come curare i tumori
Salute

È possibile curare i tumori senza farmaci?

06/01/2025
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Curare i tumori senza farmaci, ad oggi, non è ancora possibile, sebbene la ricerca in campo medico stia facendo passi da gigante in questo ambito.

Tuttavia, la terapia integrata, che prevede attività fisica e corretta alimentazione, si sta affiancando sempre più alla cura farmacologica tradizionale.

Nuove evidenze scientifiche, infatti, certificano che le terapie integrate come un insieme di interventi che hanno un effetto benefico sui pazienti con tumore al seno o alla prostata. Migliorano la qualità di vita nel percorso riabilitativo mediante una riduzione degli effetti collaterali e un aumento della proattività dei pazienti; aumentano la sopravvivenza; limitano le recidive e la comparsa di secondi tumori, situazione che si verifica altrimenti in circa un caso ogni cinque.

Una nuova frontiera dell’oncologia

curare i tumori senza farmaciSono circa 3 milioni e 700mila, pari al 6,4% della popolazione, i pazienti oncologici lungo-sopravviventi in Italia che necessitano di un follow up che tenga conto della loro delicata situazione clinica, psicologica, sociale.

Da questa esigenza è nato il progetto dell’Associazione Onconauti.

“I trattamenti integrati consistono in interventi non farmacologici scientificamente provati nella loro efficacia sui tumori al seno e alla prostata, benché esistano dati preliminari anche per i tumori del colon e del polmone. Includono interventi sullo stile di vita per con un’alimentazione salutare e un’attività fisica regolare; pratiche mente-corpo come yoga, agopuntura, shiatsu, riflessologia, Qi Gong; supporto psicologico (musicoterapia, arte terapia); fisioterapia; consulenze specialistiche mirate”, spiega Stefano Giordani, Direttore Scientifico Associazione Onconauti.

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Dove si può usufruire di questi trattamenti?

Questi trattamenti, generalmente effettuati nei principali Centri Oncologici USA, che in Italia sono erogati solo a Roma, presso il Centro di terapie Integrate Komen del Policlinico Gemelli, dal 2025 saranno disponibili anche a Bologna nei primo Centro Territoriale di Terapie Integrate, che sarà aperto dalla Associazione Onconauti, e a seguire nel comune di Bentivoglio, nei pressi di Bologna.

Curare i tumori attraverso la terapia integrata

“I trattamenti integrati sono scientificamente riconosciuti come un complemento indispensabile per le terapie oncologiche nel ridurre gli effetti collaterali, nel favorire il percorso riabilitativo e nel sostenere il periodo di cura. Inoltre, questi trattamenti sono determinanti per le recidive: la maggior parte dei pazienti, infatti, guarisce dai tumori diagnosticati, ma, nei successivi dieci anni, uno su cinque sviluppa un secondo tumore indipendente dal primo, se non per i fattori genetici e per lo stile di vita. Le terapie integrate svolgono una funzione preventiva, non solo riducendo il rischio di una recidiva della prima neoplasia, ma riducendo del 30-50% il rischio di un secondo tumore”, spiega Giordani.

Attività fisica: una vera e propria ‘medicina’ per curare i tumori

Tra le novità più interessanti troviamo i dati sull’attività fisica.

“Un’attività fisica strutturata può migliorare i risultati delle terapie oncologiche. Quasi 500 studi hanno messo in correlazione l’attività fisica con la sopravvivenza e il rischio di recidiva con casi di tumore alla mammella o alla prostata. Nei primi, le pazienti con almeno mezz’ora al giorno di attività fisica, a distanza di 5-10 anni rispetto alle donne sedentarie, a parità di terapie e di caratteristiche del tumore, avevano una riduzione del rischio di mortalità complessiva del 43% e del 30% per la mortalità dovuta al tumore al seno. In sinergia con le terapie farmacologiche, l’attività fisica nelle donne operate al seno funziona quindi come un farmaco“, spiega l’esperto.

E per quanto riguarda i tumori della prostata?

“Nei tumori della prostata in sorveglianza attiva, l’attività fisica svolge diverse funzioni: rallenta la progressione del tumore, induce una remissione della malattia, inibisce la proliferazione delle cellule tumorali. In queste neoplasie, in un follow up di 10 anni, a parità delle caratteristiche biologiche del tumore e delle terapie oncologiche, vi è una riduzione del 20% del rischio di recidiva e un miglioramento di sopravvivenza del 40% rispetto agli uomini sedentari”, aggiunge Giordani.

Ciò avviene sia attraverso un meccanismo diretto, con il muscolo che produce delle ‘piccole molecole’ in grado di rallentare le cellule tumorali, sia attraverso un meccanismo indiretto, con un’azione sul sistema immunitario che crea un ambiente più ostile allo sviluppo delle cellule neoplastiche.

I benefici delle pratiche mente-corpo

“Lo yoga, ormai, è un trattamento di prima linea. In molti casi funziona meglio degli ansiolitici. Infatti, in pazienti con metastasi, alcuni studi dimostrano che praticare yoga permette di ridurre del 50% l’utilizzo della morfina che, come sappiamo, può presentare delle controindicazioni”, aggiunge l’esperto.

“In senso ampio possiamo dire che la terapia integrata, somministrata da un equipe multidisciplinare, rappresenta un vero e proprio nuovo paradigma nella cura dei pazienti oncologici. La terapia integrata, quindi, si affianca alla terapia farmacologica senza esserle subordinata, come un vero e proprio strumento clinico”, conclude il Direttore Scientifico Associazione Onconauti.

Copertina Foto di Andrea Piacquadio: https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-di-donna-sdraiata-nel-letto-di-ospedale-3769151/

Foto di Photo By: Kaboompics.com: https://www.pexels.com/it-it/foto/salutare-persona-rosso-cuore-4386467/