gestire le emozioni

Siamo davvero in grado di gestire le nostre emozioni?

Prima o poi, ci misuriamo quasi tutti con le relazioni di lavoro e le emozioni che ne derivano: con colleghi, clienti, collaboratori, fino ai rapporti con le figure a cui dobbiamo rispondere del nostro operato.

La PNL, Programmazione Neurolinguistica è vista come una tecnica che può migliorare, addirittura trasformare, questi rapporti, facendoli virare a nostro favore.

Un cliente ci fa diventare matti? Con le tecniche di PNL lo convinceremo sicuramente a essere più collaborativo e a comperare i nostri prodotti o servizi.

Un collega non è collaborativo o magari vuole scavalcarci? O magari l’universo ci sta mettendo alla prova con un dirigente ottuso?

Lucia Giovannini

La PNL corre in nostro aiuto: potremo disinnescare le loro cariche di limiti e arroganza e li convinceremo a spalleggiare i nostri obiettivi, senza nemmeno che se ne accorgano.

Tutto possibile e tutto fattibile.

“Però siamo sul piano del pensiero lineare, ovvero della logica. Non consideriamo il pensiero non lineare e sistemico, quello che coinvolge sentimenti ed emozioni”, spiega Lucia Giovannini, autrice bestseller e spiritual coach, trainer di Programmazione Neurolinguistica e Neurosemantica.

La domanda, allora, diventa: e se usassimo delle tecniche che, invece di lavorare sugli altri, lavorassero su noi stessi e sulla nostra capacità di rispondere alle azioni e reazioni degli altri?

E che, soprattutto, lavorassero con efficacia sulle emozioni che proviamo quando dobbiamo affrontare rapporti complicati o difficili?

Cos’è la PNL?

L’acronimo PNL indica la “programmazione neuro-linguistica” (in inglese NPL – Neuro-linguistic programming), e indica una metodologia per cambiare i pensieri e i comportamenti di una o più persone, allo scopo di aiutarli a raggiungere i risultati desiderati.

emozioni primarieCiò può tornare utile per cambiare pensieri e schemi mentali inefficaci o addirittura deleteri e, inoltre, anche per potenziare pensieri già proficui.

Nata negli anni ’70 in California in piena epoca New Age, la PNL deve il suo successo alla promessa (spesso mantenuta) di migliorare le performance sul lavoro e di raggiungere la felicità, attraverso lo sviluppo personale.

I fondatori della PNL, lo psicologo Richard Bandler e il linguista John Grinder, sono partiti dalla convinzione di poter identificare i modelli di pensiero e comportamenti di individui di successo, per poi insegnarli agli altri.

Una delle tecniche principali della PNL è infatti costituita dall’imitazione o, come la definiscono coloro che la praticano, ‘modeling’: imitando il linguaggio e i comportamenti delle persone di successo sarebbe possibile fare nostre le loro capacità e raggiungere i loro stessi risultati.

La PNL si basa principalmente sull’elaborazione del linguaggio, ma utilizza anche altre tecniche di comunicazione per fare in modo che le persone cambino pensieri e comportamenti.

Le mappe del pensiero

La PNL si fonda sull’idea che le persone operano attraverso ‘mappe’ interne (schemi mentali) attraverso le quali interrogano e comprendono il mondo.

Questa metodologia, infatti, cerca così di individuare tali mappe (che non sono altro che esperienze soggettive di ciò che ci circonda) per modificarne gli orientamenti.

Va specificato che la PNL non ha nulla a che vedere con l’ipnosi. Al contrario, opera attraverso l’uso consapevole del linguaggio per modificare lo schema mentale e comportamentale di una persona.

In quali ambiti si applica la PNL?

La PNL trova ampio terreno di applicazione utilizzando varie tecniche in base agli scopi desiderati.

Partendo dall’idea che il pensiero e il comportamento possono essere modellati, la PNL viene impiegata per:

  • trattare ansia, fobie e stress, migliorando così le risposte emotive a determinate situazioni;
  • raggiungere obiettivi professionali di successo, come maggiore produttività sul lavoro e motivazione;
  • rimuovere pensieri e sentimenti negativi associati a un evento passato;
  • migliorare le proprie capacità comunicative.

In generale, la PNL è utilizzata come metodo per lo sviluppo personale attraverso il ‘potenziamento’ delle proprie capacità, che mira a promuovere una maggiore fiducia in se stessi e a comunicare meglio con gli altri.

Neurosemantica: un’evoluzione della PNL focalizzata sulle emozioni

“La Neuro-Semantica è l’esperienza del sentire e sperimentare nel nostro corpo i nostri significati. Noi trasliamo i significati nella nostra mente (le nostre semantiche) in sensazioni nei nostri corpi (neurologia) per creare stati neuro-semantici. In parole semplici la Neuro-Semantica ci permette di tradurre i nostri significati più elevati in performance eccellenti, ci permette di colmare il vuoto tra il sapere ed il fare, traducendo in azioni e risultati concreti le nostre intenzioni migliori”, spiega Giovannini.

La Neurosemantica, infatti, potrebbe essere considerata un’evoluzione della PNL classica.

I Meta-stati: quando le emozioni diventano complicate

Immaginiamo di essere usciti per una passeggiata. Improvvisamente, troviamo sulla nostra strada un cane randagio e siamo colti dalla paura. Se ci fermiamo a riflettere che, in fondo, siamo molto più grossi di lui, nella nostra mente potrebbe iniziare ad aleggiare un sentimento di vergogna per la nostra stessa paura.

Al contrario, potremmo provare rabbia per aver deciso di uscire a fare la passeggiata. Bene, in questo caso vergogna e paura si possono considerare come meta-stati della paura (che è il nostro stato emotivo originario).

I meta-stati, infatti, si possono sovrapporre e accavallare ad altre emozioni che proviamo in un caleidoscopico ventaglio di sfumature che, proprio per questo, non riusciamo più a governare.

controllare le emozioni“Tuttavia, possiamo lavorare su di noi per cambiare la situazione. Ognuno di noi dispone di quelli che a me piace definire ‘poteri’: pensare, parlare, agire, gestire le emozioni ecc. Per quanto altre persone o agenti esterni possano influenzarci, alla fine siamo sempre noi a scegliere. Se non ci ricordiamo di ciò, viviamo in balia del mondo e di tutto quello che ci capita”, spiega Giovannini.

Magari non potremo impedire al nostro superiore di essere arrogante con noi, o di provare rabbia quando ciò accade, ma sicuramente possiamo gestire e incanalare quella rabbia in qualcosa di produttivo.

“Dovremmo avere più cura della nostra ‘zona di potere’, cioè della nostra capacità di riflettere, parlare, agire ecc. Immaginiamo che la nostra zona di potere sia la nostra borsa; se andiamo a fare la spesa, non vorremmo mai lasciarla nel carrello incustodita mentre cerchiamo qualcosa in altri reparti del supermercato”, spiega l’esperta.

Tornando al superiore dai modi poco gentili, se alla nostra emozione di rabbia applichiamo il meta-stato di tranquillità e consapevolezza della nostra zona di potere, immediatamente i suoi insulti cambieranno di intensità.

Un esercizio pratico per riprendere il controllo delle proprie emozioni

Se vi sentite spesso in balia delle vostre emozioni, e se queste troppo spesso condizionano i vostri pensieri e le vostre azioni, è opportuno ragionare sull’origine del problema.

Certamente non potremo educare tutti coloro che incontreremo nella vita ad avere modi gentili e garbati, ma potremo sicuramente lavorare sul modo in cui noi stessi reagiamo ad essi.

“Provate questo semplice test: impostate 3 o 4 sveglie sul vostro telefono nell’arco della giornata. Quando suoneranno, approfittatene per fare un breve check del vostro stato d’animo: come vi sentite? Come state gestendo le vostre emozioni? Quanto vi siete fatti influenzare dal mondo esterno? Con il passare del tempo, vi abituerete a diventare padroni delle vostre emozioni, il che ovviamente non significa diventare dei robot insensibili, ma persone dotate di maturità emotiva“, conclude Giovannini.

 

 

Copertina Foto di fauxels: https://www.pexels.com/it-it/foto/colleghi-che-si-stringono-la-mano-3184291/

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About Umberto Urbano Ferrero

Umberto Urbano Ferrero, collaboratore - Torinese d’origine, cittadino del mondo per credo. Laureato in Lettere moderne, ama l’arte in tutte le sue forme e viaggia per conoscere il mondo, oltre che se stesso. Umberto è appassionato di sport e Urbano, al contrario di ciò che l’etimologia suggerisce, apprezza la vita a contatto con la natura. Ritiene la curiosità una delle principali qualità in una persona, caratteristica essenziale per guardare il mondo da più angolazioni.

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