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Allergie da tessuti: cosa si nasconde dietro e dentro ciò che indossiamo?

Allergie da tessuti: cosa si nasconde dietro e dentro ciò che indossiamo?

L’8% delle dermatiti è provocato da quello che indossiamo, a rivelarlo è uno studio della Commissione europea.

L’industria tessile adotta oltre duemila sostanze chimiche e tra queste gran parte sono tossiche per l’ambiente e per la nostra salute.

Infatti, i responsabili delle reazioni allergiche a un certo tessuto sono, nella maggioranza dei casi, gli agenti chimici con cui le fibre sono trattate.

La moda ci offre capi dai colori sgargianti realizzati con tessuti di ogni tipo, ma non sempre quello che piace agli occhi fa bene alla pelle.

Allergie da tessuti: le cause 

Le dermatiti o le irritazioni da contatto con tessuti possono avere diverse cause e possono essere provocate da una allergia o sensibilità a:

  • Tessuti sintetici.
  • Sostanze chimiche utilizzate nelle fasi di produzione delle fibre tessili.
  • Mancanza di traspirazione.
  • Sostanze chimiche utilizzate per il fissaggio e la colorazione dei tessuti.
  • Sostanze utilizzate per lavare i vestiti.

Fibre sintetiche

Le fibre sintetiche come acrilico, poliammide, poliestere, polipropilene ed elastan, largamente usate nel tessile a livello mondiale per il loro basso costo e la robustezza, sono prodotte a partire dal petrolio e subiscono complesse trasformazioni chimico-fisiche fino a diventare adatte a essere tessute e filate.

La fase di lavorazione si conclude con la colorazione e il fissaggio del colore attraverso l’uso di coloranti chimici detti dispersi.

L’uso di materiali non naturali causa danni non solo alla pelle ma anche al nostro organismo.

Infatti provocano:

  • Accumulo di carica elettrostatica che il corpo non riesce a smaltire. A lungo andare quest’accumulo provoca stress, danni al sistema nervoso e persino alterazione della flora batterica intestinale.
  • Dermatiti e allergie: solo in Italia il 7% delle persone allergiche lo è ai coloranti dispersi e fra i bambini la percentuale è del 4%.

Inoltre:

  • Impediscono la normale sudorazione della pelle: i materiali sintetici sono poco traspiranti, questo causa infiammazioni, infezioni e cattivi odori.
  • Trattengono calore e umidità creando l’ambiente adatto per batteri e microbi.
  • Contengono costanze chimiche che scoloriscono a contatto con il sudore, lasciando sul corpo residui nocivi che causano allergie.

Sostanze chimiche

Per la produzione di tessuti artificiali, l’industria utilizza sostanze chimiche molto aggressive.

Tra cui quelle utilizzate per colorare o sbiancare i tessuti e per infondere nei tessuti determinate caratteristiche come morbidezza, resistenza, impermeabilità, effetto slavato.

Alcune sostanze chimiche impiegate nella produzione e trattamento di tessuti che causano allergie sono:

  • Coloranti, che possono contenere sostanze allergizzanti come metalli pesanti e nichel. In particolar modo i coloranti dispersi sono causa di allergie. Essi si legano poco con le fibre sintetiche e tendono quindi a separarsi dai tessuti e sono inoltre liposolubili: a contatto con il nostro corpo tendono a sciogliersi e a essere assorbiti tramite la pelle. I coloranti blu e nero sono ritenuti tra i più allergizzanti.
  • Resine, utilizzate per dare al tessuto caratteristiche quali resistenza, rigidità o morbidezza.
  • Mordenti, utilizzati per fissare i coloranti alla fibra.
  • Sbiancanti e candeggianti.
  • Biocidi, funghicidi e alghicidi utilizzati per evitare alterazioni, deterioramenti e la crescita microbica nei tessuti.

Sostanze per il lavaggio

Anche detersivi e ammorbidenti sono tra le principali cause scatenanti delle dermatiti allergiche da tessuti.

Questo perché non sono completamente eliminati durante il lavaggio e depositandosi sulle fibre, vengono poi rilasciati dai tessuti durante l’utilizzo e assorbiti dalla pelle.

Quali sono le sostanze maggiormente nocive per la nostra salute?

Alcune sostanze sono state oggetto di studi internazionali che hanno portato, in Europa, all’emanazione di normative che ne vietano o riducono l’utilizzo a causa della loro tossicità.

Tra queste troviamo:

  • Coloranti azoici: si legano poco alle fibre sintetiche, quindi tendono a scolorire e a essere assorbiti dalla pelle. Infatti, essendo economici hanno poca resistenza al lavaggio e al candeggio. Sono vietati perché possono rilasciare delle sostanze potenzialmente cancerogene.
  • Nichel: sostanza fortemente allergizzante rilasciata dai coloranti.
  • Carrier alogenati: vengono utilizzati per tingere a bassa temperature il poliestere e altri tessuti misti. Sono vietati in quanto altamente nocivi e sospettati di essere cancerogeni per l’uomo.
  • Formalmeide: è un gas che viene utilizzato per fissare pigmenti e colori nelle fasi di stampa e anche come conservante nella fase di confezionamento. La normativa europea prevede che la formaldeide non superi un valore minimo prestabilito perché potrebbe provocare irritazioni agli occhi e alle prima vie respiratorie.
  • Ftalati: migliorano la flessibilità e la morbidezza delle materie plastiche. Vengono utilizzati per le stampe delle magliette per evitare lo sgretolamento dell’immagine. Possono facilmente spostarsi dalla plastica alla nostra pelle con conseguenze piuttosto serie: sembra infatti che intervengano a livello endocrino, creando scompensi ormonali.
  • Clorofenoli Pcp, Tcp e relativi sali: utilizzati come antimuffa, antimicrobici e per la conservazione del prodotto. La loro presenza è regolamentata in Europa secondo parametri ben precisi per non renderli nocivi.
  • Antiparassitari: le tracce sui nostri indumenti derivano dall’uso massiccio di queste sostanze all’interno dei container che trasportano i capi da una parte all’altra del mondo.
  • Paraffine clorurate: fortemente inquinanti per gli organismi acquatici, sono usate come ritardanti di fiamma. Inoltre, impiegano tempi lunghissimi per degradarsi nell’ambiente. Questo ha portato l’Unione Europea a restringerne l’utilizzo.
  • Solventi clorurati: sono utilizzate per la pulizia dei tessuti in quanto sciolgono altre sostanze. Danneggiano l’ozono, persistono nell’ambiente e sono nocivi per la salute. Infatti, sono state severamente regolamentati dall’Ue.
  • Metalli pesanti: piombo, mercurio e cromo sono utilizzati in coloranti e pigmenti. Si accumulano nell’organismo causando molti danni alla salute. Sono altamente tossici e quindi sottoposti a rigorose restrizioni.

Allergie da tessuti: i sintomi 

I sintomi più comuni di dermatiti e allergie da tessuti sono:

  • Bruciore e prurito.
  • Secchezza cutanea e desquamazione.
  • Gonfiore.
  • Calore dovuto al processo di infiammazione in corso.
  • Arrossamento della pelle, chiazze più o meno estese o puntini rossi.
  • Nei casi più acuti si possono presentare bolle cutanee ovvero vescicole con liquido o pustole.

Solitamente si manifestano con eruzioni cutanee nelle zone del corpo più a stretto contatto con gli indumenti e con la biancheria intima: inguine, ascelle, collo, petto, addome, schiena, dorso del piede, interno coscia, piega del gomito o dietro al ginocchio.

Infatti, i sintomi interessano le zone della pelle caratterizzate da maggior sfregamento e sudorazione, che peggiorano con la presenza di umidità.

Quali sono i tessuti che dovremmo favorire?

Le fibre naturale sono l’ideale per prendersi cura della nostra pelle, della nostra salute ed evitare allergie da tessuti.

Inoltre, rispettano l’ambiente perché non inquinano e sono biodegradabili.

Tra i tessuti naturali più diffusi troviamo:

  • Cotone

Gli indumenti di cotone sono traspiranti con un alto potere di assorbire l’umidità e sono in grado di disperdere velocemente il calore del corpo.

Inoltre, ripara dai raggi UV.

È la fibra naturale più conosciuta e utilizzata, ma è importante che sia certificata biologica così da non creare nessuna allergia.

Perché quella non biologica è inquinata dagli agenti chimici impiegati durante la coltivazione anche per accelerare la crescita della pianta che è molto lenta.

La conseguenza è che tracce di pesticidi rimangono nelle sue fibre entrando a contatto con la pelle, provocando quindi allergie.

Inoltre, vista la crescente richiesta di questa fibra naturale, le grandi piantagioni di cotone concorrono alla deforestazione di boschi e foreste, per cui rischia di non essere più ecologico.

Il cotone è resistente all’usura e può essere lavato con facilità anche a temperature elevate.

  • Seta

Leggera e luminosa ha delle grandi doti di isolamento ed è anallergica.

E’ una fibra morbida al tatto, delicata sulla pelle e protegge dalle cariche elettrostatiche che possono esser nocive per la salute.

Fra tutte le fibre tessili naturali, è una delle più ideali per i momenti di forte stress e per la pelle molto sensibile.

È poco resistente all’usura, infatti va lavata con cura per evitare di rovinare la fibra.

La seta grezza si ottiene dalle prime secrezioni del baco prima che formi il bozzolo.

Si ottiene quindi senza dover uccidere il baco ed è per questo apprezzata da animalisti e vegani.

  • Lino

I capi in lino si riconoscono per l’effetto stropicciato che li caratterizza, tipico di questa fibra rigida e legnosa.

Sono più freschi del cotone, hanno un maggiore potere di dispersione del calore del corpo, adattandosi ottimamente al clima estivo.

Inoltre, è molto traspirante, ha un elevata capacità assorbente e non irrita.

È il tessuto più indicato per chi soffre di malattie della pelle perché ha proprietà curative e lenitive.

  • Lana

Si ottiene dal pelo di pecore, capre, conigli d’angora, cammelli e lama (gli Alpaca delle Ande).

Ha un’ottima capacità di regolazione termica che la rende un perfetto isolante sia contro il caldo che contro il freddo, è altamente traspirabile, impermeabile all’acqua e assorbe l’umidità respingendo le impurità esterne.

A contatto con la pelle spesso può indurre prurito, la lanolina presente nelle fibre può dare reazioni allergiche a persone predisposte.

Per ovviare il problema basta indossare i capi di lana sopra a quelli di cotone.

Va lavata con molta cura perché è soggetta a infeltrirsi.

  • Iuta e canapa

La pianta da cui si ricava la fibra di iuta, è imparentata con la pianta della canapa sativa, altra grande pianta dalla quale si ricava un ottimo tessuto per filati.

La iuta è un tessuto molto resistente, rigido e ruvido, completamente biodegradabile e riciclabile.

La canapa ha eccellenti qualità: è un ottimo isolante termico, è inattaccabile da acari, muffe, funghi e tarme.

È resistente alla rottura e all’usura, è anallergica, gradevole al tatto e traspirante.

 

Oltre alle fibre sintetiche e a quelle naturali, c’è una terza categoria: le fibre artificiali.

Vengono confuse in particolare con il cotone perché si ottengono dalla lavorazione della cellulosa trattata con sostanze chimiche.

Acetato, viscosa rayon, modal, microfibra: sono più traspiranti e meno predisposte a caricarsi di energia elettrostatica rispetto a quelle sintetiche ma non possono definirsi naturali e nemmeno eco-sostenibili.

Alcuni consigli per prevenire le allergie da tessuti

  • Evitare colori scuri, soprattutto per l’intimo, le maglie e gli altri indumenti a diretto contatto con le zone più sensibili del corpo perché sono quelli con maggior concentrazione di metalli pesanti come il nichel.
  • Indossare tessuti traspiranti.
  • Leggere sempre l’etichetta di composizione dei vestiti che acquisti.
  • Preferire l’abbigliamento intimo naturale e biologico, in tessuti traspiranti e di colore bianco o chiari.
  • Prediligere abbigliamento realizzato in Europa, dove le normative sull’uso di sostanze nell’industria tessile e moda sono più stringenti.
  • Fare attenzione non solo ai capi d’abbigliamento ma anche ai tessuti della biancheria di casa con cui entra a contatto la tua pelle: lenzuola, federe, asciugamani.
  • L’allergia al nichel è abbastanza diffusa: controlla che le parti in metallo dei capi che indossi come bottoni e zip, siano nichel free
  • Acquistare capi realizzati con tessuti naturali e biologici, non trattati con sostanze chimiche dannose e potenziale causa di allergie.
  • Controllare la composizione dei detersivi che utilizzi per lavare i tuoi capi, esistono detersivi nichel free e detersivi biologici maggiormente delicati e indicati per chi soffre di allergie.
  • Limitare l’uso dell’ammorbidente.
  • Usare il detersivo nelle quantità indicate, né troppo, in quanto rischia di non essere completamente eliminato dai tessuti nel risciacquo, né troppo poco, in quanto rischierebbe di non detergere bene i tessuti.
  • Fare il bucato in lavatrice piuttosto che a mano, in quanto la lavatrice garantisce un miglior risciacquo ed eliminazione del sapone.
  • Mantenere idratata la pelle, con creme naturali e bevendo tanta acqua.
  • Scegliere saponi non aggressivi, naturali e biologici per la detersione della pelle.
  • Seguire un’alimentazione sana, ricca di vitamine per rafforzare il sistema immunitario e la resistenza ad agenti aggressivi.

 

About Emma Rota

Laureanda in Scienze della Comunicazione, da sempre curiosa e affamata di nuove esperienze. Viaggia ogni qual volta le sia possibile, legge, si documenta, osserva quanto la circonda arricchendo così il suo bagaglio personale di conoscenze. Grande appassionata di moda e di tutto ciò che riguarda il settore. Cresciuta in mezzo alla natura, è un’autentica amante degli animali, attenta e rispettosa nei confronti dell’ambiente.

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