Luis Landero, ritratto di famiglia in un interno
Libri

Luis Landero, ritratto di famiglia in un interno

25/11/2023
183 Visite

Luis Landero, scrittore spagnolo, è autore di “Pioggia Sottile”, definito dalle testate spagnole romanzo dell’anno al momento della sua uscita.

Pluripremiato, ha messo d’accordo critica e pubblico, rimanendo in vetta alle classifiche di vendita per mesi.

Con una visione profondamente intimista, l’attenzione portata a raccogliere ogni minimo particolare, lo scrittore ci regala la dimensione di una famiglia qualsiasi, non certo eccezionale.

Che Luis Landero abbia dell’uomo moderno una visione poco ottimista è evidente nella sua bibliografia, ma colpisce il fatto che essa si rifletta proprio nel quotidiano, nella vita che appartiene a tutti.

Da che il romanzo è diventato il genere narrativo per eccellenza, cioè da ben tre secoli, le famiglie serene se non addirittura felici non hanno interessato nessuno.

E’ il tarlo dell’infelicità che solletica il lettore, che sembra compiacersi di non essere l’unico ad affrontare ostacoli quotidiani.

E la famiglia di Luis Landero può essere meglio di uno specchio magico, visto in quest’ottica.

L’universo familiare di Luis Landero

Una madre vedova, tre figli, due femmine e un maschio, un padre morto da tempo sono il nucleo della famiglia di Luis Landero.

Sonia, Andrea e Gabriel trascinano nel tempo la ferita del loro essere diventati orfani di un padre estroso ed estroverso, capace di inventare storie e genealogie familiari partendo da un anonimo quadro rinvenuto in cantina.

La sua morte ha cancellato dalla loro vita i colori, lasciando un grigio dominante.

La loro madre, mai affettuosa e sorridente, si è inasprita con la vedovanza: unico scopo della vita, racimolare il necessario per arrivare a fine mese.

Prima piccoli lavori domiciliari e poi la gestione di una minuscola merceria sono state le soluzioni adottate, che hanno implicato il lasciare i figlia casa a gestirsi da sé.

Sonia, la primogenita, è stata indotta a quindici anni a sposare per interesse un uomo più vecchio di vent’anni, Horacio; Andrea è sempre stata l’indecifrabile ribelle, senza obiettivi concreti da raggiungere; Gabriel è il maschio a cui è stato concesso di studiare ed è docente di filosofia.

Le sue sorelle hanno dovuto in momenti particolari occuparsi anche dell’odiata merceria, identificata con l’abbandono materno.

I legami all’interno della famiglia hanno portato a un caotico labirinto, dove non esiste via d’uscita ma solo involuzione su se stessi.

A unirne i membri sono rabbia e risentimento, per ciò che è stato o non è potuto essere.

Il passato è come una matrioska infinita, ogni volta che si pensa di poter fare i conti con una verità se ne scopre sempre un’altra, più profonda e spesso radicalmente diversa.

Tutti colpevoli e tutti innocenti del rovinoso rotolare della famiglia verso l’autodistruzione.

Immagine di copertina
Attualità
Che giorno della settimana è oggi?
“Odio i lunedì”, canta Vasco Rossi. Ci sono giornate che sono molto caratterizzate nella nostra mente.…
Aurora, il deus ex machina

A osservare dall’esterno l’ingranaggio malato c’è Aurora, la moglie di Gabriel.

Luis Landero ha scelto per lei il ruolo in apparenza più defilato, ma sostanzialmente più importante, quello dell’ascoltatrice.

In questa strana famiglia, in cui i ruoli sono esacerbati ma molto verosimili, Aurora è colei alla quale tutti si rivolgono, a cui raccontano la loro verità, soprattutto mediante telefonate infinite.

Il romanzo ha uno sviluppo quasi teatrale, basato com’è sull’unità di luogo, la casa di Gabriel e Aurora, e sul dialogo continuo.

Ciò che si conosce sulla vita della famiglia emerge grazie ai ricordi, alla ricostruzione del passato, agli sguardi penetranti di chi questo passato lo ha vissuto.

Aurora non c’era, a lei tocca ascoltare, tacere, ricostruire il puzzle di vite altrui, sostenere il peso di recriminazioni e accuse e trasformarsi in un solido baricentro.

Ogni giorno, per una settimana, si accavallano le telefonate, tutti vogliono raccontare a lei, solo a lei, la loro versione, nel tentativo di trasformare le parole dette in verità: se lo racconto, allora è successo davvero.

La pazienza di Aurora è infinita, anche perché ogni racconto porta una sua verità, si differenzia da quello degli altri con la pretesa di essere l’unico limpido, cristallino e veritiero.

Eppure anche lei trascina nei suoi giorni un malessere sottile e  diffuso: con Gabriel le cose non vanno bene, hanno perso il loro fragile equilibrio nel momento in cui hanno scoperto che la loro bambina aveva un handicap che l’avrebbe segnata per la vita.

Gabriel si è subito arreso e si è chiuso nel suo mondo astratto e Aurora è rimasta sola a combattere per e con Alicia.

Nessuno è pronto ad ascoltare lei, nessuno è interessato a farlo, e per Aurora si dispiega il cieco istinto del futuro, che le restituisce leggerezza e lungimiranza.

L’innocenza distorta raccontata da Luis Landero

Luis Landero apre il suo romanzo con un incipit che non lascia dubbi:

“le storie non sono innocenti, non del tutto innocenti. Forse non lo sono nemmeno le conversazioni di ogni giorno, gli inciampi ed equivoci verbali o il parlare tanto per parlare. C’è qualcosa nelle parole che, di per sé, comporta un rischio, una minaccia, e non è vero che il vento se le porta via facilmente come dicono.”

Nessun racconto fatto ad Aurora è innocente.

Gabriel ha avuto l’idea di organizzare un pranzo di famiglia per gli ottant’anni della madre, con cui spera di riappacificare tutti.

Non è affatto una buona idea, perché il pensiero di ritrovarsi scatena in ognuno reazioni violente, soprattutto perchè non c’è il desiderio di rivedersi, dimenticare e ricominciare.

Sonia e Andrea, benchè adulte, nutrono ancora gelosia verso Gabriel, il maschio ultimogenito protetto e coccolato, a cui sono state date molte più possibilità.

Entrambe, poi, hanno un passato bruciante con un uomo condiviso, Horacio, su cui ognuna delle due ha una visione contrastante.

Perché, poi, festeggiare una madre detestata, che ha rovinato l’infanzia, l’adolescenza e anche la vita adulta dei suoi figli?

Perché rivedere un ex marito che lei ha imposto senza conoscerne gli aspetti peggiori?

Da una proposta fatta con le migliori intenzioni si scatena in ognuno la delirante convinzione di sapere l’assoluta verità, che deve essere raccontata ad Aurora.

Tra la proposta e il suo abbandono trascorre un tempo reale di una settimana, ma il tempo narrativo è dilatato al massimo, denso di ricordi dolorosi o traumatici, ritratto di una famiglia dall’unità distrutta per sempre.

Ogni volta che qualcuno racconta ad Aurora, per l’ennesima volta, la stessa storia, la arricchisce di un nuovo particolare, di un aspetto sino ad allora taciuto, che non risolve nulla, anzi peggiora un rancore sempre più inasprito.

L’invidia nata negli anni passati, i torti reali o immaginati con la conseguente gelosia, le ripicche, le incomprensioni e in conclusione di tutto un profondo risentimento non possono essere superati.

Nelle telefonate concitate fatte alla paziente Aurora non si prevedono il dialogo, il confronto, ma solo lunghi monologhi di lamentazioni infinite.

L’idea di Gabriel è fallimentare, ma mette definitivamente in luce l’inquietante sistema di relazioni familiari.

Prevalgono vecchie ruggini, si riaprono ferite mai rimarginate nel nome di una verità troppo a lungo taciuta.

Ognuno rimane saldo nella propria visione, racconta la sua versione dei fatti e si mostra irremovibile nella sua convinzione di non avere colpe o responsabilità, che scarica sugli altri.

Sono parole che scendono incessanti come una pioggia sottile e logorano, lasciando solo il vuoto dietro di sé e il tracollo definitivo di una famiglia disfunzionale.

Luis Landero, ritratto di famiglia in un internoAUTORE :  Luis Landero

TITOLO :  Pioggia sottile

EDITORE :  Fazi

PAGG. 240     EURO 18,50  (eBook euro 10,99)

Luisa Perlo, Critico Letterario dopo una vita spesa tra i banchi di scuola. Amante dei libri, dei gatti e dei viaggi, considera la lettura lo strumento più efficace per crescere, migliorarsi e trovare il proprio posto nel mondo.