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Influenza 2016, il picco previsto a gennaio. Ultimi giorni per vaccinarsi

Influenza 2016, il picco previsto a gennaio. Ultimi giorni per vaccinarsi

Cresce il numero degli italiani a letto con l’influenza. Già alla metà di ottobre erano 260.000 quelli che hanno contratto la malattia e altri 850.000 sono stati vittime di sindromi respiratorie acute. Il picco dell’infezione è previsto per la fine di gennaio e l’inizio di febbraio e i medici di famiglia lanciano un appello perché tutti si vaccinino contro una malattia che ogni anno provoca una media di 8.000 decessi.

Influenza 2016: ci vacciniamo di meno, ci ammaliamo di più

Eppure, in Italia, dal 2009 si registra un calo continuo della copertura vaccinale antinfluenzale che lo scorso anno, per motivi diversi, soprattutto il timore di effetti collaterali, ha registrato un’ulteriore riduzione complessiva del 5,5% rispetto a quella del 2013-2014 (più contenuta in Lombardia 3,3%; massima in Abruzzo, dove ha toccato il 28%). Il problema della scarsa attitudine a sottoporsi al vaccino non si limita al soggetto, mina l’efficacia della vaccinazione a livello generale. Uno studio infatti dimostra che il successo della profilassi antinfluenzale è subordinato alla sua estensione al maggior numero di individui (effetto gregge) e comunque al superamento di una soglia minima che è fissata al 75% dell’intera popolazione.

L’influenza però merita attenzione non solo da parte delle categorie a rischio (bambini, anziani, immunodepressi, obesi, adolescenti, malati cronici e personale sanitario) ma di tutti noi. Secondo WAidid, l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, il vaccino è raccomandato ogni anno negli adulti con patologie croniche e nei soggetti di età pari o inferiore ai 65 anni.

Influenza 2016: l’obiettivo è vaccinare tutti i soggetti sopra i 50

L’influenza è ancora oggi la terza causa di morte per patologia infettiva dopo HIV e tubercolosi. Nel nuovo Calendario per la Vita 2016 viene sottolineato come l’influenza debba essere considerata un problema di salute pubblica ed evidenziata l’importanza di abbassare l’età a cui offrire la vaccinazione: dapprima ai 60 anni, per giungere successivamente ad una raccomandazione di immunizzazione di tutti i soggetti di età pari o superiore ai 50 anni.

Anche perché studi scientifici hanno dimostrato che il virus influenzale, al di là della propria azione patogena, predispone le vie aeree all’ingresso di altri microrganismi, tra cui pneumococco (responsabile di otiti e polmoniti), adenovirus e virus respiratorio sinciziale. Ciò comporta un maggior rischio di infezioni “collaterali” che allungano il decorso dell’influenza, possono far comparire nuovamente febbre, tosse e spossatezza e negli allergici spesso inducono l’insorgenza di episodi di bronchite asmatica.

Due virus per l’influenza 2016

La scarsa attitudine verso la protezione allarma gli esperti, soprattutto quest’anno. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha previsto che quest’inverno circoleranno due nuovi virus – A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2) e B/Brisbane/60/2008 – e che quindi l’influenza potrà essere più aggressiva. Particolarmente esposti sono gli over 65, la categoria più colpita dal virus di tipo A e che rischia complicanze importanti come la polmonite.

Influenza 2016: vaccinarsi e rinforzare il sistema immunitario

I medici ricordano che le categorie a rischio sono ancora in  tempo per proteggersi con la vaccinazione. Anche perché vulnerabile, è quella degli adolescenti obesi: è stato dimostrato che il loro sistema immunitario, per quanto riguarda l’assortimento di alcune cellule (in particolare i linfociti T), è meno preparato ad affrontare le infezioni virali. A dispetto dell’aspetto florido essi subiscono le conseguenze di un regime alimentare monotono e povero di alimenti vegetali (a deficit di vitamine B, in particolare B12 e acido folico), per le loro abitudini sono posti a stretto contatto con gli agenti infettivi e, in considerazione dell’età, richiedono ancora attenzione nell’impiego dei farmaci. Una ragione in più per proteggerli in maniera naturale e supportare le loro funzioni difensive, con l’obiettivo di potenziare i meccanismi fisiologici e, nell’auspicabile eventualità della vaccinazione, di favorire anche una pronta ed efficace risposta a quest’ultima.

Le controindicazioni al vaccino sono limitate: il suo consapevole rifiuto non esime da una doverosa attenzione nel mantenere in piena efficienza le difese immunitarie soprattutto in un periodo dell’anno costellato da un’ampia varietà di patogeni (adenovirus, rhinovirus, virus parainfluenzali), che possono mimare l’influenza e contro i quali non sono purtroppo disponibili vaccini.

Difendersi da virus e batteri anche con sostanze naturali

Anche chi si protegge dall’influenza, è comunque esposto al corteo di nemici che ci accompagna durante la stagione fredda. Una strategia efficace per combatterli consiste nel garantire al proprio sistema immunitario i componenti di cui ha particolare bisogno.

Tra questi lo zinco e le vitamine del gruppo B giocano un ruolo di primaria rilevanza: il primo è determinante nella differenziazione dei linfociti e nella modulazione di numerosi mediatori (è stato dimostrato che un deficit di zinco si associa a un aumento dei processi infiammatori); le vitamine B sono fondamentali nell’organizzazione delle cellule difensive e nella regolazione del loro metabolismo energetico, inclusa la produzione di anticorpi.

Altri elementi utili sono l’Echinacea e l’Acerola. La prima è una pianta originaria del Nord America le cui radici contengono principi (oli essenziali, flavonoidi, glicosidi) che stimolano le difese immunitarie, hanno azione antiossidante e inibiscono la diffusione e l’attecchimento degli agenti patogeni, favorendone la distruzione ad opera dei globuli bianchi. L’Acerola, i cui frutti sono simili alle ciliegie, è ricchissima in vitamina C, che contribuisce a ridurre gravità e durata delle infezioni, in particolare quelle delle vie aeree.

 

 

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