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Salute

Varicocele: i segnali che molti uomini ignorano

20/07/2026
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Il varicocele è una delle malattie più comuni dell’apparato genitale maschile. Molti uomini, però, convivono con questa condizione senza saperlo, perché spesso non provoca sintomi evidenti e viene scoperta durante una visita urologica o in occasione di accertamenti per difficoltà di concepimento.

Nella maggior parte dei casi il varicocele non rappresenta un’emergenza, ma è importante non sottovalutarlo: se trascurato, può compromettere la qualità degli spermatozoi e, nei ragazzi più giovani, interferire con il corretto sviluppo del testicolo.

Cos’è il varicocele

Il varicocele è una dilatazione anomala delle vene del pene che hanno il compito di drenare il sangue dal testicolo. Di conseguenza, il sangue invece di risalire verso l’addome, ristagna nella zona, innalzando la temperatura dei testicoli e causando un’insufficiente ossigenazione dei tessuti. A seconda della sua gravità, viene classificato in diversi gradi.

Nella stragrande maggioranza dei casi, interessa il testicolo sinistro. Questo accade per motivi anatomici: la vena spermatica sinistra è più lunga rispetto alla destra e sbocca nella vena renale sinistra formando un angolo retto, situazione che rende più difficile il ritorno del sangue verso il cuore. Può anche essere bilaterale, molto raramente solo a destra.

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Quali sono i sintomi del varicocele?

Molti uomini non avvertono alcun disturbo. Per questo, è importante sottoporsi a controlli regolari e fare prevenzione urologica.

Quando sono presenti, i sintomi possono comprendere:

  • senso di pesantezza o di costrizione allo scroto;
  • dolore sordo o fastidio al testicolo;
  • disagio che aumenta dopo molte ore in piedi;
  • dolore dopo uno sforzo fisico intenso;
  • miglioramento dei sintomi da sdraiati;
  • sensazione di “gomitolo di vermi” alla palpazione dello scroto;
  • riduzione del volume del testicolo interessato, soprattutto negli adolescenti.

Il dolore è generalmente lieve, ma in alcuni casi può diventare persistente e interferire con le normali attività quotidiane.

Le cause

Le cause non sono ancora del tutto chiare, anche se si pensa che alla base del suo sviluppo spesso esista una predisposizione congenita, che favorisce il ristagno di sangue a livello del testicolo. Tra i fattori che favoriscono la comparsa del problema ci sono:

  • insufficienza delle valvole venose;
  • caratteristiche anatomiche delle vene spermatiche;
  • aumento della pressione venosa;
  • attività che comportano aumenti ripetuti della pressione addominale, come il body building o il sollevamento pesi.

Il varicocele compare soprattutto tra i 15 e i 25 anni, periodo in cui il testicolo cresce rapidamente. Può però essere diagnosticato a qualsiasi età.

Come si diagnostica

La diagnosi inizia con una visita andrologica o urologica, durante la quale lo specialista esegue una palpazione dei genitali, sia mentre l’uomo è in posizione eretta sia mentre è sdraiato. In genere, si ricorre poi a esami strumentali, in primis l’ecocolordoppler scrotale, che consente di valutare la velocità del sangue che scorre nelle vene, di misurare il diametro delle vene e di valutare il reflusso venoso.

In alcuni casi, si richiede anche l’ecografia scrotale, per avere un’immagine della morfologia e della struttura dei testicoli. Negli uomini che desiderano avere figli è spesso consigliato lo spermiogramma, che valuta numero degli spermatozoi, motilità, morfologia e concentrazione.

Il varicocele può causare infertilità?

In alcuni casi, il ristagno di sangue dovuto al varicocele aumenta la temperatura del testicolo e altera il microambiente necessario alla produzione degli spermatozoi. Possono così verificarsi:

  • riduzione del numero degli spermatozoi;
  • diminuzione della loro motilità;
  • alterazioni della forma;
  • aumento del danno ossidativo;
  • riduzione della qualità del liquido seminale.

Non tutti gli uomini con varicocele però hanno problemi di infertilità.

Quando è necessario operare?

Non tutti i casi richiedono un intervento. Se il varicocele è piccolo e non provoca sintomi può essere semplicemente monitorato nel tempo. Generalmente si prende in considerazione l’intervento in presenza di sintomi importanti o di infertilità. La decisione viene presa valutando età, sintomi, desiderio di paternità e risultati degli esami.

Se si decide di intervenire, si hanno a disposizione diverse opzioni terapeutiche. La microchirurgia è considerata la tecnica con i migliori risultati. Attraverso una piccola incisione vengono legate le vene dilatate preservando arterie e vasi linfatici. Una possibile alternativa è l’embolizzazione percutanea, una procedura mini-invasiva eseguita dal radiologo interventista. Attraverso un catetere inserito in una vena vengono posizionate spirali o sostanze embolizzanti che interrompono il reflusso venoso. Non richiede incisioni chirurgiche ed è indicata in casi selezionati.

Foto di copertina di derneuemann via Pixabay.