
Gala FIRA fra arte e ricerca: il microbiota apre nuove prospettive nella spondiloartrite
Il microbiota potrebbe giocare un ruolo chiave nello sviluppo della spondiloartrite assiale nelle donne. È questo il dato più innovativo emerso da una nuova ricerca sostenuta da FIRA – Fondazione Italiana per la Ricerca in Reumatologia – che punta i riflettori sulla necessità di una medicina sempre più personalizzata e attenta alle differenze di genere.
Lo studio è stato finanziato grazie alla prima Borsa di Ricerca “Carla Fracci”, che torna anche quest’anno e sarà protagonista del 2° Gala FIRA per la Ricerca sulle Malattie Reumatologiche, in programma il 10 maggio 2026 a Milano. Una serata che unirà arte, musica, danza e solidarietà proprio per sostenere nuovi progetti scientifici dedicati alle patologie reumatologiche.
Lo studio sul microbiota femminile
La ricerca, coordinata dal dottor Matteo Vecellio e condotta con il coinvolgimento di diversi centri reumatologici italiani, ha indagato il ruolo del microbiota vaginale nello sviluppo della spondiloartrite assiale, una malattia infiammatoria cronica che colpisce la colonna vertebrale e le articolazioni del bacino e che interessa fino a 500 mila persone in Italia.
Negli ultimi anni la medicina di genere ha evidenziato come questa patologia non riguardi esclusivamente gli uomini. Nelle donne, infatti, la malattia presenta caratteristiche specifiche che spesso rendono più difficile una diagnosi tempestiva.
Lo studio FIRA, in via di pubblicazione su riviste scientifiche internazionali, ha utilizzato un approccio integrato basato su analisi del microbiota, modelli sperimentali in vivo e tecniche avanzate di studio delle cellule immunitarie. I ricercatori hanno osservato che nelle donne affette da spondiloartrite si verifica un’importante alterazione dell’equilibrio microbico: diminuiscono i batteri considerati “protettivi”, mentre aumentano microrganismi associati a processi di attivazione immunitaria.
Questo squilibrio potrebbe non essere soltanto una conseguenza della malattia, ma contribuire direttamente al suo sviluppo. I dati ottenuti dai modelli sperimentali suggeriscono infatti che le alterazioni del microbiota siano in grado di innescare una risposta infiammatoria sistemica che, nel tempo, può coinvolgere anche le articolazioni.

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La ricerca apre la strada a nuove prospettive terapeutiche. Comprendere il legame tra microbiota e risposta immunitaria potrebbe infatti permettere di sviluppare trattamenti più mirati, personalizzati e sensibili alle differenze biologiche tra uomini e donne.
Un cambio di paradigma importante, come sottolinea il presidente FIRA, il professor Alberto Cauli, direttore di Reumatologia e Ordinario presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari. “Negli ultimi vent’anni” – spiega – “la ricerca scientifica ha consentito di passare da terapie focalizzate soltanto sul controllo dei sintomi a trattamenti capaci di intervenire direttamente sui meccanismi delle malattie. Dai farmaci biotecnologici agli inibitori delle cascate infiammatorie fino alle terapie cellulari CAR-T, la reumatologia sta vivendo una stagione di grande innovazione”.
Il Gala FIRA tra arte e solidarietà
Per sostenere nuovi progetti di ricerca, domenica 10 maggio 2026 alle ore 19 tornerà a Milano il Gala FIRA per la Ricerca sulle Malattie Reumatologiche. L’evento si svolgerà al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e vedrà protagonisti l’arte e la solidarietà.
Tra gli ospiti più attesi ci saranno Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, étoile e primo ballerino del Teatro alla Scala, testimonial della Fondazione, che si esibiranno nel suggestivo Salone Colonne. La serata prevede anche un concerto jazz con giovani talenti del Conservatorio di Milano, visite esclusive alle Gallerie Leonardo e all’area Spazio del museo, oltre a una lotteria benefica con premi donati da importanti brand di moda e design.
Il ricavato contribuirà a finanziare la seconda Borsa di Ricerca “Carla Fracci”, istituita da FIRA in memoria della storica testimonial della Fondazione, con l’obiettivo di sostenere giovani ricercatori impegnati nello studio delle malattie reumatologiche.
Malattie reumatologiche: numeri e impatto sociale
Le malattie reumatologiche rappresentano oggi una delle principali cause di disabilità nei Paesi occidentali. In Italia colpiscono oltre 5 milioni di persone e comprendono più di 150 patologie differenti, tra cui artriti, lupus, fibromialgia, osteoporosi e sclerodermia.
Si tratta di malattie croniche che incidono profondamente sulla qualità della vita, con un impatto economico stimato in circa 20 miliardi di euro l’anno. Molte di queste patologie colpiscono prevalentemente le donne e possono manifestarsi anche in età giovanile, coinvolgendo bambini e adolescenti.
Proprio per questo, investire nella ricerca scientifica significa non soltanto migliorare le cure disponibili, ma anche offrire nuove prospettive di vita a milioni di pazienti.




