
Influenza intestinale: come riconoscere, curare e prevenire la gastroenterite
Non esiste solo l’influenza stagionale. Altrettanto fastidiosa è l’influenza intestinale o gastroenterite. Si tratta di un’infezione che colpisce stomaco e intestino ed è causata quasi sempre da virus (come norovirus o rotavirus), sebbene talvolta possa avere origine batterica o, più raramente, parassitaria. I sintomi principali sono diarrea, nausea, vomito, crampi addominali e febbre, che compaiono generalmente in modo improvviso. Nella maggior parte dei casi la malattia si risolve spontaneamente in pochi giorni. Per favorire la guarigione è fondamentale mantenere una buona idratazione, riposarsi e seguire un’alimentazione leggera. La prevenzione si basa soprattutto su una corretta igiene delle mani e degli alimenti.
Cos’è l’influenza intestinale?
La gastroenterite è un’infiammazione contemporanea della mucosa dello stomaco e di quella dell’intestino, che può colpire persone di tutte le età. È molto frequente nei bambini, anche in quelli molto piccoli. Tuttavia, nemmeno gli adulti ne sono immuni. È scatenata quasi sempre da virus, come il Norovirus o il Rotavirus. Talvolta, però, può essere provocata anche da batteri, come Salmonella o Escherichia coli, o da parassiti, tipo la Giardia lamblia. Pur non essendo generalmente pericolosa, può associarsi a grande disagio e limitare le attività quotidiane.
A differenza dell’influenza classica, non si trasmette per via respiratoria, ma principalmente attraverso il contatto con oggetti o superfici contaminate, alimenti contaminati o acqua non sicura, e naturalmente con persone già infette. I virus responsabili possono sopravvivere sulle superfici per qualche ora, rendendo fondamentale l’igiene personale e la disinfezione degli ambienti.

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Riconoscere l’influenza intestinale non è difficile. I segnali più comuni sono:
- diarrea acquosa e frequente;
- nausea e vomito improvvisi;
- crampi e dolori addominali;
- febbre lieve;
- malessere generale;
- perdita di appetito;
- mal di testa;
- spossatezza.
Come affrontarla
Nella maggior parte dei casi l’influenza intestinale si risolve da sola in pochi giorni. Ci sono, però, alcuni accorgimenti che aiutano a sentirsi meglio più rapidamente.
Idratarsi
Il rischio principale della gastroenterite è la disidratazione, soprattutto nei bambini piccoli, negli anziani e nelle persone con sistema immunitario debole. Nei casi più seri può anche diventare grave e richiedere il ricovero in ospedale. Per questo è fondamentale bere piccoli ma frequenti sorsi di acqua, tisane, brodi o soluzioni reidratanti. Non aspettate di avere sete: la disidratazione può arrivare molto prima di quanto pensiamo.
Alimentazione leggera
Se non si ha appetito, non bisogna forzare lo stomaco. Quando si sta un po’ meglio, via libera a cibi facili da digerire e come riso, patate, pane tostato, banane e brodi leggeri. Evitare, invece, cibi grassi, fritti o piccanti fino alla completa remissione dei sintomi.
Riposo
Il corpo ha bisogno di energie per combattere l’infezione. Dormire, evitare sforzi fisici e concedersi qualche giorno di rallentamento è il modo migliore per aiutare l’organismo a contrastare l’influenza intestinale.
Farmaci solo se necessari
In genere non servono antibiotici, poiché la causa principale è virale. In alcuni casi, potrebbero essere eventualmente utili antipiretici per la febbre e/o farmaci per la nausea e la diarrea, sempre su indicazione del medico. Per migliorare la diarrea potrebbero essere utili anche i probiotici, i microrganismi in grado di migliorare l’equilibrio della flora batterica intestinale.
Come prevenire l’influenza intestinale
- Lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone.
- Pulire e disinfettare superfici e oggetti di uso comune.
- Non mangiare né manipolare cibo se le mani non sono perfettamente pulite.
- Non condividere tovaglioli, bicchieri, posate e stoviglie.
- Bere acqua sicura.
- Se non si è certi della provenienza, consumare la carne sono se è ben cotta ed evitare di consumare uova o salse fatte con uova crude.
- Prestare massima attenzione alla conservazione dei cibi, non mangiando carne, insalate, salse che siano stati tenuti a temperatura ambiente per più di due ore.
- Evitare il contatto con persone infette.
Nei bambini, la vaccinazione contro il Rotavirus può prevenire forme gravi di gastroenterite.
Quando rivolgersi al medico
Nella maggior parte dei casi si guarisce in pochi giorni, ma è importante rivolgersi a un medico se:
- vomito o diarrea persistono per più di due-tre giorni;
- compare sangue nelle feci;
- la febbre è alta o persistente;
- ci sono segni di disidratazione (sete intensa, labbra secche, urine scarse);
- il paziente è un bambino, un anziano o una persona con sistema immunitario debole.
Foto di copertina di derneuemann via Pixabay




