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Anna Marchesini, come un arrotino può cambiare la tua vita

Anna Marchesini, come un arrotino può cambiare la tua vita

E’ stata una forma violenta e acuta di artrite reumatoide a concludere, nel luglio 2016, la vita di Anna Marchesini, privandoci del piacere che ci dava vederla sul palcoscenico nei panni dei suoi esilaranti personaggi.

La sessuologa Merope Generosa intenta ad impartire lezioni di educazione sessuale attraverso perifrasi imprevedibili senza mai (o quasi mai!) trascendere nel linguaggio esplicito, la Signorina Carlo in guanti bianchi con l’inseparabile borsetta ed una pettinatura costruita ad arte, la Cameriera secca dei signori Montagnè o una Lucia Mondella de “I Promessi Sposi” che mai Manzoni avrebbe pensato potesse trasformarsi in questo modo, sono solo alcune tra le tante donne a cui Anna Marchesini, da sola o insieme al Trio, ha dato vita e sostanza.

Ma accanto all’attrice convivevano la doppiatrice, l’attrice di cinema e soprattutto di teatro e non ultimo anche la scrittrice, non solo comica, come si potrebbe pensare.

Anna Marchesini usava quaderni di scuola per scrivere, prima costruendo il testo attraverso infiniti ripensamenti e cancellature, poi ricopiandolo in bella copia, prima di consegnarlo all’editore.

Impossibilitata a continuare la sua carriera di attrice, negli ultimi tempi lavorava su un romanzo a cui non ha avuto il tempo di dare una fine, lasciandolo incompiuto.

Qualunque fosse la sua idea del finale, la Rizzoli l’ha implicitamente rispettata, lasciando le due storie che compongono il testo così come la scrittrice le aveva costruite, facendole confluire in “E’ arrivato l’arrotino”.

L’arrotino di Anna Marchesini, uno sconosciuto capace di entrare nelle vite degli altri

Il titolo richiama un personaggio che alimenta le due storie pur non influendo direttamente sulla vita delle due protagoniste, indipendenti l’una dall’altra nel tessuto narrativo.

Anna compare per prima, nel momento in cui sta per affacciarsi alla vita lasciando il grembo materno, “ il fondo cavo di un antro buio e melmoso, un acquitrino asfittico, dallo spazio risicato, tuttavia rivendicato da una poltiglia di organi viscidi e invadenti”.

Comincia in questo modo, per Anna Marchesini, la vita riflessiva della piccola Anna, chiamata così per la devozione della madre alla Santa, invocata in un travaglio senza fine.

E nella sfera di silenzio immediatamente successiva alla nascita si staglia forte, proveniente dalla strada, la voce di un arrotino, che invita le donne a portargli coltelli o forbici da arrotare, ombrelli da aggiustare, parti di cucine a gas da sostituire.

E’ una presenza inquietante che condizionerà la vita e la crescita serena della bambina, nel momento stesso in cui ella legherà la figura dell’arrotino a quella dell’uomo nero, di cui sua madre garantisce l’esistenza e la caratteristica di intervenire funestamente quando i bambini si comportano male.

Anna è una bambina capace di riflessioni argute, di impalcature pseudofilosofiche, che vive in un mondo, quello degli anni ’60, in cui i diritti devono essere acquisiti a fatica, compreso quello di avere un coltello affilato per tagliare la fetta di carne, dal momento che sua madre non vuole avere alcuna frequentazione con gli arrotini.

Maddalena, invece, è un’orfana da sempre, dal momento in cui sua madre è morta partorendola nella cella di un carcere, condannandola ad una vita da orfanotrofio e da esclusa dal mondo circostante. “Maddalena non aveva mai coltivato in tutta la sua breve vita alcuna inclinazione alle illusioni, tantomeno a qualsiasi eventuale soddisfazione sentimentale”.

Ma anche per lei Anna Marchesini ha scelto un arrotino, che compare all’improvviso per la strada in una giornata estiva calda e molto afosa, di quelle in cui non si finisce mai di sudare.

La cucina di Maddalena riempie la casa di fumo e forse lui, l’arrotino, che aggiusta anche cucine “ a gasse” con i pezzi di ricambio ed elimina la causa del fumo provocato da un cattivo funzionamento saprà risolvere il suo problema e, perché no, anche la sua vita.

Anna Marchesini, scrittrice e poeta

Sono storie minime nella sostanza, quelle che Anna Marchesini racconta in questo libro pubblicato postumo, ma la loro più autentica bellezza non sta nel cosa viene raccontato, ma nel come.

Ad introdurre il testo c’è una lettera scritta da Virginia Marchesini, la figlia di Anna, in cui ella parla alla madre definendola un poeta, capace di udire e sentire anche l’immaginario silenzio, di lasciare di bello “un segno che rimane nel cuore eterno di una persona per sempre”.

A leggere le pagine scritte da Anna Marchesini si ha la sensazione di essere di fronte ad una scrittura nuova, potente, asciutta, libera persino dalla punteggiatura chiarificatrice, che richiede a chi si  immerge nelle sue pagine un’attenzione costante, per non perdere nulla di questa prosa poetica.

I personaggi sono chiamati a definirsi attraverso i loro pensieri e le loro paure, attraverso l’introspezione che porta alla luce la verità, per piccola che essa possa essere.

A conclusione dei racconti delle due donne troviamo i Fiori di Fitolacca, 19 poesie dell’autrice che ci raccontano il suo percorso di vita attraverso le gioie e le soddisfazioni ma anche le tristezze e le disillusioni generate dalla malattia.

Anna Marchesini, che diceva di amare la vita, di essere una bulimica della vita, così desiderosa di conoscerla in tutte le sue manifestazioni da essere curiosa di sperimentare anche la morte, vedendola solo come una trasformazione della vita, si è congedata dal suo pubblico e dai suoi lettori con parole come quelle di questa poesia, intitolata Sono, tratta dalla raccolta Fiori di fitolacca:

“ Sono:

l’addio

di un giorno di festa

cui lo sposo

ha tradito la parola.

Il porto inutile

delle barche salpate

-ormai tutte-

l’alba

irriconoscibile

di un giorno di pioggia

il letto

fiacco

di un torrente

mortificato,

nell’asma di un’estate

troppo inclemente.”

Anna Marchesini, come un arrotino può cambiare la tua vitaAUTORE : Anna Marchesini

TITOLO : E’ arrivato l’arrotino

EDITORE : Rizzoli

PAGG. 154,  EURO 15

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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