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Paolo Bianchi, cercare l’amore del “per sempre” in una società frenetica

Paolo Bianchi, cercare l’amore del “per sempre” in una società frenetica

Paolo Bianchi, giornalista e scrittore piemontese, attento osservatore della società contemporanea, ha fermato il suo sguardo sul sentimento più usato e abusato a memoria d’uomo, l’amore, cercando di vedere come possa ancora manifestarsi nel nostro caotico presente.

Anche in questo contesto, infatti, prevale la regola dell’usa e getta, raramente ci si impegna ad aggiustare ciò che si è rotto in una relazione, dichiarandola conclusa e volgendosi altrove.

Non è sempre così, naturalmente, ma lo è molto spesso, senza differenziazioni di genere, per cui l’autore ha avuto gioco facile a descrivere una società basata su un interesse individualistico, indifferente al bisogno o al desiderio dell’altro.

A Paolo Bianchi non sfugge l’aggrovigliata composizione della modernità, filtrata attraverso gli occhi dei suoi personaggi, come si evince sfogliando la sua ricca bibliografia: ne sono protagonisti  giovani trentenni “bamboccioni”, giovani violate nella loro adolescenza, pornostar, amanti impossibili, individui afflitti da disturbi mentali.

A questa composita “corte dei miracoli” si aggiunge ora il protagonista dell’ultimo romanzo, “Donne smarrite, uomini ribelli”, combattuto tra la realtà e la virtualità,  nonostante i suoi cinquant’anni.

Gli uomini ribelli di Paolo Bianchi

Emilio Rivolta ha cinquant’anni ed è affetto da una sindrome bipolare di tipo due, per cui conduce la sua esistenza alternando momenti di depressione ad altri di leggera euforia, senza riuscire a connotare in modo univoco il suo vivere.

La sua solitudine, comune a molti di coloro che vivono nella Città Grande ( Paolo Bianchi crea un geografia insolita, costituita da nomi comuni trasformati in toponimi), lo induce a partecipare a un incontro gestito da un gruppo di lettura dove conosce Elisa, una libraia in procinto di essere licenziata per la crisi del settore.

Per Emilio è un incontro risolutore, sebbene sia consapevole del fatto che “ le cose nascono un po’ per volta, la vita è lenta in questo, ed è meglio così perché l’impazienza di veder nascere qualcosa è dettata dalla solitudine e a volte da amarezze non ancora smaltite.”

Di Emilio Paolo Bianchi ha fatto il perno della narrazione, intorno a lui si muove un mondo ristretto, come lo sono le sue visioni  dell’esistenza, dove si lotta per ottenere affetto e possibilmente amore, a volte a condizioni spietate.

Pronto a rifugiarsi nei farmaci  che accentuano il suo distacco dal mondo, Emilio brancola alla ricerca di un rapporto solido e duraturo, dal momento che con Eli le cose non funzionano come dovrebbero, sebbene egli ritenga di impegnarsi a fondo nel rapporto.

Il loro è un legame che Elisa costruisce anche e soprattutto sul piano intellettivo, tra presentazioni di improbabili poetesse post moderne e reading nei circoli della sinistra colta, restia a confondersi con gli uomini qualunque.

Nessuno dei due è decisionista, tentennano su ogni argomento, discutono su questioni oggettivamente irrilevanti sino al tracollo finale, al momento in cui Elisa decide di rompere il legame, nella convinzione che Emilio non sia l’uomo adatto a lei, per quanto dichiari di amarlo.

A lui restano i cocci da raccogliere e un aggravamento della depressione da evitare, così si tuffa letteralmente nel mondo degli incontri virtuali, con l’iscrizione ad un sito che gli consenta di incrociare un nuovo fragile amore.

E’ così che Paolo Bianchi conferisce al suo protagonista un’attitudine da trentenne, un desiderio ossessivo per la donna, che manca di concretizzazione.

Sarà invece la realtà a dare a quest’uomo ribelle (ma ribelle a cosa, poi? Non è neanche costretto a piegarsi ad un lavoro serio, occupato com’è a far fruttare la sua rendita ) la chance di un nuovo incontro, il meno prevedibile ma quello su cui si può fondare la speranza di un futuro.

Al suo fianco l’autore colloca altri uomini, come Duccio, marito succube che trova uno spazio di ribellione frequentando un centro di massaggi cinese che maschera un’attività di prostituzione, o Raffaele, capace di offrire progetti di futuro che esistono esclusivamente nei suoi pensieri e nelle sue parole, o Pierluigi detto Pigi, egocentrico e narcisista, venditore di  articoli per animali domestici sempre intento a far sfoggio di sé e della sua presunta ironia.

Dalle pagine del romanzo, in cui la voce narrante è sempre quella di Emilio, si ricava un’immagine del maschio contemporaneo non troppo edificante e soprattutto ancora schiavo delle consuetudini ataviche e dei pregiudizi.

Dove vanno le donne smarrite di Paolo Bianchi?

E le donne?

Anch’esse possiedono personalità difficili da inquadrare nel quotidiano, anche se alla base dei loro comportamenti ci sono le pulsioni più ovvie, l’amore o la vendetta o il desiderio  di affermazione sociale o la volontà di affrancarsi economicamente.

Elisa, dopo la rottura con Emilio, ritorna ancora nella sua vita, creandogli aspettative inappagate, dal momento che lei ha risolto diversamente la sua esistenza, gettando il protagonista nello sconforto (esistono i tradimenti a posteriori?).

Dolores, conosciuta su Tinder, intraprende con lui un viaggio alle Canarie; Rosa Lee si stabilisce a casa sua senza che abbiano una vera relazione, pronta ad andarsene solo quando avrà individuato una nuova allettante sistemazione; Orsola fa la cassiera in un supermercato e conduce una vita che non le lascia spazi per sé, essendo stata lasciata dal marito e avendo due bambini a carico; Jonella (vezzeggiativo di Jone, abbreviazione di Consolazione) diventa per Emilio una cara amica, ma esce da una relazione che ha minato profondamente la sua fiducia.

Paolo Bianchi: le donne sono disorientate

Tutte, per Paolo Bianchi, mancano della bussola per orientarsi tanto nell’oggi quanto nel  domani, sono quindi smarrite e inadatte a vivere nella Città Grande, a costruire rapporti solidi e duraturi.

E poi c’è Ondina, conosciuta in un centro Sociale dove suona brani di musica classica al pianoforte, che irrompe nella vita di Emilio portando con sé tutta la sua disperazione e il suo bisogno di aiuto per uscire dal vortice dell’autodistruttività .

Tra tutte è forse la più smarrita, ma è anche quella che apre ad Emilio uno spiraglio sul futuro, di cui non si intravede che un lontano baluginare, ma per chi vive nella precarietà affettiva è già molto, molto di più di ciò che si è perso e si è inutilmente ricercato.

E non è certo un caso che per l’ultimo capitolo del suo romanzo Paolo Bianchi abbia scelto un unico tempo verbale, il futuro.

Paolo Bianchi, cercare l’amore del “per sempre” in una società freneticaAUTORE : Paolo Bianchi

TITOLO : Donne smarrite, uomini ribelli

EDITORE : Cairo

PAGG. 288,   EURO 15,00

 

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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