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Vanessa Montfort, un negozio  di fiori nel cuore di Madrid

Vanessa Montfort, un negozio  di fiori nel cuore di Madrid

Vanessa Montfort è una scrittrice spagnola di successo, poco più che quarantenne, che ha fatto di Madrid la sua città d’elezione, dopo essere nata a Barcellona.

Ha iniziato a scrivere, di narrativa e di teatro, sin dai tempi dell’Università, rivelandosi da subito voce fuori dal coro, capace cioè di cogliere con precisione aspetti e  vissuti del popolo spagnolo, senza far cadere su di essi un pesante velo d’oblio. La storia della Spagna del XX secolo coincide con l’affermazione di una dittatura sopravvissuta alla caduta dei regimi europei aventi la stessa base ideologica, una dittatura che ha condizionato la vita e lo sviluppo di un pensiero più libero, non necessariamente oppositivo.

Le nuove generazioni, a cui Vanessa Montfort appartiene di diritto, hanno dovuto fare i conti con questo retaggio, pur essendosene sganciati: secondo la scrittrice, noi siamo il nostro passato più un giorno, ciò che siamo stati è “l’ingrediente segreto” per diventare ciò che costruiamo giorno dopo giorno con fatica.

Di tale riflessione sociologica ci si  aspettava un riflesso (anche sbiadito) nell’ultimo romanzo della scrittrice, “Donne che comprano fiori”, da cui avrebbe potuto emergere un quadro ampio (sono pur sempre quasi quattrocento pagine) della condizione femminile nella Spagna di oggi, un paese che ha come regina una giornalista, una donna in carriera, per di più divorziata.

E invece le aspettative rimangono deluse, ci si trova a leggere sì una storia tutta declinata al femminile, ma in tono leggero e talora anche superficiale, incapace di suscitare immedesimazione e coinvolgimento non solo emotivo.

Cinque più una le donne madrilene di Vanessa Montfort

Chi conosce Madrid sa quale fascino abbiano i suoi antichi quartieri attraversati da strade strette popolate di locali e di botteghe, in cui è facile imbattersi in qualcosa di inconsueto, fuori dal tempo che si rincorre frenetico nella Gran Via o in Calle de l’Alcalà: così è per il Barrio de Las Letras, dove ebbero a vivere o transitare i più grandi nomi della letteratura spagnola dei secoli passati.

Proprio qui si trova un negozio di fiori, El Jardin del Angel, sulla cui entrata campeggia la scritta “no dejes de soñar”,non smettere di sognare.

Vanessa Montfort  ha scelto questo luogo, gestito dalla misteriosa Olivia,  come punto d’incontro e di amicizia di cinque donne, ognuna con il proprio bagaglio di infelicità.

Agli occhi di Olivia, che ha fatto dell’aiutare gli altri a superare la condizione di chi si sente perso nel mondo il proprio vivere, ognuna di esse appare per ciò che realmente è, non solo come una casuale acquirente di fiori.

Quando Marina , trasferitasi da poco nel centro di Madrid, approda al Giardino dell’Angelo e trova qui lavoro, il suo dolore per la perdita del marito traspare in ogni suo gesto: abituata a vivere da “copilota”, fatica a procedere risoluta nelle sue giornate, schiacciata dalla promessa fatta ad Oscar di navigare sino a Tangeri con la sua barca a vela, il Peter Pan, per disperdere le sue ceneri nel mare .

Al centro del Giardino c’è un ulivo centenario a cui è agganciata un’altalena da bambini, diventata un luogo di meditazione per le donne  problematiche che vi approdano, come Marina.

Nel volgere di un solo giorno convergono al negozio di fiori Aurora, Gala, Victoria e Casandra, ognuna a modo suo legata ai fiori di Olivia.

Aurora dipinge i fiori di Olivia, Vanessa Montfort ha fatto di lei una donna priva di autostima, incapace di allontanarsi da un uomo che la sfrutta senza darle nulla in cambio, che trova la sua realizzazione nei quadri che le amiche cercano di indurla a mostrare al pubblico e vendere.

Al contrario di Aurora, Galatea è molto bella, bionda e sinuosa come una dea; affascina gli uomini che incontra ma fa fatica ad essere sincera nelle sue relazioni, troppo ferita da vicende del passato. Per lei i fiori di Olivia sono indispensabili per armonizzare il suo showroom.

E poi c’è Victoria, spaccata in due tra il lavoro di ingegnere e il ruolo di moglie (stanca) e madre: riempie il suo tempo libero con le attenzioni che dedica alla famiglia, in un tentativo mal riuscito di compensazione, prima di incontrare l’uomo che le cambierà le giornate.

Casandra è una donna di successo, spinta dalla famiglia a dare il massimo di sé sul lavoro, capace di inviarsi dei fiori in ufficio per far credere agli altri di avere una vita al di fuori del lavoro, un uomo innamorato di lei e devoto ad una donna perfetta.

Sono tutte quarantenni e accolgono nel loro piccolo mondo Marina e l’urna con le ceneri di Oscar che porta con sé, non riuscendo a staccarsene.

Grazie alle nuove amicizie, riuscirà a trovare la forza, nell’arco dei tre mesi estivi, di salire sul Peter Pan e navigare in solitaria per otto giorni nel Mediterraneo, mantenendo una promessa  e separandosi definitivamente dal ricordo di un uomo da lei mitizzato, troppo egocentrico per concederle gli spazi di una vita autonoma.

L’estate delle donne di Vanessa Montfort

E’ sufficiente una stagione, un’estate, per far sì che la vita di queste sei donne cambi in modo radicale: ed è proprio in questo passaggio che viene a mancare l’approfondimento di Vanessa Montfort, una rinascita più consapevole e meno stucchevole delle protagoniste.

Il viaggio in mare di Marina è l’eterna metafora della vita, vista come l’attraversamento di una burrasca prima della quiete del porto; la fuga di Victoria si concretizza in una passionale e irrisolta avventura erotica; Casandra esterna finalmente il modo a lei più congeniale di amare; Gala taglia di  netto col passato e Aurora trova la forza di liberarsi di ciò che la opprime e di aprirsi a una nuova vita.

Olivia, che ha saputo legare ad ognuna di loro il fiore più appropriato, rivela il suo passato e riordina il suo presente, insieme a Marina.

L’immagine finale che ci rimane di queste  amiche è un quadro di Aurora, la donna della calendula arancione: nel giardino ha ritratto Marina con le sue violette, Casandra con l’orchidea azzurra, Gala col giglio bianco e Victoria con i fiori di pesco. Alle loro spalle il nume tutelare di Olivia, con l’immancabile calice di vino tra le mani.

“Donne che comprano fiori” è il titolo del quadro e il monito per i lettori: il destinatario di tanta bellezza è irrilevante, comprarli per altri o per se stesse non fa differenza, l’importante è imparare a decifrare il linguaggio segreto dei fiori e servirsene per gioire della loro bellezza.

Vanessa Montfort, un negozio  di fiori nel cuore di MadridAUTORE : Vanessa Montfort

TITOLO : Donne che comprano fiori

EDITORE : Feltrinelli

PAG. 374,  EURO 15,00

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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