Obesità nelle donne
Salute

Obesità nelle donne: cause, rischi e strategie efficaci per la prevenzione

22/09/2025
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L’obesità è una condizione sempre più diffusa. Secondo gli ultimi dati Istat, i casi sono aumentati del 38% tra il 2003 e il 2023 e oggi in Italia ci sono circa 6 milioni di obesi. Particolarmente colpito il genere femminile, con un’incidenza in crescita soprattutto nella fascia di età 18-34 anni. L’obesità nelle donne presenta caratteristiche specifiche, legate a fattori ormonali, metabolici e sociali. Comprendere questi aspetti è fondamentale per prevenire e gestire il problema in modo efficace.

Cos’è l’obesità e come si misura

Per molto tempo l’obesità è stata considerata un semplice inestetismo. In realtà, è una condizione clinica vera e propria che va valutata con attenzione. Si parla di obesità in presenza di un eccesso di tessuto adiposo che può compromettere la salute. L’indicatore più usato per stabilire se una persona è normopeso o sovrappeso è lindice di massa corporea (IMC o BMI), che si ottiene dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza espressa in metri. Per esempio, se una persona pesa 60 chili ed è alta 1,70 metri, dovrà dividere 60 (peso in kg) per 1,70 x 1,70 (quadrato dell’altezza) cioè 2,89. Quindi 60: 2,89, che dà 20,76. I risultati ottenuti vanno poi confrontati con dei valori di riferimento.

  • Normopeso: 18,5 – 24,9
  • Sovrappeso: 25 – 29,9
  • Obesità: ≥ 30

Per le donne, la valutazione deve considerare anche la distribuzione del grasso corporeo (su vita-fianchi) che può influenzare il rischio cardiovascolare.

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Perché l’obesità colpisce in modo diverso le donne

L’obesità nelle donne è legata a fattori peculiari.

  • Ormoni femminili: estrogeni e progesterone influiscono sulla distribuzione del grasso, in particolare su fianchi e cosce.
  • Gravidanza: può portare a un aumento di peso significativo e a difficoltà nel recupero della forma fisica.
  • Menopausa: il calo degli estrogeni favorisce l’accumulo di grasso viscerale, aumentando il rischio di diabete e malattie cardiovascolari.
  • Aspetti psicologici e sociali: carico mentale, ansia, stress, alimentazione emotiva e minore tempo per l’attività fisica sono tutti fattori determinanti.

I rischi dell’obesità femminile

L’obesità nelle donne è associata a diverse complicanze:

  • malattie cardiovascolari (ipertensione, infarto, ictus);
  • diabete di tipo 2;
  • disturbi del ciclo mestruale;
  • problemi di fertilità;
  • difficoltà a portare a termine una gravidanza;
  • diabete gestazionale;
  • disordini di natura fetale;
  • maggiore incidenza di tumori femminili (mammella, endometrio);
  • problemi articolari e ridotta mobilità.

Non bisogna dimenticare poi le conseguenze psicologiche e sociali. “A portare il “peso” maggiore dell’obesità sono tradizionalmente le donne che pagano un prezzo più alto, rispetto all’uomo, in termini di stigma sociale e di colpevolizzazione, a causa di barriere culturali e modelli estetici dominanti, talora di implicazione sessista, che hanno portato a idealizzare una bellezza femminile tendente alla magrezza. Diversamente dal maschio in cui qualche chilo in eccesso viene erroneamente interpretato come segno di benessere” spiega il dott. Andrea Frasoldati, Presidente AME (Associazione Medici Endocrinologi).

Come prevenire e affrontare l’obesità nelle donne

L’obesità nelle donne non è solo un problema estetico, ma una vera e propria malattia che va affrontata con un approccio multidisciplinare, idealmente rivolgendosi a un centro specializzato nella cura dell’obesità, che può stabilire il percorso terapeutico migliore per il caso specifico. Ecco i trattamenti disponibili.

I nuovi farmaci

La novità più importante su questo fronte è rappresentata dai nuovi farmaci anti-obesità. Si tratta degli agonisti del recettore GLP-1 (GLP-1RA) e del dual agonist (GLP1 + GIP) che mimano ormoni naturali prodotti nell’intestino e sono in grado di agire sul senso di sazietà. Nati come farmaci per il diabete di tipo 2, aumentano la sazietà appunto, rallentano lo svuotamento gastrico e migliorano i livelli di glucosio.

“I nuovi farmaci – continua il dott. Andrea Frasoldati – rappresentano uno strumento terapeutico innovativo in grado di modificare la storia naturale della malattia, in sinergia con un ampio armamentario di altre opzioni di trattamento come il counselling dietologico e psicoterapico e la chirurgia bariatrica quando indicata”.

Accanto ai nuovi farmaci, esistono quelli in uso da tempo, come l’orlistat, che è in grado di ridurre l’assorbimento dei grassi da parte del tratto digerente.

La restrizione calorica

Per ottenere una riduzione del peso corporeo, ovviamente, occorre seguire una dieta ipocalorica. Sarà il medico a studiare lo schema alimentare in relazione al dispendio energetico della persona, alle sua caratteristiche e alle sue specifiche esigenze.

La rieducazione alimentare

Spesso, è necessario rieducare dal punto di vista alimentare la persona. In pratica, sotto la guida di un esperto, bisogna azzerare le abitudini negative e impararne di nuove, più corrette. Per esempio, si deve imparare a suddividere l’alimentazione giornaliera in tre pasti principali ed eventualmente due spuntini, evitando i fuori pasto, e a comporre i pasti in modo che siano bilanciati sotto il profilo quantitativo e qualitativo.

L’attività fisica regolare

Per perdere peso e proteggere la salute dell’organismo è fondamentale poi avere uno stile di vita attivo e iniziare a svolgere un’attività fisica moderata (camminata veloce, nuoto, bicicletta) per almeno 150 minuti a settimana, così da migliorare il metabolismo e ridurre il grasso viscerale.

Il supporto psicologico

La gestione dello stress e il trattamento dei disturbi dell’alimentazione emotiva sono strumenti preziosi per prevenire l’aumento di peso. Il supporto psicologico è fondamentale anche per conoscere meglio la propria malattia e a capire quali sono i comportamenti e le strategie che permettono di gestirla e curarla.

Il controllo del peso in fasi delicate

Gravidanza, post-parto e menopausa sono periodi critici: un monitoraggio regolare e il supporto di professionisti (nutrizionista, ginecologo) possono fare la differenza.

La chirurgia dell’obesità

La chirurgia dell’obesità o bariatrica permette di ottenere cospicue perdite di peso. In genere si riserva agli obesi gravi, soprattutto se non hanno risposto a cicli di terapia dietetico-comportamentale condotti da centri qualificati. Gli interventi possono essere di tipo restrittivo, che riducono cioè il volume dello stomaco, oppure di tipo diversivo, cioè che permettono di “saltare” un tratto di intestino, o misti.

Foto di copertina di happyveganfit via Pixabay