
Dengue, cos’è, sintomi e come si trasmette: cosa sapere sulla febbre portata dalla zanzara tigre
Per molto tempo è stata considerata una malattia quasi esclusivamente dei Paesi tropicali. Oggi, invece, la situazione è decisamente cambiata: da qualche anno, infatti, si registrano casi di dengue anche in Europa. Per questo, è importante sapere di che malattia si tratta, quali sono i suoi sintomi e soprattutto quali sono i modi per proteggersi.
Che cos’è la dengue
La dengue è una malattia infettiva causata dal virus Dengue (DENV), di cui esistono quattro sierotipi principali. Viene trasmessa principalmente attraverso la puntura di una zanzara infetta, del genere Aedes aegypti. Non passa, quindi, direttamente da una persona all’altra. In pratica, la zanzara preleva il virus che circola nel sangue di un individuo infetto quando lo punge e, poi, può trasmetterlo a un’altra persona attraverso una successiva puntura.
Nel mondo la dengue rappresenta un problema sanitario rilevante. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, circa metà della popolazione mondiale vive oggi in aree a rischio e ogni anno si verificano tra 100 e 400 milioni di infezioni.

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La dengue è presente soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali, ma negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni anche in Europa. In Italia la maggior parte dei casi continua a essere legata a viaggi in Paesi in cui circola il virus. Tuttavia, recentemente sono stati identificati anche casi autoctoni, cioè infezioni contratte nel nostro Paese.
La ragione principale è l’insediamento ormai stabile in ampie zone d’Europa della zanzara tigre (Aedes albopictus), che può fungere da vettore per la dengue, anche se è meno efficiente di Aedes aegypti. In pratica, le zanzare tigre possono prelevare il virus da un viaggiatore infetto proveniente dalle zone a rischio e poi trasmetterlo ad altre persone, che dunque si infettano localmente.
Queste zanzare possono pungere durante il giorno, quindi la protezione non dovrebbe essere limitata alle ore serali, come spesso accade per altre specie di zanzare.
Dengue: quali sono i sintomi
Non tutte le persone infettate sviluppano sintomi, soprattutto alla prima infezione. Quando compaiono, i disturbi si manifestano generalmente 4 -10 giorni dopo l’infezione e possono durare da pochi giorni a circa una settimana. I sintomi più comuni sono:
- febbre elevata;
- forte mal di testa;
- dolore dietro agli occhi;
- dolori muscolari e articolari;
- nausea e vomito;
- stanchezza;
- eruzione cutanea;
- ingrossamento dei linfonodi.
La sintomatologia, quindi, può ricordare quella di diverse altre infezioni febbrili. Per questo, non è possibile diagnosticare la dengue sulla base dei soli sintomi, ma è necessario ricorrere a specifici test di laboratorio. In caso di febbre dopo un viaggio in una zona a rischio è importante informare il medico.
Quando la dengue diventa pericolosa
Nella maggior parte dei casi la malattia si risolve spontaneamente. In una piccola percentuale di persone, però, può svilupparsi la dengue grave, una condizione che può provocare emorragie, perdita di liquidi, shock e compromissione degli organi e che può richiedere il ricovero ospedaliero.
Un aspetto importante è che i segnali di allarme possono comparire quando la febbre sta diminuendo, quindi non bisogna necessariamente considerare superata la fase più delicata quando la temperatura torna normale.
Fra i segnali che richiedono una valutazione medica immediata ci sono:
- forte dolore addominale;
- vomito persistente;
- sanguinamento dal naso o dalle gengive;
- sangue nel vomito o nelle feci;
- respirazione accelerata;
- marcata debolezza o irrequietezza;
- pelle pallida e fredda;
- sete intensa.
In presenza di questi sintomi è necessario rivolgersi rapidamente a un medico o a una struttura sanitaria.
Come si cura la dengue
Al momento non esiste una terapia antivirale specifica in grado di eliminare il virus Dengue. Il trattamento, quindi, è soprattutto di supporto e mira a controllare i sintomi e prevenire le complicanze. Innanzitutto, sono importanti il riposo e un’adeguata idratazione; per febbre e dolore si può utilizzare il paracetamolo, secondo le indicazioni del medico.
In genere, invece, sono da evitare i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) perché possono aumentare il rischio di sanguinamento.
Per questo, in presenza di febbre e di un possibile rischio di dengue, è meglio non procedere autonomamente con i farmaci, ma chiedere consiglio al medico.
Si può prendere la dengue due volte?
Sì. Aver avuto la dengue non significa essere protetti da tutte le successive infezioni. L’infezione determina un’immunità duratura nei confronti del sierotipo responsabile, ma la protezione nei confronti degli altri sierotipi è soltanto parziale e temporanea. Fra l’altro, una successiva infezione con un sierotipo diverso può essere associata a un rischio maggiore di sviluppare una forma grave.
Come prevenire la dengue
La prevenzione passa soprattutto dalla protezione dalle punture di zanzara. Quando ci si trova in un’area in cui circola il virus è consigliabile:
- utilizzare repellenti per insetti seguendo le istruzioni riportate in etichetta;
- indossare abiti che coprano gambe e braccia;
- utilizzare zanzariere, soprattutto nelle stanze non protette dalle zanzare;
- mantenere chiuse o schermate porte e finestre;
- eliminare, intorno a casa, i piccoli ristagni d’acqua nei quali le zanzare possono deporre le uova.
Foto di copertina di nuzree via Pixabay



