
Emicrania: cause, sintomi e nuovi trattamenti per una malattia invalidante
L’emicrania è molto più di un comune mal di testa. Si tratta di una patologia neurologica complessa, caratterizzata da attacchi ricorrenti di dolore intenso che possono compromettere in modo significativo la vita quotidiana. In Italia ne soffrono circa sette milioni di persone, con una prevalenza maggiore tra le donne. Riconoscere i sintomi, individuare le cause e intervenire in modo mirato è fondamentale per migliorare la qualità della vita di chi ne è affetto.
Che differenza c’è fra emicrania e mal di testa?
L’emicrania è una delle forme più comuni di mal di testa. Si caratterizza per la comparsa di attacchi ricorrenti di dolore al capo, che hanno una frequenza variabile da caso a caso. In genere, il dolore esordisce lentamente e poi diventa intenso. È di tipo pulsante, localizzato su un solo lato (da cui il nome “emi-crania”), inizialmente sopra l’occhio, poi si estende anche a fronte e tempia. Spesso peggiora con i movimenti, tanto da impedire di svolgere le normali attività. Anche la durata della crisi è variabile. In alcuni casi l’attacco emicranico dura alcune ore, nelle situazioni più serie può perdurare anche qualche giorno (fino a tre giorni).

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Il dolore dell’emicrania è caratteristico e può essere accompagnato da altri sintomi:
- nausea e vomito,
- ipersensibilità alla luce, ai suoni o agli odori,
- disturbi visivi (aura), come lampi di luce o visione offuscata,
- difficoltà di concentrazione,
- irritabilità,
- brividi e pallore.
Talvolta il dolore alla testa è preannunciato da una serie di disturbi che si ripresentano con regolarità prima di ogni crisi, chiamati sintomi prodromici. I più comuni sono: irritabilità, stanchezza, sonnolenza e tendenza a cambiare umore.
Emicrania aurea sintomi
In una piccola percentuale di persone, da 10 a 30 minuti prima della crisi o in concomitanza con la crisi stessa, compare la cosiddetta “aura”. Con questo termine si intendono alcuni sintomi reversibili di tipo neurologico, come:
- flash scintillanti,
- piccoli abbagliamenti, simili a quelli che compaiono dopo aver fissato a lungo una fonte di luce,
- oscuramento o annebbiamento del campo visivo,
- perdita della vista in un’area limitata dell’occhio,
- sensazione di formicolio e intorpidimento a un braccio,
- disturbi della parola.
Perché ti viene l’emicrania
Non è ancora certa quale sia l’origine dell’emicrania. Secondo le teorie più accreditate potrebbe dipendere da:
- predisposizione genetica,
- problemi vascolari,
- disfunzioni cerebrali,
- deficit funzionale del sistema antinocicettivo, che ha il compito di contrastare gli stimoli dolorosi,
- stimolazione dei vasi meningei.
Fattori scatenanti
L’emicrania è sicuramente influenzata poi da fattori ormonali, ambientali e comportamentali. Tra i principali fattori scatenanti, detti anche trigger, rientrano:
- stress psicofisico e tensione emotiva;
- variazioni ormonali, come quelle legate al ciclo mestruale;
- alterazioni del sonno (mancanza o eccesso di riposo);
- cambiamenti meteorologici o di pressione atmosferica;
- abitudini alimentari scorrette, come digiuno prolungato, abuso di caffeina o alcol;
- stimoli sensoriali intensi, come luci forti o rumori acuti.
Conoscere i propri “trigger” è essenziale: tenere un diario dell’emicrania può aiutare a identificare le situazioni che più frequentemente precedono gli attacchi.
Come si fa a far passare l’emicrania?
Il trattamento ideale per l’emicrania è costituito dai triptani. Si tratta, infatti, delle uniche molecole farmacologiche studiate appositamente per questo problema. In alternativa ai triptani, il medico potrebbe prescrivere i farmaci antinfiammatori non steroidei oppure i derivati dell’ergot, che però hanno alcuni effetti collaterali.
Accanto alle terapie farmacologiche, talvolta potrebbero essere indicati altri trattamenti come la tossina botulinica, la neuromodulazione, le tecniche di rilassamento, il biofeedback, l’agopuntura.
Quando gli episodi sono molto frequenti, il neurologo può prescrivere una terapia preventiva con farmaci come beta-bloccanti, calcio antagonisti, antiepilettici antidepressivi o anticorpi monoclonali.
La novità
Ora per la terapia dell’emicrania è disponibile un nuovo farmaco: rimegepant. Agisce come antagonista del recettore del CGRP (coinvolto nella trasmissione del dolore e nella vasodilatazione), interrompendo il dolore nella fase acuta e, se assunto regolarmente, riduce frequenza e intensità degli episodi. Può essere usato, dunque, sia per curare sia per prevenire l’emicrania. Si tratta del primo e a oggi unico anti CGRP orale approvato in Italia per il trattamento acuto e preventivo dell’emicrania episodica negli adulti che accusino almeno quattro attacchi al mese.
Emicrania rimedio immediato
Durante un attacco, in attesa che i farmaci facciano effetto, per mitigare i sintomi, può essere utile stendersi in un posto tranquillo, evitando di muoversi e di esporsi a stimoli sensoriali.
Emicrania e stile di vita: prevenire è possibile
Una delle strategie più efficaci per tenere sotto controllo l’emicrania è intervenire sullo stile di vita. La prevenzione parte da piccole abitudini quotidiane. Ecco alcuni consigli pratici.
- Mantenere orari regolari per il sonno e i pasti.
- Bere molta acqua per evitare la disidratazione.
- Ridurre lo stress con tecniche di rilassamento come meditazione, yoga o respirazione profonda.
- Evitare i trigger personali: tenere un diario per identificare i fattori che scatenano gli attacchi.
- Fare attività fisica moderata e costante, utile a migliorare la circolazione e a ridurre la tensione muscolare.
Emicrania: una malattia da non sottovalutare
Troppo spesso chi soffre di emicrania si sente dire “è solo un mal di testa”. In realtà, l’emicrania è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una delle prime dieci cause di disabilità nel mondo. Chi ne soffre subisce un impatto significativo sulla qualità della vita. Affrontarla con consapevolezza significa chiedere aiuto a un medico specialista, seguire un piano personalizzato e non ricorrere all’automedicazione.
Foto di copertina di Peggy_Marco via Pixabay




