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Salute del cuore? Dipende soprattutto dalla misura del girovita

Salute del cuore? Dipende soprattutto dalla misura del girovita

Giovani, sani eppure a rischio. Le ultime ricerche nel campo della prevenzione delle malattie cardiovascolari conferma ciò che molti cardiologi suggerivano da tempo: il grasso “nascosto” che si accumula nel girovita, anche di persone giovani e perfettamente in forma, può costituire un pericolo per la salute del cuore, può accrescere il rischio di infarto e ictus.

Una ricerca dell’Università del Quebec – presentata al recente Congresso di Cardiologia canadese – ha dimostrato, su un campione di popolazione giovane, che la presenza di grasso addominale e viscerale si accompagna spesso alla presenza precoce di aterosclerosi nelle carotidi, anche nelle persone longilinee, con un indice di massa corporea non preoccupante.

Lo studio canadese è relativamente piccolo, ma lancia comunque un messaggio importante per le società – come quella italiana – in cui il sovrappeso sta diventando sempre più diffuso tra bambini e ragazzi: le persone con un “girovita” superiore alla norma, anche i giovani e giovanissimi, devono adottare uno stile di vita corretto e dovrebbero tenere (più di altre persone) sotto stretto controllo tutti gli altri possibili fattori di rischio cardiovascolare come la pressione arteriosa, la glicemia o il colesterolo.

Uno studio canadese sulla salute del cuore

I ricercatori dell’Istituto di Cardiologia dell’Università “Laval di Ville” del Quebec, in Canada, hanno analizzato 168 giovani tra i 18 e i 35 anni, uomini e donne.

Nessuno dei giovani selezionati aveva fattori di rischio cardiovascolare (fumo, diabete, obesità, pressione alta…) né precedenti di infarto e ictus in famiglia.

I ricercatori hanno calcolato il loro indice di massa corporea e il girovita e li hanno sottoposti a risonanza magnetica per controllare il livello di aterosclerosi delle carotidi (le arterie che irrorano di sangue il cervello).

E’ stato inoltre calcolato il loro livello di grasso sottocutaneo e viscerale presente nel girovita, che ricopre gli organi dell’addome e del torace.

Secondo il coordinatore della ricerca, il cardiologo Eric Larose, “molti giovani senza apparenti fattori di rischio cardiovascolare presentavano già segni di aterosclerosi precoce”.

I risultati di questo studio – presentati al Canadian Cardiovascular Congress 2011 – confermano che per calcolare il rischio di malattie cardiovascolari anche la misura del girovita può essere indicativa.

“Chi ha un girovita ‘largo’ – ha dichiarato ancora il cardiologo Larose – anche se giovane e in salute deve intraprendere percorsi di prevenzione migliorando il proprio stile di vita. Avere molto grasso viscerale per i giovani è come portare una ‘bomba a orologeria’ addosso, pronta a esplodere più avanti negli anni”.

Lo studio canadese va così ad aggiungersi alle numerose ricerche che negli ultimi anni hanno illustrato che esiste un legame tra il “girovita” e la salute delle arterie e del cuore.

L’aterosclerosi precoce mina la salute del cuore

L’aterosclerosi – cioè l’accumulo di grasso nelle pareti delle arterie – è un problema che di solito si associa alle persone adulte, di età media o avanzata. Invece può interessare anche la popolazione giovanile, come dimostra lo studio dell’università “Laval” del Quebec.

Nello specifico, la ricerca canadese ha dimostrato il legame tra la presenza di aterosclerosi nelle carotidi e l’accumulo di grasso “viscerale”, in persone giovani e non in sovrappeso.

Il ruolo del grasso addominale il vero nemico

Il grasso cosiddetto “viscerale” o addominale è quel tessuto adiposo che si distribuisce all’interno dell’addome, tra gli organi interni e il tronco. Per questa sua particolare collocazione, non è facile da individuare.

Esso ha caratteristiche diverse dal grasso sottocutaneo (concentrato nello strato più profondo della cute) e da quello presente tra le fibre muscolari: quando si accumula in eccesso, il grasso addominale stimola infatti una grande produzione di molecole (alcuni tipi di adipochine) che hanno un’azione infiammatoria e ostacolano il rilascio di ossido nitrico, un gas prodotto da alcuni enzimi che ha una potente azione preventiva sull’accumulo di grasso nelle pareti delle arterie.

La misura del girovita è considerato ormai un parametro affidabile per stabilire la presenza di tessuto adiposo in sede viscerale. I valori limite sono di 102 centimetri per gli uomini e di 88 centimetri per le donne, anche se gli specialisti consigliano di rimanere ben al di sotto: oltre queste soglie, infatti, si parla già di obesità.

I valori normali di “girovita” (come altri parametri di salute) cambiano non solo in base al sesso, ma anche in base alla razza delle persone.

Apparentemente sani, ma a rischio per la salute del cuore

Avere un accumulo di grasso addominale non vuol dire per forza essere sovrappeso. E questo, secondo i ricercatori, può essere un problema perché le persone non si rendono realmente conto del rischio.

Tutti ormai sanno che l’obesità fa male alla salute in generale, ma soprattutto alla salute del cuore. Quindi è più facile e opportuno prevenire. Pochi sanno invece che, con un peso e un indice di massa corporea nella norma, si può comunque essere soggetti ad aterosclerosi.

E questa condizione interessa una fetta sempre più ampia di popolazione giovanile, dai bambini fino ai giovani adulti: apparentemente sani, ma a rischio.

Per queste persone l’accumulo di grasso nelle pareti interne delle arterie (il processo chiamato appunto aterosclerosi) inizia in modo precoce e progredisce per molti anni, esponendo i giovani a un alto pericolo di andare incontro a malattie come ictus e infarto.

Stare più attenti se ci sono anche colesterolo e pressione alta

Il campione di giovani preso in esame dai ricercatori canadesi è relativamente ristretto. E si basa su un principio – il legame tra “girovita” e salute del cuore – già accertato da diversi altri studi.

Bisogna però evitare facili allarmismi.

Gli specialisti ricordano che l’accumulo di grasso addominale non è mai del tutto indipendente dagli altri tradizionali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, come il colesterolo o la pressione alta.

E questi fattori di rischio non sono mai “assoluti”, ma variano a seconda delle condizioni della persona: per esempio, il livello di colesterolo nel sangue consigliabile per una persona che ha già avuto un infarto non è lo stesso di una persona che non ha mai avuto problemi di cuore; lo stesso discorso per chi è diabetico e chi non lo è…

In questo senso – e tenendo conto dei risultati della ricerca canadese – le persone (anche giovani) con un “girovita” superiore alla norma devono essere particolarmente attenti a mantenere colesterolo, glicemia, pressione del sangue… (i fattori di rischio tradizionali, insomma) entro livelli più contenuti di altre persone.

Per migliorare la salute del cuore invertire la rotta subito

I dati forniti dalla ricerca scientifica non devono scoraggiare. Se è vero che il sovrappeso e l’accumulo di grasso addominale, oggi, riguardano ormai molti ragazzi e giovani adulti, è altrettanto vero che la prevenzione è efficace e per nulla difficile. Invertire la rotta in tempo, annullare il rischio è possibile, soprattutto per un organismo giovane: quella “bomba a orologeria” di cui parlava il cardiologo canadese, insomma, si può disinnescare.

Il primo e più importante passo – per i giovani adulti – è accettare l’idea di poter essere a rischio di malattie cardiovascolari, anche si è in forma, in salute e non sovrappeso. E capire che non si è mai troppo giovani per la prevenzione.

Le giuste regole di vita, una volta accettato questo punto di partenza, sono semplici e sempre le stesse:

– essere fisicamente attivi;

– conoscere i propri valori di pressione sanguigna, colesterolo e zuccheri nel sangue e tenerli sempre entro i giusti parametri;

– mantenere il giusto peso;

– seguire una dieta alimentare sana;

– evitare il fumo e consumare alcolici con moderazione;

– ridurre i fattori di stress.

L’indice di massa corporea

L’indice di massa corporea (o IMC) è un parametro che ci aiuta a capire se la persona è in peso forma, sovra o sottopeso. Si ottiene con il rapporto tra la massa corporea e la statura.

L’IMC è facile da calcolare: basta dividere il peso corporeo l’altezza al quadrato. Per esempio, una persona alta 1,75 e di 65 chili fa il seguente calcolo: 65/1,75 x 1,75 = 65/3,06 = 21.22

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha stabilito i parametri ufficiali di riferimento. In particolare ha fissato 4 categorie:

– sottopeso, quando l’IMC è inferiore a 19

– medio, quando l’IMC è compreso tra 19 e 24

– sovrappeso, quando l’IMC è tra 25 e 30

– obesità, quando l’IMC è superiore a 30.

 

 

 

 

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