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Cellule staminali e riparazione delle lesioni al midollo spinale

Cellule staminali e riparazione delle lesioni al midollo spinale

Cellule staminali: possono costituire una risorsa e via via si conoscono sempre meglio. E’ stata individuata una nuova popolazione, la quale favorisce la riparazione delle lesioni al midollo spinale: si tratta di cellule staminali che sono dunque adatte a essere utilizzate nella porzione extracranica del sistema nervoso centrale, collocata all’interno del canale vertebrale.

Una ricerca in argomento è stata posta in essere al livello della Yale school of medicine e del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa. Ha pubblicato la ricerca la rivista Nature communications.

Perché le cellule staminali?

Cellule staminali e riparazione delle lesioni al midollo spinaleLe cellule staminali sono utilizzate perché duttili. Si tratta di cellule primitive, non specializzate: hanno la capacità di trasformarsi in altri tipi di cellule del corpo. Il processo si chiama differenziamento cellulare. Sono diverse le fonti dalle quali possono essere prelevate: il cordone ombelicale, il sacco amniotico, il sangue, il midollo osseo, la placenta, i tessuti adiposi, la polpa dentale. Ma scendiamo nel dettaglio: quale origine devono avere per poter essere utili per le lesioni al midollo spinale?

Staminali e lesioni al midollo spinale

Il team di scienziati che ha lavorato allo studio ha individuato una particolare popolazione di cellule staminali. Esse si definiscono neuro-epiteliali e si sono rivelate particolarmente efficaci nel riparare le lesioni al midollo spinale.

La sperimentazione è stata attuata per mezzo di modelli animali. E’ stato dimostrato come questo tipo particolare di cellule si integri nel tessuto danneggiato.

Cellule staminali neuro-epiteliali: come agiscono

Esse sono in grado di estendere prolungamenti per alcuni centimetri dopo il trapianto. Ne discende un recupero motorio e funzionale. I test di laboratorio hanno inoltre mostrato come il recupero sia proporzionale all’entità alla lesione. Poniamo che, per esempio, il danno al midollo spinale non superi il 25%: si riscontra, entro due mesi, un significativo miglioramento nell’uso degli arti inferiori.

Cellule staminali e lesioni al midollo spinale: la parola all’esperto

Marco Onorati, ricercatore dell’unità di Biologia cellulare e dello sviluppo del dipartimento di Biologia dell’ateneo pisano, è fra i primi autori della ricerca pubblicata.

Queste le sue parole: “Grazie a questo studio, per la prima volta, è stato riscontrato e dimostrato il fatto che l’origine anatomica delle staminali ha una cruciale importanza al fine del successo del trapianto”.

L’origine delle cellule staminali neuro-epiteliali

Le cellule staminali neuronali hanno un’origine analoga a quella del tessuto ricevente (in questo caso

Cellule staminali e riparazione delle lesioni al midollo spinale
Cellule staminali neuroepiteliali (in verde) trapiantate nel modello animale di midollo spinale lesionato (in rosso)

il midollo spinale): per quanto in vitro esse risultino simili a quelle con diversa derivazione (provenienti, per esempio, dal cervello), esse sono molto più efficienti nel ripristinare le connessioni del midollo lesionato e garantire la formazione di nuovi circuiti neuronali. Così conclude Marco Onorati: “Non tutte le cellule staminali hanno le stesse potenzialità. Ciò di cui siamo a conoscenza, grazie a questo studio, sulle cellule staminali neuroepiteliali e su come agiscono nel caso di lesione al midollo spinale, può rivelarsi utile al fine di indirizzare il futuro della ricerca”.

Se sappiamo quale provenienza abbiano le staminali che funzionano meglio in una determinata condizione, facciamo un rilevantissimo passo in avanti.

Cellule staminali neuro-epiteliali: chi ha lavorato alla ricerca

Lo studio è stato coordinato dal professor Steve Strittmatter della Yale school of Medicine. Marco Onorati, già citato, ha guidato la parte relativa alla derivazione e alla caratterizzazione delle cellule staminali neuro-epiteliali umane e al loro differenziamento verso neuroni maturi: il fine era studiarne la funzione in vitro. Gli altri primi coautori dell’articolo sono due ricercatori della Yale school of Medicine. Ecco i nomi: Maria Teresa Dell’Anno (che continua tuttora i suoi studi sulle staminali in ambito neurologico presso la Fondazione pisana per la scienza) e Xingxing Wang.

Le staminali riservano multiformi sorprese. Attendiamo ulteriori sviluppi in argomento.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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