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Coronavirus, mortalità inferiore a quella della normale influenza

Coronavirus, mortalità inferiore a quella della normale influenza

Il coronavirus sta creando situazioni di allerta e preoccupazioni in tutto il mondo.

“Il nuovo virus non deve essere sottovalutato, soprattutto finché non saranno del tutto note le modalità in cui muta e tutte le caratteristiche che ne favoriscono la diffusione. Ma l’attuale allarmismo rischia di essere eccessivo. Ad oggi il nuovo coronavirus si è rivelato mortale solo nel meno del 3% dei casi confermati, senza considerare le migliaia di persone a cui non è stato rilevato per assenza di sintomi. Basti pensare che solo in Italia, come confermano i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno circa 8.000 persone muoiono per le complicanze dell’influenza, centinaia di migliaia in tutto il mondo”.

È quanto ha dichiarato Susanna Esposito, Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) e Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma, a proposito della diffusione del nuovo coronavirus (2019-nCoV) che ad oggi in Cina ha provocato la morte di 132 persone su circa 6.000 casi confermati di individui che si sono ammalati a causa del virus.

“Nel nostro Paese la situazione è sotto controllo grazie all’eccellente filtro aeroportuale che anche per la SARS permise l’identificazione precoce dei casi sospetti”, conclude. ” Tuttavia, il nuovo coronavirus non deve essere sottovalutato fino a quando non se ne comprendono tutti i meccanismi patogenetici e la risposta immunitaria che determina”.

Per fare chiarezza e fornire alcuni consigli ecco le indicazioni di Giuseppe Moschella, infettivologo.

Coronavirus: di cosa si tratta

Esistono diverse tipologie di coronavirus umani, identificati per la prima volta a metà degli anni ’60 e chiamati così per via delle punte a forma di corona che si trovano sulla loro superficie, sono stati delineati quattro sottogruppi principali, denominati con le prime quattro lettere dell’alfabeto greco: alfa, beta, gamma e delta. Tra questi, i più comuni sono: 229E (alfa coronavirus); NL63 (alfa coronavirus); OC43 (beta coronavirus); HKU1 (beta coronavirus); MERS-CoV (beta coronavirus che causa la sindrome respiratoria del medio oriente o MERS); SARS-CoV (beta coronavirus che genera grave sindrome respiratoria acuta o SARS); Romanzo Coronavirus 2019 (2019-nCoV). L’essere umano, in ogni parte del mondo, viene comunemente infettato dai coronavirus umani 229E, NL63, OC43 e HKU1; rare volte può verificarsi che i coronavirus che colpiscono gli animali si evolvano e vadano a contaminare anche l’uomo, diventando così un nuovo coronavirus umano. Tra gli esempi recenti troviamo: 2019-nCoV, SARS-CoV e MERS-CoV.

Cosa tenere sotto controllo

I principali sintomi sono: malessere generale associato a febbre, iperemia del cavo faringeo con tosse e a volte anche iperemia congiuntivale con fotofobia. Come tutte le infezioni virali, uno dei primi sintomi dell’infezione da coronavirus è la febbre. È quindi fondamentale tenere monitorata l’ipertermia, soprattutto se nelle ore serali si manifesta con rialzo febbrile oltre i 38°, se compaiono sudorazioni notturne e infiammazione del cavo faringeo. La febbre può essere subcontinua con valori bassi al mattino (36.8° – 37.5°) fino a toccare i 38° – 39.5° a fine giornata. Occorre verificare la situazione per almeno cinque giorni e, qualora i valori persistano, rivolgersi al medico di base e – solo dopo la sua diagnosi e sotto il suo consulto – affidarsi ai presidi sanitari per la sorveglianza della patologia con la ricerca di antigeni e anticorpi virali specifici. Purtroppo, ad oggi, non è ancora disponibile un vaccino contro questo tipo di virus, si devono dunque attuare misure di profilassi generica nel caso in cui si venga a contatto con soggetti che presentano febbre alta, tosse e mal di gola.

Seguire i suggerimenti del proprio medico

Un consiglio tutt’altro che banale è quello di non perdere la calma. È importante controllare la temperatura almeno due volte al giorno, mattina e sera, ed evitare di intasare i pronto soccorso. La scelta migliore è quella di rivolgersi al proprio medico curante e, solo se indicato, recarsi presso i centri per l’accertamento dell’infezione da coronavirus per l’opportuna profilassi. Mentre è assolutamente da evitare assumere farmaci senza prescrizione medica.

Coronavirus, mortalità inferiore a quella della normale influenza

Coronavirus: prevenzione e rischi effettivi

La prevenzione in questo caso è davvero fondamentale, considerati i molti infettati in così pochi giorni e i rischi annessi, che sono quelli di una vera e propria pandemia.

Ecco una lista di accorgimenti semplici ma efficaci per prevenire il contagio

  • Evitare i luoghi affollati, in quanto la trasmissione avviene per via aerea;
  • Utilizzare mascherine se si sospetta la presenza di soggetti affetti dal virus;
  • Coprire bocca e naso con un fazzoletto quando si tossisce o starnutisce;
  • Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi;
  • Pulire e disinfettare oggetti e superfici contaminate da starnuti o colpi di tosse;
  • Evitare di toccare occhi, naso e bocca con mani non lavate;
  • In generale evitare contatti ravvicinati con persone che presentano febbre virale, tosse e mal di gola;
  • Qualora si venisse contagiati: restare a casa ed evitare il contatto con altre persone

 

 

 

About Rita Tosi

Rita Tosi
Manager della comunicazione, che da circa 20 anni si occupa di di tecniche di relazioni e sviluppo strategico per aziende e privati che cercano visibilità. Dopo un necessario passaggio (e sosta) nelle principali agenzie di comunicazioni internazionali (Edelman, Gruppo Publicis e Hill&Knowlton) con ruoli apicali, continua a creare eventi e rafforzare il proprio know-how attraverso l'attività in proprio. Allena la sua capacità organizzativa, gestionale e di relazione anche in famiglia, con 1 marito, 3 figli, 1 cane, 4 tartarughe, 4 pesci rossi, 1 geco e un terrazzo.

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