Salute degli occhi e sport invernali
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Salute degli occhi e sport invernali: come proteggere la vista sulla neve

19/01/2026
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Praticare sport invernali è un toccasana per il corpo e per la mente. Non è un caso se sci, snowboard, ciaspolate e trekking invernali sono attività sempre più amate. Basti pensare che secondo i dati di Clinica Baviera, una delle principali realtà oftalmologiche europee, oltre nove milioni di italiani trascorrono le proprie vacanze sulla neve. Tuttavia, non bisogna sottovalutare i rischi e lo stretto legame fra salute degli occhi e sport invernali.

Le condizioni tipiche dell’alta quota non mettono alla prova solo muscoli e articolazioni, ma anche gli occhi. Radiazioni ultraviolette intense, riflesso della neve, aria secca, vento e sbalzi di temperatura possono compromettere la salute oculare, causando disturbi temporanei o, nei casi peggiori, danni a lungo termine. Proteggere la vista in montagna, dunque, non è solo una questione di comfort, ma un vero atto di prevenzione.

Perché gli sport invernali mettono a rischio la salute degli occhi

In ambiente montano gli occhi lavorano in condizioni molto diverse rispetto a quanto accade normalmente. Alcuni fattori giocano un ruolo importante, a partire dalla luce. La neve, infatti, riflette oltre l’80% delle radiazioni solari e, con l’aumentare dell’altitudine, l’esposizione ai raggi ultravioletti può crescere fino al 30%. Questo significa che anche nelle giornate apparentemente nuvolose gli occhi ricevono una quantità di luce molto superiore rispetto alla pianura. Senza protezione adeguata, gli occhi rischiano danni acuti e cronici. A tutto questo si aggiungono il vento, l’aria fredda e secca e le basse temperature, che favoriscono l’evaporazione del film lacrimale naturale e la disidratazione della superficie oculare. Anche la necessità di mantenere l’attenzione, valutare distanze, pendenze e ostacoli mette sotto stress la vista, soprattutto in condizioni di luce intensa o scarsa visibilità.

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I principali disturbi oculari legati agli sport invernali

  • Secchezza oculare
  • Bruciore
  • Affaticamento visivo
  • Sensazione di corpo estraneo
  • Arrossamento
  • Difficoltà di messa a fuoco
  • Sensazione di pesantezza agli occhi
  • Irritazioni, infiammazioni e infezioni
  • Cheratite attinica

Oltre ai fastidi oculari temporanei, gli sport invernali possono aumentare il rischio di cheratite attinica. Si tratta di una vera e propria scottatura della cornea che può manifestarsi alcune ore dopo l’esposizione ai raggi UV con dolore intenso, lacrimazione, arrossamento, visione offuscata, una fastidiosa sensazione di sabbia negli occhi e fastidio alla luce. Ma non è l’unico problema. L’esposizione ripetuta e non protetta ai raggi UV può contribuire, nel tempo, allo sviluppo di cataratta o a danni alla retina.

Vedere bene significa anche muoversi in sicurezza

Durante attività come sci o snowboard, la vista è un elemento chiave anche per la sicurezza. La luce riflessa dalla neve, l’abbagliamento e la perdita di contrasto rendono più difficile valutare pendenze, ostacoli e velocità. Una visione non adeguatamente protetta, dunque, aumenta il rischio di cadute, infortuni e incidenti. Per questo che gli specialisti di Clinica Baviera insistono su un concetto fondamentale: la protezione solare dovrebbe essere considerata parte integrante dell’equipaggiamento sportivo, al pari del casco o dei guanti. Non si tratta di accessori estetici, ma di strumenti di prevenzione, da indossare sempre anche con cielo nuvoloso.

Occhiali e maschere devono garantire una protezione totale dai raggi UVA e UVB, essere avvolgenti e realizzati con materiali resistenti come il policarbonato. Per chi pratica sport ad alta velocità, le maschere con filtri di categoria 3 o 4 sono particolarmente indicate, soprattutto se dotate di trattamento anti-appannamento e buona ventilazione.

Caratteristiche fondamentali

  • Filtro UV 100%
  • Lenti certificate CE
  • Protezione laterale (fondamentale in alta quota)
  • Lenti polarizzate per ridurre l’abbagliamento
  • Maschere ben aderenti per evitare l’ingresso di vento e luce riflessa

Idratazione e riposo: alleati silenziosi della salute oculare

In montagna si tende a bere meno, perché il freddo attenua la sensazione di sete. Tuttavia, la perdita di liquidi è costante e la disidratazione influisce anche sulla qualità del film lacrimale. Bere regolarmente, anche in piccoli sorsi, aiuta a mantenere gli occhi idratati dall’interno. Ricordarsi, dunque, di portare sempre con sé una borraccia.

In caso di fastidio o secchezza, soprattutto per chi utilizza lenti a contatto, l’uso di lacrime artificiali senza conservanti può fare la differenza, migliorando il comfort visivo e riducendo il rischio di irritazioni.

Anche il riposo gioca un ruolo fondamentale. Dormire poco riduce la produzione naturale di lacrime e rende gli occhi più sensibili agli agenti esterni. Un sonno adeguato, prima e dopo l’attività sportiva, permette alla superficie oculare di rigenerarsi e di affrontare meglio le sollecitazioni ambientali.

Sport invernali e lenti a contatto: attenzione in più

Chi porta lenti a contatto può praticare sport invernali, ma deve prestare qualche attenzione aggiuntiva:

  • preferire lenti giornaliere;
  • utilizzare maschere ben sigillate;
  • evitare di toccarsi gli occhi con mani fredde o sporche.

In alternativa, occhiali graduati sportivi o maschere con inserto ottico possono essere una soluzione efficace.

Parola d’ordine: gradualità

Un altro aspetto importante è l’acclimatamento. Salire rapidamente in quota ed esporsi subito a luce intensa e freddo può causare visione offuscata, lacrimazione e affaticamento. Infatti, i cambiamenti bruschi di temperatura, altitudine e luminosità possono alterare la circolazione sanguigna oculare e la produzione lacrimale. Concedersi qualche minuto per adattarsi all’ambiente aiuta anche gli occhi a lavorare meglio. Durante l’attività sportiva, inoltre, è utile sbattere consapevolmente le palpebre, un gesto naturale che spesso si riduce per la concentrazione, ma che è essenziale per mantenere la superficie oculare lubrificata. Gli esperti di Clinica Baviera consigliano anche di camminare o fare un leggero riscaldamento prima di iniziare l’attività per migliorare l’ossigenazione e l’irrorazione oculare.

Prevenzione: buone abitudini per proteggere la vista in montagna

La salute degli occhi durante gli sport invernali passa anche da piccoli gesti quotidiani:

  • lavarsi le mani prima di toccare gli occhi ed evitare di sfregarli;
  • mantenere puliti occhiali, maschere e accessori per ridurre il rischio di infezioni come congiuntiviti o orzaioli;
  • fare pause regolari per riposare la vista;
  • proteggere il viso dal vento con casco e passamontagna;
  • non guardare direttamente il riflesso del sole sulla neve: l’intensità luminosa può essere fino a otto volte superiore rispetto a una superficie normale e provocare un affaticamento immediato della vista;
  • applicare una protezione solare ad ampio spettro, specifica per il contorno occhi, per proteggere la pelle delle palpebre, sottile e vulnerabile;
  • pulire regolarmente le palpebre e i bordi delle ciglia con salviette specifiche o acqua tiepida;
  • sottoporsi a controlli oculistici periodici, soprattutto in presenza di secchezza, irritazione o sensibilità alla luce.

Salute degli occhi e sport invernali nei bambini

I bambini sono particolarmente sensibili ai raggi UV. Il loro cristallino filtra meno le radiazioni rispetto a quello degli adulti. Per questo è fondamentale:

  • scegliere occhiali certificati anche per i più piccoli;
  • evitare esposizioni prolungate senza protezione
  • abituarli fin da subito a prendersi cura della vista.

Conclusione: vedere bene per vivere meglio la montagna

Praticare sport invernali significa entrare in contatto con ambienti affascinanti ma impegnativi. Proteggere la salute degli occhi è un atto di prevenzione essenziale, che permette di evitare problemi, migliorare le prestazioni sportive e vivere la montagna in piena sicurezza. La vista è uno strumento prezioso: prendersene cura sulla neve non è un optional, ma una scelta di benessere.

Foto di copertina di Kovshenya via Pixabay