
Halloween: indossa una maschera e divertiti. Ma il giorno dopo buttala
Che ci piaccia o no, la notte del 31 ottobre, in tutto il mondo occidentale, si festeggia Halloween: l’unico periodo dell’anno, insieme al Carnevale, in cui è accettato da tutti indossare maschere in pubblico. Ma cosa succede se indossiamo una maschera invisibile tutti i giorni della nostra vita? E quali sono i motivi per cui decidiamo di presentarci al mondo mettendoci una o più maschere?
La risposta è semplice e lo dice la parola stessa: lo facciamo per mascherare, per modificare quelle sfaccettature di noi che non ci piacciono e che preferiamo nascondere.
Una maschera per essere migliori
Forse non tutti sanno che il termine “personalità” deriva dalla parola latina persōna che risale, probabilmente, dall’etrusco phersu = ‘maschera dell’attore’, ‘personaggio’.
La personalità si può definire come la somma delle abitudini, dei tratti, degli atteggiamenti e delle idee di un individuo, e si riflette esternamente nel nostro comportamento, nei ruoli e negli stati mentali che adottiamo; internamente nella nostra motivazione, negli obiettivi e nel modo in cui percepiamo noi stessi.
Le maschere che più o meno inconsapevolmente indossiamo, di fatto, sono le versioni modificate e abbellite delle parti di noi che, per un qualsiasi motivo, non ci piacciono, non accettiamo, o che preferiamo nascondere per farci accettare dagli altri.
Nel film “The Mask”, Jim Carrey riesce benissimo a illustrare, con un grande effetto comico, proprio come ognuno di noi indossi una maschera sociale per nascondere chi è veramente.

Lo scaffale di giugno 2022
Lo scaffale di giugno 2022 si apre con lo sfavillante colore dei papaveri, che nel linguaggio…Una maschera? Troppa fatica

Lo scaffale di giugno 2022
Ma perché, pur sapendo che non esiste la perfezione al mondo, la maggior parte di noi impiega un’incredibile quantità di tempo e di energia cercando di essere perfetto in tutto? Forse è perché amiamo la perfezione? Non credo. Penso invece che ognuno di noi sia naturalmente attratto dalle persone autentiche, reali.
Il fatto è che, per molti di noi, le maschere sono barriere protettive che adottiamo per affrontare un’essenziale insicurezza umana, e cioè che non siamo “abbastanza” così come siamo. Il mantenimento di questa maschera, o il ruolo ad essa associato, ci obbliga a limitare molto i nostri comportamenti, e non è un bel vivere, vi assicuro. Qualcuno potrebbe mostrarsi sempre allegro, per esempio, o sempre saggio e responsabile. Quanta fatica! Ci vuole molta energia per mantenere una maschera nella sua posizione. Per vivere meglio occorre rinunciare al perfezionismo e abbracciare la propria vulnerabilità.
Senza maschera è meglio. Credici
Spesso le persone pensano che, se mostrano chi sono veramente, perderanno la loro personalità e diventeranno noiose e poco interessanti. Ma l’autenticità è il contrario. Abbandoniamo la necessità di essere perfetti e ne scopriremo subito i benefici: togliere la maschera arricchisce la nostra personalità, non la impoverisce. Noi non siamo i nostri comportamenti, siamo molto di più! C’è una splendida frase del cantautore e scrittore Leonard Cohen che rende bene l’idea: “C’è una crepa in ogni cosa. E’ da lì che entra la luce”
Lasciala cadere
Quindi, se vogliamo far entrare la luce in noi, chiediamoci qual è la maschera che indossiamo? Qual è la maschera nascosta? Saperla riconoscere spesso è già sufficiente per consentirle di cadere.
E, per proseguire nel processo di “smascheramento”, possiamo seguire i consigli della sociologa Brene Brown , secondo cui le persone capaci di vivere la loro vita in modo pieno, incondizionato e di tutto cuore, si svegliano ogni mattina pensando: “Non importa cosa riesco a fare e che cosa resta ancora da fare, io sono abbastanza”. Non solo, vanno a letto la sera pensando: “Sì, sono una persona imperfetta e vulnerabile, e qualche volta ho paura, ma questo non cambia il fatto che sono anche una persona coraggiosa e merito amore e appartenenza”




