
Giornata per la lotta alla trombosi 2025: la prevenzione è possibile
Mercoledì 16 aprile 2025 si celebra la Giornata per la lotta alla trombosi. Per tutto il mese di aprile ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus promuove una campagna di informazione e sensibilizzazione. La trombosi, infatti, è una malattia molto comune e pericolosa, ma ancora oggi è sottovalutata. Conoscerla, quindi, è fondamentale per proteggere l’organismo e ridurre i rischi. In particolare, per la giornata di quest’anno, si è deciso di accendere i riflettori su una conseguenza della trombosi: l’embolia polmonare.
Cos’è la trombosi
La trombosi è una condizione caratterizzata dalla formazione di un trombo all’interno di un vaso sanguigno o del cuore. I trombi sono coaguli di sangue che si formano in punti e in momenti inopportuni. Se i coaguli sono necessari, per esempio per arrestare una perdita di sangue, i trombi sono dannosi perché si creano quando e dove non sono necessari. Il risultato è che ostacolano la circolazione, in alcuni casi anche in modo serio. Possono, quindi, causare conseguenze come infarto del miocardio, ictus cerebrale, trombosi delle gambe, embolia polmonare. Come ricordato anche in occasione della Giornata per la lotta alla trombosi, è fondamentale non sottovalutare questa condizione perché le malattie da trombosi sono la prima causa di morte e di grave invalidità in tutti i paesi occidentali.

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La trombosi è una malattia multifattoriale, che dipende dalla combinazione fra più fattori di rischio. I più comuni sono:
- l’età avanzata,
- la predisposizione genetica,
- un’alimentazione scorretta,
- la sedentarietà,
- il fumo di sigaretta,
- lo stress eccessivo,
- il sovrappeso,
- la disidratazione,
- le situazioni di immobilità prolungata,
- i traumi,
- gli interventi chirurgici,
- una gravidanza,
- un’ingessatura,
- altre malattie o condizioni di rischio, come ipercolesterolemia, ipertensione, diabete, malattie infiammatorie, patologie della coagulazione e tumori.
Quali sono i primi sintomi di una trombosi?
Spesso la trombosi non si manifesta in modo evidente, se non quando la situazione è già compromessa. I sintomi, comunque, variano a seconda del vaso in cui si forma il trombo, della sua grandezza e degli effetti sulla circolazione. Per questa ragione, gli esperti raccomandano di imparare ad ascoltare il proprio corpo e a prestare attenzione anche ai minimi segnali che lancia. Qualsiasi cambiamento o segno sospetto va riferito al medico. Per esempio, è fondamentale non trascurare manifestazioni come dolore toracico, stanchezza, sudorazione, pressione bassa, giramenti di testa e mancanza di fiato. In particolare, devono fare attenzione coloro che hanno fattori di rischio per la trombosi.
Cos’è l’embolia?
In occasione della Giornata per la lotta alla trombosi, ALT Onlus porta l’attenzione sull’embolia polmonare che, in Italia, colpisce ogni anno una persona su 100 ed è la principale causa di morte nelle donne dopo il parto. Si tratta di un evento che deriva dalla presenza di emboli nel circolo polmonare, a loro volta legati alla frammentazione di un trombo che si è formato lontano dal polmone e dal cuore. Può succedere, infatti, che un trombo presente in una vena del corpo, per esempio nelle gambe o delle braccia, si frammenti, generando degli emboli che, attraverso il circolo sanguigno, arrivano fino ai polmoni.
Spesso, questa malattia non dà sintomi, per questo è chiamata killer silenzioso. Quando si manifesta, lo fa con segni come forte dolore al torace o al dorso, difficoltà di respiro e, a volte, tosse con tracce di sangue nella saliva, accelerazione o irregolarità del battito cardiaco, dolore o gonfiore a una gamba o entrambe, dolore al braccio, all’addome e febbre.
Trombosi cura
Se viene scoperta per tempo, la trombosi può essere trattata in modo efficace. Spesso, si ricorrere alla cura farmacologica, che mira a tenere sotto controllo i trombi esistenti e a prevenire la formazione di nuovi trombi. Ovviamente se la trombosi è collegata ad altre malattie, è necessario curare anche quest’ultime in maniera appropriata. Talvolta, può essere necessario intervenire chirurgicamente per asportare il trombo. Nelle situazioni d’urgenza, bisogna recarsi in ospedale per ricevere cure tempestive.
Come ridurre il rischio di trombosi?
Come sottolineato da ALT Onlus in occasione della Giornata per la lotta alla trombosi, la lotta alla trombosi passa soprattutto dall’informazione e dalla prevenzione. Molti fattori di rischio della malattia possono essere modificati. Ecco alcune regoli fondamentali per ridurre il pericolo:
- cercare di avere uno stile di vita molto attivo, cogliendo qualsiasi occasione per camminare e muoversi;
- praticare una regolare attività fisica;
- non fumare;
- mangiare in modo corretto, per esempio seguendo la dieta mediterranea;
- cercare di tenere sotto controllo il peso, se serve anche rivolgendosi a una nutrizionista;
- limitare lo stress;
- mantenersi idratati, bevendo spesso;
- sottoporsi a controlli regolari di pressione, colesterolo, glicemia e trigliceridi.
Foto di copertina di Vector8DIY via Pixabay.




