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Dipendenza da smartphone? 10 consigli per essere più liberi

Dipendenza da smartphone? 10 consigli per essere più liberi

La tecnologia che tanto ci ha aiutato soprattutto nell’ultimo periodo, nasconde alcune insidie più o meno pericolose, la più diffusa è sicuramente la dipendenza da smartphone, una sorta di ossessione che non ci permette di staccarci da questo oggetto che sembra quasi essere diventato parte integrante del nostro corpo.

È tutto normale? No, ovviamente, ma come si esce da questo bisogno incontrollato di superconnessione?

“Fai più cose che ti fanno dimenticare di controllare il tuo telefono“, suggerisce il buon senso. In effetti, quando si trascorre del vero tempo di qualità, capita talvolta, addirittura di dimenticarsi d’avere un telefono.
Ma non è quello che succede tutti i giorni.

Dipendenza da smartphone: qualche dato

In media una persona controlla il proprio dispositivo almeno 47 volte al giorno e l’85% degli utenti lo fa anche mentre parla con i propri amici e familiari.

Prova a pensare, per quanto tempo credi che una notifica, in media, rimanga non letta?
Dieci minuti? Cinque minuti? Un minuto?
Bene, recenti statistiche rivelano che la risposta esatta è: sei secondi. Huston, abbiamo un problema!

L’utente tipico di un telefono cellulare tocca il proprio telefono 2.617 volte ogni giorno.

Il che è allarmante, poiché pare che anziché migliorare le nostre vite, la tecnologia stia prendendo il sopravvento su di esse. E la più grande fonte di problemi è proprio quel dispositivo che porti con te ovunque tu vada.

L’impatto di questo utilizzo smodato è sbalorditivo poiché riduce la qualità delle conversazioni reali, peggiora la memoria a breve termine, sulla concentrazione e sulla risoluzione dei problemi, influisce negativamente sui ritmi del sonno, fa perdere un sacco di tempo e potremmo continuare ancora.

Dipendenza da smartphone: il problema non è l’oggetto

Non fraintendiamo: i telefoni sono buoni e utili, in fondo, puoi leggere questo articolo proprio ora grazie al tuo dispositivo elettronico, ma se utilizzati troppo e senza cognizione di causa, possono diventare una presenza malsana e “troppo presente” nelle nostre vite.

Senza dubbio, Steve Jobs ha rivoluzionato il mondo con l’iPad. Ma quello che la maggior parte delle persone non sa è che non avrebbe permesso ai suoi figli di usarne uno. Come ha detto al New York Times nel 2010, “limitiamo la quantità di tecnologia che i nostri bambini usano in casa”.
Insomma, imparare a utilizzare lo smatphone e la tecnologia in maniera efficace e intelligente è senza dubbio una delle necessità fondamentali dell’epoca che stiamo vivendo.

Siamo davvero drogati di telefono?

I telefoni non sono droghe. Allora perché siamo vittime di dipendenza da smartphone?

Perché la dipendenza, qualsiasi essa sia, è il modo con cui la nostra psiche cerca di alleviare un disagio psicologico. Chi è vittima di dipendenza da smartphone, sta usando il telefonino per affrontare un problema nella vita.

Una dipendenza si sviluppa solo quando c’è qualche bisogno psicologico alla base che non è stato soddisfatto: solitudine, frustrazione, overthinking, insicurezze, insoddisfazione, l’incapacità di vedere accadere cose belle nella tua vita e così via.
Per alleviare quei mali psicologici, il comportamento ossessivo e le dipendenze da sostanze sono molto, molto simili.

Le dipendenze infatti iniziano quando c’è un problema e si sta lottando per affrontarlo?

Quindi controllare troppo il telefono o trascorrere troppo tempo sui social può essere il campanellino d’allarme che qualcosa non va.

L’azione calmante della dipendenza

Alcuni ricercatori si riferiscono agli smartphone come “ciucci per adulti”, poiché quando si è irritabili, irritati, annoiati o angosciati, il ciuccio calma.

Quando hai una vita piena, quando sai affrontare le tue preoccupazioni in maniera sana, quando hai una buona rete sociale composta da persone che ti amano e che ami, le probabilità di sviluppare dipendenze comportamentali sono decisamente inferiori e limitate, se non inesistenti. È chiaro che la prima cosa da fare è camprendere, magari con l’aiuto di un esperto, quali sono le ragioni all’origine della nostra dipendenza. Subito dopo, però, bisogna anche riuscire a mantenere l’utilizzo dello smartphone in corretto allineamento con le nostre vite. Come fare?

Ecco 10 idee per ridurne l’utilizzo del cellulare

  1. Dire “non” anziché “non posso”. Quando ti impegni a cambiare, dì a te stesso: “non controllo il telefono più di una volta all’ora”, invece di “non posso controllare il telefono più di una volta all’ora”. Il “non” infatti fornisce a te stesso il potere di aver preso la decisione di non farlo. Al contrario il “non posso”, viene letto dalla mente come una forza esterna ti stia dicendo che non devi fare questa cosa. La motivazione umana e il processo decisionale funzionano molto meglio quando la spinta ad agire è qualcosa che sorge (anche se forzatamente) dentro di noi. Non ci piace sentirci dire cosa possiamo e non possiamo fare. Sembrerà banale, ma non lo è.
  2. Mantieni la distanza. È più facile dimenticare di controllare il telefono quando è fisicamente fuori dalla vista e dalla portata. Dopo essere tornato a casa, lascia il telefono nella borsa o mettilo in un cassetto. Non succede mai niente di terribile. Lo stesso trucco può aiutarti al lavoro, a scuola e nelle cene di famiglia. Quindi quando puoi evitare di tenere il tuo telefono al tuo fianco, come fosse un tuo prolungamento e mettilo da qualche parte in cui non puoi raggiungerlo facilmente. Dall’altra parte della stanza è una buona opzione. Questo è un modo molto più efficace per impedirti di usarlo piuttosto che tenerlo vicino ma cercando di sopprimere il desiderio di usarlo.
  3. Disattiva tutte le notifiche non essenziali. Togli il “ding” che dice: “Ehi, controllami adesso”. Decidi tu quando è il momento di controllare. In questo modo non sarà più il telefono a controlare te, ma sarai tu a controllare lui. Puoi anche prendere le app che ti creano maggiore dipendenza e seppellirle in una cartella nella quarta pagina, in modo da consultarle solo ogni tanto.
  4. Utilizza una “regola di arresto”. Pensi di controllare il telefono per un attimo e in realtà ci resti incollato per un’ora. Controlli la posta elettronica, Facebook, Twitter e Instagram, e quando hai fatto tutto questo, è ora di controllare di nuovo la posta elettronica, Facebook, Twitter e Instagram. Puoi chiamarlo il tuo posto felice. I ricercatori lo chiamano loop ludico. È ciò per cui le slot machine sono progettate. Il loop ludico è quest’idea che, quando sei impegnato in un’esperienza che crea dipendenza, come giocare alle slot machine, o i social network appunto, entri in uno stato cullato di tranquillità in cui continui a fare la cosa ancora e ancora perdendo la cognizione del tempo.
    Una regola ti dice che è ora di fermarti: puoi utilizzare un timer, una sveglia, ed anche quando credi di non averne bisogno o di saperti regolare, una regola di arresto può impedire un controllo infinito.
  5. Non rompere le abitudini. Sostituiscile. Abbiamo parlato dell’importanza del mantnersi a distanza dall’oggetto del desiderio. Ma non basta. Quello che devi fare è trovare un comportamento che sia un sostituto del comportamento che vuoi evitare. Quando ti siedi sul divano, assicurati che il telefono sia lontano e che un libro sia a portata di mano. Quindi ora non solo stai stringendo i denti cercando di non controllare il tuo telefono, ma stai sostituendo una cattiva abitudine con una buona.
  6. Non utilizzare il telefono prima di andare a letto. Controllare costantemente il telefono durante il giorno rovina la produttività, mentre fissare lo schermo prima di andare a dormire può influire sulla qualità del sonno. Evitane l’utilizzo almeno un paio d’ore prima di andare a letto.
  7. Non caricare il telefono vicino al letto. Molti degli effetti negativi dell’uso eccessivo (insonnia, sonno disturbato o breve, ostacolata comunicazione ed intimità) possono essere eliminati tenendo il cellulare fuori dalla camera da letto. La dipendenza da smartphone si vince anche così.
  8. Consapevolezza. Fermati a pensare prima di sollevare il telefono, prenditi un momento per pensare al motivo per cui lo stai facendo. Hai bisogno di eseguire un’attività particolare come la scansione di un documento o l’invio di messaggi al tuo capo? Esegui questo compito e mettilo via.
  9. Modifica le impostazioni. Spegni le notifiche, imposta un codice di accesso più lungo, usa la modalità aereo o quella di “non disturbare”. A mio parere, disattivare le notifiche (fuori dagli orari di lavoro) è qualcosa che tutti dovrebbero fare indipendentemente da quanto sia abituale l’uso del cellulare. Voglio dire, solo perché qualcuno nel mondo vuole mandarti un messaggio di testo, inviarti un’e-mail o taggarti in una storia su Instagram, non significa che meriti la tua attenzione.
  10. Trascorri del tempo con le persone che arricchiscono le tue giornate. Quando condividi del tempo di qualità, quando ti circondi di persone  autentiche, il bisogno di controllare il telefono sparisce magicamente. Quindi, se stai leggendo questo sul tuo telefono e ti senti solo, anziché perderti tra le vetrine dei social network, invia un SMS o un’e-mail a una persona speciale. Fagli sapere che ci tieni. Stabilite un orario in cui incontrarvi, e poi metti via il telefono.

 

 

 

 

 

 

 

About Francesca Ardigò

Francesca Ardigò
Francesca Ardigò, dott.ssa in Psicologia per il Benessere Bresciana d’origine, ha vissuto i suoi primi anni tra Milano e Parigi, città nelle quali ha avuto la possibilità di studiare, conoscere e approfondire diverse materie, bazzicando sovente anche il mondo della moda e della TV; ora vive e lavora in Italia. Le sue passioni sono la mente umana, le persone e il loro benestare. Intuitiva, si occupa sia di Psiche che di Corpo -letto in chiave psicosomatica. Ritiene che ogni essere umano sia qualcosa di unico ed irripetibile, per questo si fa carico della persona nella sua interezza proponendo un approccio individuale e personale. Dicono di lei che sappia leggere le persone e che sia in grado di trovare una soluzione e una strada anche quando essa sembra sommersa dalla nebbia. Crede nei miracoli e ama farli accadere.

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