smettere di fumare

Accendo questa e poi smetto: consigli utili per chi non riesce a smettere di fumare

Smettere di fumare sembra impossibile? È colpa della dipendenza da nicotina, e delle relative crisi di astinenza.

Il tabagismo infatti, cioè la dipendenza da fumo di tabacco, è considerata da molti una vera e propria forma di tossicodipendenza.

Ma com’è successo tutto ciò?

Un tempo si fumava in aereo, al cinema e al ristorante, oggi si rischia di ricevere una multa se si fuma all’aria aperta vicino ad altre persone.

Che il fumo di tabacco sia dannoso per la nostra salute è ormai chiaro a tutti, fumatori e non. Ma smettere di fumare non è affatto semplice.

Iniziamo insieme questo viaggio verso ‘l’ultima sigaretta’, come avrebbe scritto Italo Svevo.

Una persona su cinque al mondo è un fumatore

Nel mondo si registrano in totale 1,245 miliardi di fumatori: secondo l’ultimo report dell’Oms a fumare è un adulto su 5, il 20,9% della popolazione, un dato in calo rispetto al 2000, quando i fumatori erano 1,362 miliardi, circa un adulto su 3, il 32,7% della popolazione globale.

In Italia, sempre secondo l’Oms, gli adulti fumatori rappresentano il 22,4% della popolazione. Lo ricordano i medici della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), dopo i nuovi divieti in tema di fumo approvati dal Comune di Torino.

come smettere di fumare“Sia in Italia che a livello globale si registra un positivo decremento del numero di fumatori, una tendenza al ribasso che accomuna 150 Paesi nel mondo. Solo 6 nazioni registrano ancora un aumento del consumo di tabacco: si tratta di Congo, Egitto, Indonesia, Giordania, Oman e Repubblica di Moldavia. Tuttavia solo 56 Paesi raggiungeranno entro il 2030 l’obiettivo fissato dall’Oms di una riduzione del 30% dei fumatori rispetto ai tassi del 2010. Attualmente la regione che ha la più alta percentuale di popolazione che usa tabacco, pari al 26,5% dei residenti, è quella del Sud-Est asiatico; l’Europa registra il 25,3% di fumatori. In Italia, secondo le stime dell’Oms, i consumatori di tabacco sono il 22,4% tra le persone con più di 15 anni (il 20,5% secondo l’Iss): il 25,7% tra gli uomini e il 19,1% tra le donne“, spiegano gli esperti Sima.

Per quanto riguarda i Paesi che hanno adottato le norme più severe in tema di lotta al fumo spicca il Bhutan: qui è in vigore dal 2010 il rigido “Tabacco Control Act” che vieta non solo il consumo di tabacco nei luoghi pubblici, ma anche la vendita, la coltivazione e la produzione. È possibile importarlo pagando una salatissima tassa ma il tabacco non può essere rivenduto e può essere fumato solo nelle case private.

Il caso dei divieti di Torino

Divieti come quelli varati a Torino, tuttavia, rischiano di essere difficilmente attuabili e di non determinare risultati concreti. Stabilire per i fumatori una distanza minima dalle altre persone è una misura difficile da far rispettare, perché presume la presenza di controlli a tappeto in strada da parte di agenti delle forze dell’ordine dotati di appositi misuratori per accertare le distanze tra cittadini e sanzionare i trasgressori. Va poi considerata la presenza di fattori esterni che possono vanificare il divieto: basti pensare al vento che potrebbe spingere il fumo verso i non fumatori, pur rispettando la distanza minima prevista dalla norma”, afferma il presidente Sima, Alessandro Miani.

“Per questo come Sima chiediamo di estendere gli interventi di contrasto al fumo attraverso campagne di informazione dirette soprattutto ai più giovani circa i rischi sanitari connessi alle sigarette, soprattutto quelle di nuova generazione che rappresentano un enorme pericolo, partendo dalle scuole per sensibilizzare i ragazzi sui danni provocati dal fumo”, aggiunge Miani.

Smettere di fumare: le prime 24 ore sono spesso le più difficili

vietato fumareÈ bene ricordare che le prime 24 ore dall’ultima sigaretta sono le più difficili e nei primi 4 giorni sono più intensi i sintomi dell’astinenza, che tendono ad attenuarsi dalla prima settimana al primo mese, mentre sensazioni di malessere (come affaticamento, irritabilità, difficoltà di concentrazione, aumento dell’appetito, ecc.) possono persistere anche per alcuni mesi.

Il desiderio impellente di una sigaretta, tuttavia, dura solo pochi minuti e non è troppo difficile dottare strategie per distrarsi come bere un bicchiere d’acqua, fare una passeggiata, chiacchierare con qualcuno, masticare una gomma o una caramella senza zucchero.

La nicotina è un anoressizzante: quindi, smettendo di fumare, è possibile un aumento di peso non superiore ai due o tre chili.

Non tutti comunque ingrassano, ma se non si vuole rischiare è sufficiente cambiare gradualmente le proprie abitudini alimentari, riducendo la quantità di cibo per pasto, preferire 3-5 pasti leggeri piuttosto che due abbondanti, bere molti liquidi, ridurre il consumo di alcolici, scegliere frutta e verdura quando si sente la necessità di mangiare qualcosa fra i pasti e, infine, aumentare l’attività fisica.

Se smetti di fumare (si legge sul sito del Ministero della Salute):

  • Entro 20 minuti la frequenza cardiaca e la pressione del sangue si riducono.
  • Entro 12 ore il livello di monossido di carbonio nel sangue diminuisce e torna a livelli normali.
  • Entro 2-12 settimane la circolazione del sangue migliora così come le funzioni polmonari.
  • Entro 1-9 mesi diminuiscono la tosse e il respiro corto.
  • Entro un anno il rischio di infarto diventa la metà di quello di un fumatore.
  • Entro 5-15 anni dopo il rischio di ictus diventa uguale a quello di un non fumatore.
  • Entro 10 anni il rischio di tumore ai polmoni diminuisce fino alla metà e si riduce anche il rischio di tumori alla bocca, alla gola, all’esofago, alla vescica, alla cervice uterina e al pancreas.
  • Entro 15 anni il rischio di infarto diventa uguale a quello di un non fumatore.

Come smettere di fumare?

La forza di volontà è il principale strumento che bisogna possedere per riuscire a rinunciare definitivamente al fumo di tabacco.

Nel caso in cui la forza di volontà non fosse sufficiente, allora si possono valutare altre strade, come la terapia farmacologica e/o il supporto psicologico. Tuttavia, se non vi è il reale desiderio di smettere di fumare, nemmeno i farmaci possono essere utili.

  • Terapia farmacologica

Terapia sostitutiva nicotinica (o NRT: Nicotine Replacement Therapy): questa terapia prevede la somministrazione di dosi di nicotina sempre inferiori, al fine di disassuefare l’organismo in maniera graduale e non brusca. Generalmente, la nicotina è dispensata sotto forma di compresse masticabili, compresse sublinguali, gomme da masticare e cerotti transdermici (per il rilascio graduale).

Terapia con bupropione: si tratta di un farmaco che appartiene alla classe degli antidepressivi triciclici, ma si è mostrato efficace anche nel ridurre il desiderio di nicotina e i sintomi indotti dalla sua astinenza.

Terapia con vareniclina: altro farmaco. Questo si lega ai recettori nicotinici α4β2 presenti a livello cerebrale (gli stessi a cui si lega la nicotina) esercitando, quindi, un’azione di tipo nicotino-simile. In questo modo, la vareniclina diminuisce i sintomi indotti dall’astinenza dal fumo e riduce il piacere e la gratificazione derivante dall’assunzione della nicotina. Si tratta di un modo, potremmo dire, per ‘ingannare’ la sensazione di dipendenza.

Terapia con topiramato: questo farmaco è dotato di attività anticonvulsivante e viene utilizzato per il trattamento dell’epilessia e nella profilassi dell’emicrania. Tuttavia, pare che possa costituire un valido aiuto anche nella terapia per smettere di fumare, ma non si tratta di prima scelta.

Terapia con citisina: la citisina è una molecola di origine naturale che ha un meccanismo d’azione molto simile a quello della vareniclina. Infatti, anch’essa si lega ai recettori nicotinici α4β2 esercitando un’attività nicotino-simile. La citisina, però, provoca meno effetti collaterali rispetto alla vareniclina e ha un costo notevolmente inferiore.

  • Supporto psicologico

In Italia sono presenti numerosi centri antifumo che possono fornire sostegno a tutte quelle persone che decidono di smettere di fumare, ma la cui forza di volontà non è sufficiente.

Nei centri antifumo vengono offerti servizi di counseling individuale e terapie di gruppo e possono venir prescritte terapie farmacologiche per aiutare il fumatore nel suo percorso di disassuefazione.

Rivolgiti al Telefono Verde contro il Fumo 800 554 088 dell’Istituto Superiore di Sanità, per avere una consulenza da parte di esperti. Il servizio è anonimo e gratuito ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16.

A livello psicologico, esistono diverse strategie che possono aiutare a smettere di fumare, fra cui:

  • cambiare la marca delle sigarette, scegliendone una che contenga meno nicotina;
  • ridurre progressivamente il numero di sigarette;
  • smettere di colpo di fumare;
  • aspettare qualche minuto prima di fumare e resistere all’ansia;
  • tecniche di rilassamento e di mindfulness;
  • fare una lista delle ragioni per cui si è deciso di smettere di fumare;
  • evitare i luoghi in cui si fuma.

Ovviamente, i professionisti sapranno guidare il singolo fumatore per esigenze specifiche, poiché ciò che funziona per qualche individuo, potrebbe non dare risultati per altri. C’è chi preferisce una riduzione graduale, chi dare un taglio netto ecc.

  • Integratori naturali

La sindrome d’astinenza da nicotina è difficile da placare. A questo proposito, possono essere d’aiuto alcuni rimedi naturali. Fra questi, ricordiamo:

Preparazioni a base di piante adattogene. Le piante adattogene sono piante contenenti principi attivi che consentono di aumentare le resistenze dell’organismo in maniera aspecifica, in risposta a stress esterni di diversa natura. Pertanto, queste piante possono essere utili anche nel contrastare lo stress derivante dall’astinenza dal fumo. Fra le piante adattogene più conosciute, ricordiamo il ginseng, l’eleuterococco e la rodiola.

Preparazioni a base di piante utili contro la depressione e di piante ad azione sedativa, come l’iperico (o erba di S. Giovanni), la valeriana e il kava-kava. La sindrome di astinenza da nicotina è caratterizzata dall’insorgenza di stati di ansia, irritabilità e depressione, perciò, l’utilizzo di preparazioni a base delle suddette piante potrebbe essere utile qualora questi sintomi insorgessero.

Melatonina. La melatonina è un ormone che viene prodotto dal nostro organismo ed è implicato nella regolazione del ciclo del sonno e nella regolazione del ritmo circadiano. La melatonina ha un effetto sedativo e può costituire un ottimo aiuto nel contrastare sintomi dell’astinenza da nicotina come irritabilità, agitazione e ansia.

Le sigarette elettroniche fanno male allo stesso modo?

Le sigarette elettroniche costituiscono un metodo alternativo, che dovrebbe essere più sicuro rispetto al fumo di tabacco, per assumere nicotina.

fumare vizioTuttavia, ci sono ancora pareri molto contrastanti in merito all’efficacia e alla sicurezza d’uso di questi dispositivi e gli studi condotti finora non sono in grado di fornire dati certi a riguardo.

La sigaretta elettronica, quindi, aiuta a smettere con il vizio? Si può ritenere quasi innocua?

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) si è pronunciato a più riprese, bocciandola senza appello: la nicotina presente nelle soluzioni che si ‘svapano’ (questo è il neologismo coniato per chi fuma la sigaretta elettronica) non fa bene alla nostra salute e contribuisce a mantenere una forte dipendenza.

Ma il pericolo non passa solo attraverso i nostri polmoni. A ribadirlo, insieme all’ISS, è il nostro Centro Antiveleni che, analizzando le richieste di consulenza avute negli ultimi anni, mette in guardia sui rischi derivanti dall’esposizione diretta al liquido con cui si caricano questi dispositivi, in quanto può portare a delle forme di intossicazione con sintomi caratteristici.

Le ricariche, infatti, contengono una quantità di nicotina compresa tra 6 e 26 mg/ml. Questa sostanza viene rapidamente assorbita attraverso cute, alveoli, tratto faringeo e mucosa gastrointestinale. E il sovradosaggio può causare un’intossicazione acuta la cui gravità è dose-dipendente.

Il quadro clinico esordisce generalmente con iperventilazione, cui seguono euforia, nausea, salivazione, vomito e diarrea, sudorazione algida, tachicardia e ipertensione; nei casi più gravi può evolvere in convulsioni e compromissione dell’attività respiratoria.

Le sigarette elettroniche, quindi, potrebbero aiutare in un primo periodo coloro che vogliono smettere di fumare, ma sembrano non essere affatto una valida alternativa.

E il tabacco riscaldato?

Si tratta di dispositivi elettronici che, diversamente dalle cosiddette e-cig, le sigarette elettroniche, contengono foglie di tabacco.

Il prodotto, inserito in un apposito bruciatore elettrico, viene scaldato ad alta temperatura (circa 350 °C rispetto ai 900 °C della sigaretta classica), ma non brucia direttamente.

Per ottenere la registrazione del prodotto da parte delle autorità in Europa, Stati Uniti e altri Paesi, le industrie del tabacco hanno dovuto valutare la pericolosità di questi dispositivi.

Secondo gli studi sostenuti da queste aziende, il vapore generato dal riscaldamento dei prodotti a tabacco riscaldato contiene nicotina a concentrazioni elevate e altre sostanze tossiche, ma a concentrazioni inferiori rispetto alle sigarette tradizionali. Tuttavia i risultati di ricerche i cui autori non hanno conflitti di interesse con queste industrie sono giunti a conclusioni differenti.

“Al momento l’OMS ha evidenziato quanto sia importante monitorare i composti nocivi, tra cui nicotina, aldeidi e monossido di carbonio, provenienti dalle emissioni di questi prodotti. Se i livelli di sostanze tossiche sono in linea generale inferiori in confronto alle sigarette tradizionali, bisogna comunque considerare che questi nuovi prodotti e dispositivi non comportano necessariamente un rischio inferiore, ma magari semplicemente diverso. I prodotti a tabacco riscaldato rilasciano infatti, rispetto alle sigarette classiche, un contenuto più alto ed esclusivo di determinate sostanze tossiche, i cui effetti sulla salute sono ancora da comprendere appieno”, concludono gli esperti della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro.

 

 

Copertina Foto di Designecologist: https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-di-donna-che-indossa-occhiali-da-sole-mentre-fuma-2695847/

prima Foto di lehandross: https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-monocromatica-della-donna-che-fuma-sigaretta-2418883/

seconda Foto di Alex Green: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-coppia-amore-letto-5700186/

About Umberto Urbano Ferrero

Umberto Urbano Ferrero, collaboratore - Torinese d’origine, cittadino del mondo per credo. Laureato in Lettere moderne, ama l’arte in tutte le sue forme e viaggia per conoscere il mondo, oltre che se stesso. Umberto è appassionato di sport e Urbano, al contrario di ciò che l’etimologia suggerisce, apprezza la vita a contatto con la natura. Ritiene la curiosità una delle principali qualità in una persona, caratteristica essenziale per guardare il mondo da più angolazioni.

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