabetta Emmanuele. Vediamo come si pratica in questo video.

Altrettanto importante è il massaggio che viene praticato dopo la prestazione sportiva (entro 24/48 ore) e dura, in genere una mezz’ora. “Ha un benefico effetto di rilassamento generale, ma serve anche a sciogliere le contratture muscolari. In più migliora la circolazione del sangue quindi, aumenta l’ossigenazione dei tessuti. Questo, a sua volta, favorisce il ricambio metabolico agevolando il drenaggio delle tossine prodotte durante lo sforzo. In pratica i tempi di recupero si accorciano e si evita la comparsa dell’indolenzimento muscolare”. Chi è interessato alla tecnica del massaggio post gara può cliccare qui.

Massaggio sportivo: spesso sottovalutato. Ecco perché è importanteChi è Elisabetta Emmanuele

Diplomata in Kinesiologia applicata e massaggio (per integrazione posturale e riduzione di dolore e tensione fisica e mentale, Elisabetta Emmanuele si specializza nell’applicare queste tecniche in ambito sportivo. Da anni collabora con la Società Ginnastica Triestina per la squadra di basket femminile serie A2 e per tutte le discipine della società stessa.

Segue attivamente atleti della Federazione Italiana Tennis e con la European Tennis Association in importanti tornei a livello internazionale, sia femminile che maschile sportandosi tra Sardegna, Roma, Trieste, Spagna, Svezia.

E’ inotre massaggiatrice sportiva ufficiale dell’A.S.D. Evinrude (atletica) e degli equipaggi della Classe 470 di Vela Circolo di Trieste.

A complemento della sua attività ha studiato shiatzu con il maestro giapponese Ota Yoshihisa, Riflessologia plantare, Reiki I livello, Disfunzioni cranio mandibolari e disturbi posturali, Hot Stone Massage, Massaggio sportivo, Diploma di estetista presso IRFOP di Trieste, formazione in tecnica cranio sacrale metodo upledger I e II livello (TCS 1 e 2) con l’osteopata Diego Maggio.

 

 

About Rita Tosi

Rita Tosi
Manager della comunicazione, che da circa 20 anni si occupa di di tecniche di relazioni e sviluppo strategico per aziende e privati che cercano visibilità. Dopo un necessario passaggio (e sosta) nelle principali agenzie di comunicazioni internazionali (Edelman, Gruppo Publicis e Hill&Knowlton) con ruoli apicali, continua a creare eventi e rafforzare il proprio know-how attraverso l'attività in proprio. Allena la sua capacità organizzativa, gestionale e di relazione anche in famiglia, con 1 marito, 3 figli, 1 cane, 4 tartarughe, 4 pesci rossi, 1 geco e un terrazzo.

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