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Danni da fumo: gravi conseguenze anche per muscoli e ossa

Danni da fumo: gravi conseguenze anche per muscoli e ossa

Il 31 maggio si celebra la Giornata Mondiale senza tabacco, iniziativa istituita dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) per incoraggiare le persone ad astenersi per almeno 24 ore dal consumo di tabacco, invitandole a smettere di fumare in via definitiva.

Questo perché, il fumo è la seconda causa di morte nel mondo, e la principale causa di morte evitabile.

Quasi 6 milioni le persone decedute a causa del fumo, più di 600.000 non fumatrici ma esposte al fumo passivo.

Questi i dati allarmanti forniti dall’OMS: di questo passo, nel 2030 si raggiungerà facilmente il numero di 8 milioni di decessi causati da questa abitudine.

“La prevenzione è la strategia più importante per contrastare le malattie originate dal fumo.

Unitamente ai divieti, è necessario, anzi primario, promuovere stili di vita salutari sotto ogni punto di vista.

Si tratta di un’abitudine ancora molto diffusa, che resiste come moda anche tra i più giovani e che va arginata”, dice Emanuele Monti- Presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia.

Fumo: i dati

Come dimostrano i dati della sorveglianza Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute promosso e finanziato dal Ministero della Salute) in Italia la maggioranza degli adulti 18-69 anni non fuma (57%) o ha smesso di fumare (17%), mentre 1 italiano su 4 fuma (25%).

Il consumo medio giornaliero è di circa 12 sigarette, però quasi un quarto dei fumatori ne consuma più di un pacchetto.

L’80.6% di coloro che hanno provato, dichiara di aver fallito nel tentativo di smettere di fumare.

Inoltre, secondo i dati, il 12% di chi riesce dichiara di aver smesso utilizzando la sigaretta elettronica.

Inferiore è invece il ricorso a farmaci o cerotti e raro il ricorso ai servizi o ai corsi offerti dalle Asl.

Danni da fumo: gravi conseguenze anche per muscoli e ossa

Il fumo fa male alla salute e rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologie.

Ma smettere di fumare, ridurre l’abitudine o trovare delle strategie alternative al consumo quotidiano di tabacco e sigarette è fondamentale anche per salvaguardare la salute di muscoli e ossa e, più in generale, del sistema muscolo-scheletrico.

Secondo una ricerca della SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia), l’89%degli specialisti ortopedici conferma che il fumo provoca gravi danni anche al sistema muscolo-scheletrico.

Questo dato cala notevolmente se consideriamo l’opinione pubblica: solo il 61% dai cittadini maggiorenni conosce infatti questo effetto negativo, percentuale che sale di un punto tra i pazienti ortopedici (il 62%) e al 64% tra i fumatori.

Secondo l’indagine, condotta parallelamente su un campione di oltre 800 cittadini maggiorenni (fumatori e non), su circa 350 medici specialisti ortopedici e su un campione di circa 100 pazienti ortopedici, le maggiori conseguenze sull’apparato muscolo-scheletrico derivanti dal fumo conosciute dai cittadini sono:

  • la degenerazione delle cartilagini
  • un maggior rischio di infezioni in caso di interventi chirurgici
  • tempi più lunghi nella riparazione di fratture, lesione ai tendini.

Non solo, il 61% dei cittadini è al corrente che il fumo provoca anche un maggior rischio di osteoporosi, con conseguente aumento del numero di fratture.

Inoltre, il fumo incide profondamente sul processo di guarigione delle patologie muscolo-scheletriche e degli interventi chirurgici. 

Lo conferma il92% degli ortopedici intervistati, ma poco più di una persona su due (il 57%) conosce questa conseguenza.

Consapevolezza che migliora, ma di poco, tra i fumatori (59%) e tra i pazienti ortopedici (61%).

Danni da fumo: il Decalogo

Allo scopo di sensibilizzare maggiormente sia la categoria di specialisti, sia i pazienti, la SIOT ha stilato un decalogo per evidenziare i maggiori rischi del fumo sul sistema muscolo scheletrico e identificare le possibili strategie di contenimento dei danni da fumo.

I danni del fumo sulle ossa

  • Influisce negativamente sulla densità e sulla qualità dell’osso
  • Accresce il rischio di frattura da fragilità, in particolare dell’anca e della colonna vertebrale, con una percentuale maggiore negli uomini rispetto alle donne
  • Aumenta la possibilità di infezioni superficiali e profonde dei tessuti molli e del tessuto osseo in tutti gli interventi chirurgici ortopedici
  • Riduce il successo dei processi di osteointegrazione negli interventi di chirurgia protesica
  • Rallenta i processi di guarigione delle ferite chirurgiche per gli effetti antiangiogenetici della nicotina
  • In caso di eventi traumatici, ritarda la guarigione delle fratture impattando negativamente sui processi di fissazione dell’osso
  • Sebbene anche la nicotina rappresenti una sostanza che influenza il metabolismo osseo, i prodotti della combustione del tabacco sono le sostanze tossiche che maggiormente incidono sulla fisiopatologia delle malattie dell’apparato muscolo-scheletrico

Le strategie di contenimento dei danni

  • Le abitudini al fumo del paziente vanno attentamente valutate durante il colloquio con l’ortopedico e risulta necessario che insieme quantifichino i rischi del fumo sul sistema muscolo-scheletrico
  • Gli ortopedici devono essere in prima linea nell’informare i pazienti dei rischi e invitarli caldamente a smettere di fumare soprattutto in vista di un intervento chirurgico con l’adeguamento del consenso informato, per ridurre in modo significativo il rischio degli eventi avversi:
  1. Prima di ogni intervento chirurgico programmato, l’ortopedico deve informare il paziente delle possibili complicanze post-operatorie
  2. Nella chirurgia protesica di anca e ginocchio, lo specialista dovrebbe consigliare al paziente di smettere di fumare entro sei settimane dall’intervento per ridurre le complicanze e migliorare i tempi di recupero
  3. In chirurgia traumatologica, il paziente dovrebbe smettere di fumare almeno 24 ore prima per una migliore ossigenazione del sangue e non riprendere almeno per sei settimane per evitare le complicanze
  • Dopo un’attenta valutazione dell’abitudine al fumo del paziente che non riesce a smettere, l’ortopedico deve informare il paziente sulle possibili strategie alternative, come la possibilità di rivolgersi ad un centro specializzato in terapia farmacologica e di supporto psicologico, o informarlo sulla disponibilità di prodotti alternativi senza combustione (come prodotti a tabacco riscaldato o e-cig). L’ortopedico dovrà continuare a seguire il paziente per comprendere se tali strategie siano risultate efficaci
  • Risulta necessario impostare azioni di sensibilizzazione e informazione sulle possibili strategie utili a ridurre i rischi del fumo sul sistema muscolo-scheletrico

Fumo: uno dei maggiori fattori di rischio delle malattie cardio-cerebrovascolari

“Il fumo, oltre all’età, è il maggiore fattore di rischio delle malattie cardio-cerebrovascolari, dei tumori e delle malattie respiratorie”, dice il Professore Danilo Toni, Direttore Unità Trattamento Neurovascolare Policlinico Umberto I di Roma e Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di A.L.I.Ce. Italia Odv.

“Le persone affette da queste patologie hanno vita più breve, sono frequentemente invalide e hanno scarsa qualità di vita.

Chi sopravvive a una malattia cardio-cerebrovascolare è più facile che vada incontro a disturbi della capacità cognitiva (demenza) e a minore performance fisica (disabilità).

Il fumo è il nemico principale delle arterie, cioè dei vasi che portano il sangue ai tessuti.

La nicotina viene assorbita dai polmoni, passa nel sangue e ne riduce la circolazione, facendo aumentare la pressione arteriosa e facilitando la formazione di coaguli.

Questi ultimi, andando in circolo, possono danneggiare cuore, cervello, reni e altri organi: quando un trombo ostruisce improvvisamente una arteria cerebrale si parla di ictus”.

Il fumo è l’unico fattore di rischio, comune a tante patologie, che può essere completamente abolito.

È vero che l’ictus è un evento improvviso, inatteso e traumatico”, dice Andrea Vianello, Presidente di A.L.I.Ce. Italia ODV.

“Ma tutti devono avere la consapevolezza che fumare comporta un rischio due volte maggiore di esserne colpiti.

Chi fa consumo di tabacco, infatti, ha una probabilità doppia che si verifichi un ictus ischemico e ben quattro volte superiore che si verifichi un ictus emorragico, rispetto a chi non fuma.

Per questo è importante non fumare e aiutare le persone, in particolare i giovani che non hanno mai fumato, a non incorrere in questo brutto vizio”.

Fumo nei giovani

Questa cattiva abitudine è aumentata anche nei giovanissimi, nei ragazzi e ancor più nelle ragazze, che sviluppano una vera e propria dipendenza dal fumo che può associarsi ad altre condizioni ugualmente pericolose.

Le ragazze non sanno per esempio che l’uso della pillola anticoncezionale, associata al fumo, può provocare eventi acuti cardio-cerebrovascolari anche in età giovane.

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