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Cartoni animati: il nuovo linguaggio che aiuta a ragionare e formarsi

Cartoni animati: il nuovo linguaggio che aiuta a ragionare e formarsi

Partiamo con una premessa essenziale: la televisione non può (e nemmeno lo farà mai) sostituire l’interazione tra persone.

Detto ciò, è innegabile il ruolo che si trova a giocare nella vita di molti.

Sia dal punto di vista formativo sia dell’intrattenimento.

Questo non vale solo per gli adulti ma anche e soprattutto per i bambini.

Ecco perché è fondamentale individuare i contenuti (e ancora prima le modalità) più costruttivi per innescare un reale circuito di apprendimento che sia dinamico e positivo.

È bene sottolineare, ancora una volta, come gli schermi non siano da considerare babysitter sempre disponibili bensì un supporto per affrontare certi argomenti o processi.
Perché è la televisione ad avere un tasto e un telecomando per lo spegnimento.

Non i bambini, i cui bisogni vanno ascoltati e compresi senza essere zittiti frettolosamente con un apparecchio talvolta malizioso.

L’approfondimento di oggi, quindi, è dedicato proprio al linguaggio televisivo e cinematografico indirizzato al pubblico più giovane.

TV, videogames, tablet e cellulari: pro e contro

I cartoni animati, come anticipato, non si sovrappongono all’esperienza sensoriale di cui i piccoli possono beneficiare quando manipolano materiali, creano e percepiscono attraverso il loro essere.

È pertanto sconsigliato un utilizzo prolungato di dispositivi quali console di videogames, TV, tablet e cellulari.

È sempre più frequente incontrare bambini nei passeggini intenti a guardare un video dal telefono dei genitori oppure mentre al ristorante sono assorbiti dall’ultimo trend postato sulla più famosa piattaforma di video sharing.

Questa osservazione vuole esprimere un puro dato di fatto e non un giudizio, ma è altrettanto vero che una tendenza di questo tipo può fare emergere situazioni degne di riflessione.

Vediamone alcune:

  • sviluppo della comunicazione verbale: nei personaggi dei cartoni manca un reale movimento articolatorio delle labbra e della lingua in relazione ai suoni emessi.

Considerando che il bambino nei primi anni di vita si affida principalmente al labiale per imparare a mettere in ordine i suoni che caratterizzano le parole, potrebbero insorgere dei rallentamenti o delle anomalie rispetto a questa competenza

  • sovrappeso e obesità: da un lato passare molto tempo davanti agli schermi toglie tempo per praticare attività fisica, dall’altro induce a mangiare di più alterando l’alimentazione ordinaria
  • mindless eating: viene definita così la dinamica che s’instaura quando si mangia davanti a uno schermo.

Quando l’attenzione sul cibo viene distratta si tende a mangiare di più e meno consapevolmente (Università di Toronto, 2007)

  • rischio alienazione: i video sono in grado di rendere protagonista lo spettatore e allo stesso tempo isolarlo dall’ambiente circostante.

Abbuffate di televisione possono indurre a solitudine e a crearsi una realtà parallela.

Se fruita con coscienza, però, la televisione può essere uno strumento che aiuta a ragionare e a formarsi.

Secondo una visione forse utopistica, contribuisce a creare idee su fatti e valori, sostenendo nella realizzazione di individui con una personalità onesta, che non si lasciano deviare da falsi messaggi.

Ed è proprio su questo che andremo a concentrarci.

Il linguaggio potenziante dei cartoni animati

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito a un importante cambio di paradigma relativo al linguaggio utilizzato nei cartoni animati.

Questo cambiamento non ha interessato totalmente i contenuti ma una buona fetta di essi; il che è decisamente significativo.

Chi ha bambini ma anche le persone che hanno guardato film d’animazione e serie di cartoni negli ultimi tempi avrà sicuramente notato la differenza tra i messaggi veicolati al giorno d’oggi e quelli relativi ai primi Anni Duemila ed epoche precedenti.

Se una volta era considerato normale inserire qua e là parolacce (anche le più cortesi e fintamente innocue), per esempio, è praticamente impossibile trovarne una nelle pellicole più recenti.

Un’altra situazione: una volta la morale della storia veniva impartita ricorrendo a immagini ed espedienti spesso crudi; mentre ora si trova un linguaggio e delle modalità che tengono maggiormente conto dell’emotività del bambino.

Il che non significa che tutti i contenuti siano edulcorati e non mostrino le cose per come sono; semplicemente viene fatta leva su principi differenti.

Eccone alcuni:

  • rispetto
  • spirito di solidarietà
  • linguaggio consapevole
  • ottimismo
  • ascolto
  • comprendere le diversità
  • curiosità
  • connettersi alla spiritualità
  • credere nei propri talenti

Gli ultimi due, in effetti, sono le vere novità in termini di messaggio e offrono un grande spunto anche per gli adulti.

Vedere la magia nelle piccole cose, infatti, è il vero richiamo di questi cartoni al di là delle scenografie importanti e degli effetti speciali sempre più sorprendenti.

Ecco che invitano “i grandi” a illuminare il proprio sguardo, a volte perso in pensieri più grigi, e i più piccoli ad avere fede che quel mondo dove regna la giustizia e la lealtà sia possibile.

Ecco perché è importante accompagnare sin dalla tenera età alla corretta fruizione dei contenuti.

L’impegno, per chi ricopre un ruolo educativo nella vita dei bambini, è quello di creare sempre una situazione di confronto e approfondimento.

Oltre a mostrare sempre la complessità (nell’accezione positiva del termine) dei fatti, mai appiattendoli o riducendoli a stereotipi conditi di finto buonismo.

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About Valentina Pitozzi

Valentina Pitozzi, giornalista e divulgatrice olistica Laureata in Scienze Antropologiche ed Etnologiche, collabora con agenzie di comunicazione, giornali e blog in qualità di giornalista e copywriter. Da sempre interessata ai temi del benessere e dell’equilibrio della persona ha intrapreso lo studio di diverse discipline olistiche tra cui il Thetahealing e il Dien Chan. Nulla di esoterico: queste tecniche si occupano di capire le disarmonie dell’organismo, lavorando sulla radice. Autrice di due libri in uscita, la sua frase è: “Le parole sono energia” e la sua mission è occuparsi di linguaggio consapevole.

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