
Creme solari per bambini: come sceglierle? Il parere degli esperti
La protezione solare per i bambini è un must, specialmente d’estate e al mare. La loro pelle delicata, infatti, va protetta dall’azione nociva dei raggi solari. Ma quali prodotti scegliere? Le nuove “Linee di indirizzo per la fotoprotezione in età pediatrica” della World Health Academy of Dermatology and Pediatrics (WHAD&P) tornano a porre l’accento sulla potenziale tossicità dei filtri solari, una questione già sollevata da numerosi esperti e associazioni pediatriche. Per evitare rischi, a livello precauzionale, si consiglia di preferire sempre creme solari per bambini contenenti molecole inorganiche, soprattutto ossido di zinco.
Il sole fa bene ai bambini?
Il sole è un alleato della salute dell’organismo a tutte le età, infanzia inclusa. I bambini ne hanno bisogno per crescere in salute. Innanzitutto l’esposizione ai raggi UV contenuti nella luce del sole permette la sintesi della vitamina D, una sostanza essenziale per la fissazione del calcio delle ossa e lo sviluppo di scheletro e denti. Senza una quantità adeguata di vitamina D, i bambini possono rischiare malattie come il rachitismo, che indebolisce le ossa. L’esposizione al sole rafforza anche il sistema immunitario, diminuendo la vulnerabilità alle malattie. Ancora, regola il ritmo sonno-veglia (ritmo circadiano), favorendo il benessere generale, facilita il mantenimento della temperatura corporea e migliora l’umore.
Questo non significa però che i bambini possano prendere il sole liberamente. Al contrario, sono necessarie tutta una serie di precauzioni, perché un’esposizione eccessiva e incontrollata alla luce solare aumenta il rischio di scottature, irritazioni cutanee, colpo di calore e tumori cutanei, melanoma in primis. Per questo, bisogna utilizzare sempre le creme solari per bambini e limitare l’esposizione.

Il caldo rende difficile respirare. Gli asmatici sono più a rischio
Una ricerca scientifica americana dimostra che l’essere esposti alle ondate di calore estive aumenta considerevolmente il…Quando possono prendere il sole i bambini?

Il caldo rende difficile respirare. Gli asmatici sono più a rischio
Idealmente, sarebbe bene tenere i bambini il più possibile al riparo dal sole e sicuramente è importante evitare di esporli nelle ore centrali della giornata, quando i raggi sono più intensi e il caldo più elevato. Se possibile esporli al mattino presto, prima delle 11, e dopo le 17. Cercare poi di esporli gradualmente, iniziando con tempi brevi, e di proteggerli con cappello, meglio se a falde larghe, per tutelare anche la parte posteriore del collo e delle orecchie, e occhiali da sole.
In caso di attività ricreative all’aperto, utilizzare indumenti protettivi, preferibilmente di colore scuro perché riparano più di quelli chiari e a trama fitta, meglio ancora indumenti tecnici (Ultraviolet Protection Factor – UPF). Ovviamente, ricorrere sempre alle creme solari per bambini, da riapplicare dopo ogni bagno, e ricordare che i raggi UV filtrano anche attraverso l’ombrellone.
Prestare ancora più attenzione ai bambini con pelle molto chiara, più delicati.
Fino ai sei mesi di età, meglio tenere i piccoli all’ombra e ben protetti, usando cappellini e ombrellini per evitare l’esposizione diretta.
Qual è la migliore protezione solare per i bambini?
La World Health Academy of Dermatology and Pediatrics (WHAD&P) ha realizzato il documento condiviso “Linee di indirizzo per la fotoprotezione in età pediatrica” per fare il punto sulla fotoprotezione pediatrica. Il panel di esperti coinvolti si unisce alle preoccupazioni già espresse da esperti e associazioni sulla potenziale tossicità dei filtri solari organici o chimici. Infatti, contengono sostanze che possono essere assorbite dall’organismo, contribuendo alla comparsa di problematiche come irritazioni cutanee, reazioni allergiche, interferenze endocrine, carcinomi.
Per un principio di precauzione, quindi, il consiglio è di optare sempre per creme solari per bambini (e non solo) contenenti molecole inorganiche, soprattutto ossido di zinco stabile e ad ampio spettro, possibilmente non formulato in nanoparticelle o nebulizzato e associato a sostanze naturali con proprietà antiossidanti e immunostimolanti. Preferire formulazioni resistenti all’acqua. La quantità corretta? Idealmente 2 mg per cm² di superficie corporea (circa 10-15 ml per l’intero corpo di un bambino di 5 anni), da applicare 30 minuti prima dell’esposizione e da ripetere ogni due ore e dopo il bagno. Da evitare invece i prodotti contenenti profumi. Se possibile, optare per creme biodegradabili e packaging eco-sostenibili.
Quali sono i filtri solari chimici?
I solari sono cosmetici che proteggono la pelle dall’esposizione ai raggi solari grazie alla presenza di filtri UV, sostanze chimiche che hanno la capacità di disperdere proprio i raggi UV. Esistono essenzialmente due tipi di filtri. Quelli chimici, detti anche organici, assorbono la luce UV, rilasciando l’energia catturata sotto forma di calore. I filtri fisici, detti anche minerali o inorganici, invece creano una vera e propria barriera, riflettendo le radiazioni UV.
Foto di copertina di Ben_Kerckx via Pixabay.




