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Sintomi artrite reumatoide

Tutti i sintomi dell’artrite reumatoide

Guarire dall’artrite reumatoide non è ancora possibile, tuttavia se la malattia viene diagnosticata e trattata entro pochi mesi dall’esordio, può essere controllata in modo molto soddisfacente, riducendo notevolmente i sintomi per periodi anche molto lunghi. Ecco perché è importantissimo rivolgersi al medico alla comparsa delle prime manifestazioni. Vediamo quali sono.

Che cos’è l’artrite reumatoide

Per artrite reumatoide si intende una malattia infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni. È dovuta a un’anomalia del sistema immunitario (naturale sistema di difesa) che improvvisamente innesca un meccanismo di autodistruzione. Probabilmente, la reazione scatta quando l’organismo di una persona geneticamente predisposta entra in contatto con una molecola estranea, forse un virus o un batterio. Come conseguenza, il sistema immunitario attiva delle cellule in grado di combatterla: i linfociti T e B. In caso di malattia, però, i linfociti non aggrediscono solo gli agenti estranei, ma anche le strutture articolari. Producono, infatti, particolari proteine, le citochine che, per una serie di reazioni, provocano l’infiammazione dell’articolazione.

Evolve progressivamente

Tutte le articolazioni sono formate dai capi ossei, le due estremità delle ossa che le compongono, che sono contenute nella capsula articolare e sono ricoperte dalla cartilagine articolare, una sorta di pellicola protettiva di rivestimento. All’interno dell’articolazione si trova il liquido sinoviale: un liquido molto vischioso, che lubrifica tutta la struttura e favorisce il buon funzionamento dell’articolazione. Internamente, poi, l’articolazione è rivestita da una membrana sinoviale. In caso di artrite reumatoide, tutte queste strutture si danneggiano progressivamente. Se non si interviene, infatti, con il passar del tempo, la membrana sinoviale si ispessisce e si trasforma in un tessuto infiammatorio che invade tutta l’articolazione e che produce proteine in grado di digerire e degradare il tessuto articolare, connettivo e osseo. Per questa ragione, l’osso può venire progressivamente distrutto e l’infiammazione può estendersi ad altre strutture articolari, come tendini e legamenti.

I fattori di rischio

Con gli anni, gradualmente, l’infiammazione può coinvolgere altri organi tra cui polmoni, cute e apparato cardiovascolare. In pratica, può colpire tutto l’organismo (si parla di malattia sistemica), provocando un’invalidità molto seria ed estesa. In particolare, nelle fasi più avanzate, subentra un’alterazione dei vasi sanguigni, con conseguente aterosclerosi: ecco perché l’aspettativa di vita dei malati si riduce. Occorre considerare, però, che non tutte le forme sono uguali. Alcune sono più aggressive di altre. Sono a più alta probabilità di diventare aggressive, le forme che all’esordio presentano alcuni fattori di rischio (specialmente nelle donne), in particolare:

– età intorno ai 50 anni;

– coinvolgimento di molte articolazioni;

– fattore reumatoide: si tratta di un anticorpo che in alcuni casi viene prodotto durante la malattia;

-determinati anticorpi antipeptidici, come gli anti peptidi citrullinati.

I campanelli di allarme da non sottovalutare

La malattia presenta alcuni sintomi generici, che possono trarre in inganno perché sono comuni a molte altre malattie: debolezza, affaticamento, malessere, febbricola, perdita di peso e depressione. Tuttavia, ci sono alcuni segnali caratteristici, che non dovrebbero lasciare spazio a dubbi:

– rigidità mattutina delle articolazioni delle mani, dei piedi, delle spalle, che persiste anche un’ora, e rende difficili pure i movimenti più semplici, come aprire e chiudere le mani;

– dolore alle articolazioni (polsi, mani, piedi, ginocchia, spalle);

– dolore alla “presa” della mano o dell’avampiede;

– tumefazione e gonfiore. Le articolazioni colpite possono anche presentare rossore.

Le cure contro l’artrite reumatoide

Alla comparsa dei primi campanelli d’allarme è essenziale rivolgersi al proprio medico (che dovrà poi indirizzare la persona dallo specialista reumatologo): solo una diagnosi precoce permette di controllare efficacemente la malattia. In genere, il primo trattamento a cui si ricorre è rappresentato dai DMARDs: una categoria piuttosto vasta di farmaci in grado di modificare in modo significativo l’evoluzione della malattia. Da qualche anno, i medici hanno a disposizione un’arma ulteriore, da usare specialmente per i casi più resistenti: i farmaci biologici, nati grazie alla biotecnologia. Quando la malattia non è aggressiva oppure in associazione alla cura che rallenta l’evoluzione dell’artrite, il medico può prescrivere i farmaci sintomatici.

About Silvia Finazzi

Silvia Finazzi
Giornalista freelance dal 2001, giornalista professionista dal 2008, web writer e copywriter dal 2010, scrive principalmente di salute, medicina, attualità, benessere, tecniche naturali, alimentazione, psicologia e maternità. Attualmente, è caporedattore del free press Io Bimbo Magazine, collabora con il sito www.bimbisaniebelli.it, il magazine www.modaacolazione.com, il settimanale Viversani&belli e il mensile Come Stai. Inoltre, svolge attività di web writer, content editor e copywriter per diverse aziende. Ha scritto diversi libri e volumi e ha vinto quattro premi giornalistici.

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