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Rossana Pessione: sette giorni per un mistero avvolto tra la nebbia novembrina di un lago

Rossana Pessione: sette giorni per un mistero avvolto tra la nebbia novembrina di un lago

Succede, a volte, che le attività lavorative e le passioni della vita siano separate da una sottile linea di demarcazione, il cui superamento può coincidere con la realizzazione di un sogno.

Succede, ed è successo a Rossana Pessione, il cui ultimo romanzo è disponibile da pochi giorni, che con le parole ha lavorato e vissuto in simbiosi da sempre, vista la sua professione di giornalista, ma che ha coltivato con cura quelle destinate a dar vita ad un insolito e coinvolgente thriller, il suo ultimo sogno nel cassetto.

“La teoria del moltiplicatore” nasce anche dal suo costante interesse per la divulgazione scientifica, che l’ha portata a costruire passo dopo passo una trama avvolgente come i fili setosi di una tela di ragno.

 Rossana Pessione può essere raccontata attraverso il suo lavoro, dalla collaborazione con testate come Il Secolo XIX, Gente, Focus, Viversani & belli, Starbene, Donna Moderna, Tu Style, GQ, Gioia, Donna&Mamma, Bimbisani &belli, Fox Uomo, Maxim, alla direzione del mensile Col Mio Bimbo, dell’agenzia stampa Errepi News&Service e dell’Agenzia stampa Omnia Group, senza scordare la co-conduzione di GR1 Scienze, la rubrica di divulgazione scientifica della Rai. . Ha scritto una decina di guide sui temi della salute e del benessere e da dicembre 2012 è direttore responsabile del magazine online Il Font.it.

Verrebbe da chiedersi come abbia trovato il tempo di dedicarsi al piacere della scrittura narrativa in mezzo a sì tanto e impegnativo giornalismo, ma è una domanda vana, conoscendo l’autrice e il suo vulcanico pensare e agire quotidiano.

All’attività lavorativa affiancò già nel 2012 quella di scrittrice di narrativa, con il romanzo “Grani di Sale”, in cui affrontava i problemi legati al mondo che gravita intorno alle sette, individuando gli inganni spesso tesi a vittime ingenui non da uno, ma da tanti colpevoli.

Anche “La teoria del moltiplicatore” offre al lettore una visione corale, dove ogni personaggio ha un ruolo specifico ed unico, ma dove è la concatenazione dei piccoli passi compiuti da ognuno a condurre verso il finale.

Non ci sono commissari o poliziotti pronti a risolvere i casi ( e di ciò gliene siamo grati, visto che fatichiamo a tenere a mente tutti quelli esistenti!), ma ci sono uomini e donne che vivono il loro quotidiano fatto di soddisfazioni e dolori, casualmente proiettati in una vicenda più grande di loro.

Rossana Pessione, un lago nasconde un mistero profondo

C’è un lago, incuneato tra le province di Brescia e Bergamo, che al viaggiatore  desideroso di inoltrarsi in Val Camonica appare all’improvviso, pronto a scoprirsi in tutta la sua bellezza.

Le pendici delle Prealpi si tuffano nelle sue acque cristalline, creando un paesaggio magico: fu proprio questa magia ad incantare molti anni fa Rossana Pessione, giornalista piemontese trapiantata a Milano per esigenze lavorative, che lasciò la vita frenetica per quella più lenta, a misura d’uomo, che il piccolo paese di Sale Marasino, sul lago d’Iseo, poteva garantirle.

E’ proprio questo lago, con la sua apparente tranquillità, a fare da sfondo alla vicenda che si snoda ne “La teoria del moltiplicatore”, un thriller insolito e coinvolgente, una di quelle storie che vengono lette e rilette con la passione della prima volta, perché c’è sempre qualcosa ancora da scoprire tra le pieghe delle parole e dei pensieri.

Sulle sponde del lago, a Montallese Lago, vivono e lavorano Francesca e Alessandro Nardi, ma anche la loro è una tranquillità apparente: nel profondo del loro matrimonio le acque si sono fatte scure e pericolose, perché Alessandro non è uomo da accontentarsi di una sola donna. E Francesca lo sa, per questo ha preparato un veloce bagaglio ed ha deciso di fuggire nella casa di montagna per un po’, prendendosi una pausa dalla vita e dal lavoro.

Anche Margherita, la sua più cara amica, e Giorgio vivono non distante e con loro la piccola intrigante Cecilia, la bambina che Giorgio considera come sua, perché del padre biologico non sono rimaste tracce dopo la sua fuga codarda dalle responsabilità.

A Montallese Lago sorgono un Hospice, una clinica i cui degenti sono malati senza alcuna speranza di guarigione che vi trascorrono accuditi con cura gli ultimi difficili giorni della loro esistenza, e  l’Accademia internazionale di Anatomia umana, sita nell’antica Villa Letizia e collegata direttamente alla struttura dell’hospice.

Non è certo per tutti il lavoro che qui si deve svolgere: l’Accademia è il luogo dove i chirurghi specializzandi imparano a muovere le loro mani su porzioni anatomiche di cadaveri, quegli stessi che, inutilmente, si erano aggrappati disperatamente alla vita a pochi metri di distanza.

A Villa Letizia lavora anche Sebastiano: lo chiamano il Segamorti perché il suo compito è quello di dissecare i cadaveri, in modo scientifico e rigoroso, per non danneggiarne le parti. Ha quarant’anni ma è cresciuto solo nelle dimensioni fisiche, è maniacale nel  suo lavoro ma riesce a non farsi coinvolgere emotivamente, sa di non avere alcuna chance ma è innamorato di Francesca.

Villa Letizia apparteneva alla famiglia Ghisalberti Vallagarina, che la concesse alla Fondazione che vigila sull’operato dell’hospice e dell’Accademia, presieduta dal professor Pietro Malaspina.

In questo contesto, straniante per chi lo osservi dall’esterno come il giornalista Nino Bartolomei incaricato di un reportage, ma ormai quotidiano per coloro che vi lavorano, si è spezzato un anello della catena, si è verificato qualcosa di insolito, troppo vago per essere definito ma non per sfuggire a Francesca, che ha chiesto a Sebastiano di aiutarla a capire cosa stia succedendo a Villa Letizia.

Ma Francesca è come scomparsa nel nulla.

Giorgio e Margherita hanno provato a contattarla senza successo, Sebastiano ha capito che ha bisogno di aiuto, l’unico a non preoccuparsi di lei è Alessandro, chiuso nel suo cieco egoismo.

Rossana Pessione sa dosare sapientemente il detto e il non detto, solletica la curiosità del lettore che cerca delle risposte insieme ai personaggi, ma sembra non trovarle, mentre il fondo del lago appare sempre più torbido.

Il tempo e lo spazio dilatati nel romanzo di Rossana Pessione

Su cosa Francesca aveva puntato la sua attenzione? Quale mistero si snoda tra i corridoi e i sotterranei di Villa Letizia? Perché nessuno sembra essere davvero solo ciò che appare, ma avere un’ulteriore sfumatura di identità?

Sono le domande che prima smuovono e poi tormentano l’animo di Sebastiano e Giorgio, testardi sino a mettere a rischio se stessi per arrivare a Francesca e alla verità che, forse, ha portato via con sé.

Sono solo sette i giorni necessari a rimettere insieme le tessere del puzzle (e non solo metaforicamente…), ma sembrano tanti, troppi , a chi li vive col timore del peggio, convinto di non arrivare in tempo oppure di essere braccato.

Giorno dopo giorno si aggiungono nuovi elementi, mentre i corpi continuano a essere dissecati e i preziosi reperti a giungere sui tavoli dell’Accademia.

Che siano preziosi nessuno immagina quanto, ma che siano troppi sì, questo comincia ad essere evidente: da dove arrivano, a chi appartengono, perché sembrano moltiplicarsi?

Domande semplici, in apparenza, domande le cui risposte possono essere la discriminante tra la vita e la morte per chi se le è poste.

E poi i luoghi: certamente Montallese è al centro di questo piccolo universo,col suo lago e la sua nebbia, ma Rossana Pessione ci porta anche negli Stati Uniti, con brevi e circoscritte incursioni, così come in Romania, un paese dove il passato sembra pesare ancora come una cappa di piombo sul presente, oppure a Capri, una splendida cornice per svelare una dolorosa verità.

Eppure niente accade o viene raccontato per caso, come sa ogni buon giallista, che semina indizi a profusione talmente lievi da sfuggire all’occhio del lettore meno esperto.

Tutto è già stato scritto, per chi ha saputo leggerlo: vale per la trama narrativa come per la vita dei protagonisti, svelati nelle pieghe più nascoste del loro essere uomini.

Una coltre di foschia densa a filo d’acqua metterà la parola fine alla vicenda, lasciando a ciascuno la sua verità, il suo riscatto o la sua condanna.

Ultimi appunti sul romanzo di Rossana Pessione

Da non lasciarsi sfuggire, perché troppo coinvolti dalla trama e dalla curiosità del dopo, i titoli dei capitoli, che ci portano in un mondo di gusti e profumi, dai biscotti allo zenzero alle sardine di lago, dalla minestrina dell’ospizio al rovello all’acqua pazza, fino ad arrivare ai biscotti della fortuna.

Da non tralasciare assolutamente l’Appendice (-ctomia), in cui Rossana Pessione ci conduce nel mondo della donazione del corpo alla ricerca scientifica, una pratica molto diffusa all’estero ma non ancora in Italia. Un simile luogo d’eccellenza esiste solo ad Arezzo e a Verona, dove tutti coloro che operano in campo medico-scientifico possono studiare e perfezionare la loro conoscenza anatomica lavorando direttamente sui cadaveri.

La storia ci insegna quante volte la fantascienza abbia anticipato la scienza, passando per esempio dal mito di Frankenstein sino alla moderna donazione degli organi, ma passi da fare ce ne sono ancora molti.

Rossana Pessione ci ha raccontato non solo cosa si possa ma anche soprattutto cosa non si possa assolutamente fare: la vita è sacra come lo è la morte, nessuno deve o dovrà mai avere il  diritto di decidere del nostro abito mortale, tranne noi stessi, gli unici a cui sia dato compiere una scelta etica soggettiva.

 

 Independently published AUTORE : Rossana Pessione

TITOLO : La teoria del moltiplicatore

EDITORE :  Independently published 

PAGG. 232,  EURO 13,90 (disponibile in formato Kindle  euro 2,99)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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