anticorpi monoclonali

Anticorpi monoclonali e nuovi orizzonti di cura per HIV, Epatiti e Covid

Le nuove frontiere terapeutiche (come, per esempio, gli anticorpi monoclonali) per le malattie infettive hanno varcato confini importanti e per il prossimo futuro si potrà contare su approcci innovativi grazie ai successi della ricerca.

La terapia fagica (basata su virus che ‘mangiano i batteri’), gli anticorpi monoclonali applicati anche contro l’HIV e contro i germi multiresistenti agli antibiotici, i vaccini a mRNA rappresentano strumenti in parte già a disposizione, ma la cui fruizione sta entrando nel vivo solo in questi mesi, mentre se ne studiano ulteriori potenzialità.

Gli anticorpi monoclonali sono anticorpi diretti contro un solo antigene, che possono essere prodotti in quantità illimitata grazie a tecniche di immunologia cellulare e ingegneria genetica.

Infatti, possiedono un’affinità altamente specifica per un determinato tipo di antigene e si legano a esso, consentendo in questo modo di ottenere una marcata risposta immunitaria nei confronti di quella tossina, proteina, mediatore chimico, cellula maligna o agente patogeno che costituisce il target della terapia.

Anticorpi monoclonali: trattare HIV e germi multiresistenti

La Scienza ha già messo a disposizione strumenti particolarmente significativi per contrastare infezioni virali e batteriche che costituiscono gravi minacce per l’umanità.

Per l’Epatite C, con i nuovi farmaci DAA (antivirali ad azione diretta) è diventato possibile eradicare il virus dall’organismo in maniera definitiva, in tempi brevi e senza effetti collaterali, tanto da rendere possibile l’eliminazione della malattia in Italia entro il 2030, sebbene l’impegno di alcuni regioni rappresenti un punto dolente della strategia di lotta all’HCV (il virus che causa l’epatite).

Per l’HIV i nuovi trattamenti antiretrovirali hanno reso l’infezione cronica e la qualità di vita dei pazienti sovrapponibile a quella della popolazione generale.

I vaccini a mRNA hanno permesso di arginare la pandemia del Covid nell’arco di pochi mesi. Ma le future prospettive potrebbero offrire soluzioni finora impensabili.

Nuove frontiere e nuove promettenti ricerche

Marco Falcone

“Le nuove frontiere delle terapie delle malattie infettive risiedono nei nuovi antibiotici e nel progresso della terapia antiretrovirale contro l’HIV. Oltre a queste terapie convenzionali, si affacciano anche importanti novità. La batteriofago-terapia, o terapia fagica, è basata sull’utilizzo di virus (batteriofagi o fagi) in grado di infettare e distruggere i batteri: una soluzione che può diventare risorsa importante contro organismi resistenti agli antibiotici“, spiega il prof. Marco Falcone, Consigliere SIMIT.

“Nei confronti di questi ultimi, autentica minaccia per la salute globale, a Siena con il gruppo del Prof. Rino Rappuoli sono in corso anche sperimentazioni di anticorpi monoclonali, che potrebbero diventare un’arma in più per il batterio della Klebsiella pneumoniae (che causa spesso polmoniti). Nutriamo molta fiducia in questa ricerca, che se fosse coronata da successo rappresenterebbe una risorsa rivoluzionaria nella lotta sanitaria. Gli anticorpi monoclonali potranno rivelarsi determinanti anche nella lotta all’HIV con un approccio terapeutico più efficace, specie in alcuni casi più complessi. Inoltre, sono allo studio nuovi vaccini a mRNA con diverse applicazioni”, conclude Falcone.

 

 

Copertina Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/camicia-elegante-bianca-da-uomo-356040/

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