Sonno dei bambini in estate
Salute

Perché i bambini in estate dormono male e cosa fare per aiutarli

21/07/2026
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L’estate è sinonimo di vacanze, giochi all’aperto e serate in compagnia. Ma per molti genitori coincide anche con notti più difficili: i bambini fanno fatica ad addormentarsi, si svegliano più spesso e sembrano dormire meno. È normale. Le temperature elevate, le ore di luce in più, i cambiamenti della routine e le occasioni di gioco e di socialità possono influenzare il ritmo sonno-veglia anche dei più piccoli. Fortunatamente, con qualche accorgimento, è possibile aiutarli a riposare meglio senza trasformare l’ora della nanna in una battaglia.

Perché in estate i bambini dormono peggio?

Sono diversi i fattori che possono disturbare il sonno dei bambini in estate.

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Il caldo rende ostacola il sonno

Per prendere sonno il nostro organismo deve abbassare leggermente la temperatura corporea. Se la cameretta è troppo calda o poco ventilata, questo processo diventa più difficile e il bambino può impiegare più tempo ad addormentarsi oppure avere un sonno più leggero e frammentato.

Le giornate sono più lunghe

La luce naturale regola la produzione di melatonina, l’ormone che favorisce l’addormentamento e il sonno. In estate il tramonto arriva più tardi e l’esposizione alla luce serale può ritardare fisiologicamente il momento in cui il bambino sente sonno.

Le vacanze cambiano le abitudini

Viaggi, gite, serate con amici e parenti, campeggi e soggiorni dai nonni modificano inevitabilmente la routine. Un po’ di flessibilità è normale, ma bisogna tenere in conto che anche pochi giorni con ritmi diversi possono influenzare il sonno, soprattutto nei bambini più piccoli, che hanno bisogno di una certa regolarità.

Più stimoli durante la giornata

L’estate porta con sé tante attività, emozioni e giochi. Ma a differenza di quanto pensando i genitori, se il bambino arriva alla sera particolarmente eccitato o stanco, potrebbe far fatica a “crollare”.

Secondo Chiara Baiguini, educatrice del sonno gentile, esperta di profili sensoriali e autrice del libro Nati per dormire, una giornata ricca di stimoli può provocare un sovraccarico sensoriale.

«Sole, rumori, persone nuove, cambiamenti alimentari, ambienti diversi e attività continue possono mantenere il sistema nervoso in uno stato di attivazione proprio quando dovrebbe rilassarsi», spiega l’esperta. Per questo un bambino molto stanco può paradossalmente impiegare più tempo ad addormentarsi.

Troppo tanto davanti agli schermi

Le vacanze spesso significano anche più tempo davanti a smartphone, tablet e videogiochi. Secondo la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), però, l’utilizzo dei dispositivi elettronici nelle ore serali rappresenta uno dei principali fattori che peggiorano la qualità del sonno.

La luce blu emessa dagli schermi riduce infatti la produzione di melatonina, mentre video e videogiochi mantengono il cervello in uno stato di attivazione che rende più difficile addormentarsi.

Come favorire il sonno dei bambini in estate

Esistono alcuni accorgimenti che aiutano i bambini a dormire meglio. È importante ricordare, però, che non esistono regole valide per tutti. «Ogni bambino ha un sistema nervoso diverso, reagisce in modo diverso agli
stimoli e vive le vacanze in maniera diversa. Quando i genitori imparano a leggere il proprio figlio invece di inseguire regole rigide, il sonno smette di essere una battaglia», spiega Chiara Baiguini. Questa è anche la ragione per cui non esiste una meta ideale in assoluto: per esempio, se alcuni bambini si adattano bene a spazi aperti e contatto con la natura, altri in questi contesti possono andare incontro a un aumento dell’attivazione emotiva.

Qual è la temperatura ideale per dormire?

La temperatura consigliata nella cameretta è compresa tra 20 e 22 °C. Se si utilizza il condizionatore, è bene evitare sbalzi termici eccessivi e non impostare temperature troppo basse.. Se non si dispone di un condizionatore, è utile:

  • arieggiare la stanza nelle ore più fresche;
  • chiudere persiane e tende durante le ore più calde;
  • utilizzare un ventilatore senza orientare il getto direttamente sul bambino;
  • evitare ambienti troppo umidi.

Come vestire il bambino per la notte

Uno degli errori più frequenti è coprire troppo il bambino per paura che prenda freddo. In realtà, i bambini avvertono il caldo più degli adulti. Per questo, in estate sono preferibili:

  • pigiami leggeri in cotone;
  • body a maniche corte per i più piccoli;
  • lenzuola leggere di cotone traspirante.

Per capire se il piccolo ha caldo, è meglio toccare nuca o torace piuttosto che mani e piedi, che possono essere freschi anche quando la temperatura corporea è normale.

Come usare gli schermi

Gli esperti consigliano di:

  • interrompere l’uso degli schermi almeno un’ora prima di andare a letto;
  • non lasciare smartphone o tablet nella camera durante la notte;
  • preferire, prima della nanna, attività rilassanti come leggere una storia o ascoltare musica tranquilla.

Si può andare a dormire più tardi?

Durante le vacanze è normale concedere un po’ più di flessibilità, ma senza esagerare. «La flessibilità estiva fa parte dell’esperienza delle vacanze. Il problema nasce quando l’orario di addormentamento viene spostato di diverse ore notte dopo notte, alterando l’orologio biologico e rendendo più difficile il ritorno alla routine scolastica», spiega Elisa Fazzi, presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA).

L’ideale è mantenere un orario abbastanza costante, con variazioni contenute, soprattutto per i bambini in età prescolare. Ma una serata più lunga o qualche addormentamento diverso non compromettono la routine per tutto l’anno. Al rientro, nella maggior parte dei casi, bastano pochi giorni per ritrovare il ritmo abituale, purché il ritorno agli orari sia graduale.

Cosa far mangiare prima di dormire

La cena dovrebbe essere leggera e facilmente digeribile. Meglio preferire piatti a base di cereali, verdure, pesce o carne bianca e frutta ricca di acqua.

È importante anche garantire una buona idratazione durante tutta la giornata, perché la disidratazione può aumentare il senso di irrequietezza notturna. Da evitare bevande zuccherate, tè freddo e prodotti contenenti caffeina.

Il rituale della buonanotte è ancora più importante

Anche in vacanza è utile mantenere una routine rilassante che aiuti il cervello ad associare quei gesti al momento del sonno. Può comprendere:

  • un bagno tiepido;
  • lavarsi i denti;
  • leggere una storia;
  • abbassare le luci;
  • parlare con calma della giornata.

È importante anche favorire il gioco e l’attività fisica all’aria aperta durante il giorno. Secondo Chiara Baiguini, inoltre, il bambino percepisce lo stato emotivo dell’adulto: un genitore molto stressato o agitato può trasmettere involontariamente tensione anche durante l’addormentamento.

Quante ore dovrebbero dormire?

Il fabbisogno di sonno varia con l’età. La SINPIA ricorda che:

  • i bambini in età scolare dovrebbero dormire tra 9 e 12 ore per notte;
  • gli adolescenti tra 8 e 10 ore.

Dormire a sufficienza non serve solo a recuperare le energie. Un sonno adeguato è fondamentale per lo sviluppo del cervello, la memoria, l’apprendimento, il sistema immunitario e la regolazione delle emozioni.

«Il sonno è il momento in cui il cervello organizza le informazioni apprese durante la giornata e consolida le competenze cognitive ed emotive», sottolinea Lino Nobili, direttore della Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Gaslini di Genova, presidente dell’Accademia Italiana di Medicina del Sonno e segretario della sezione Liguria della SINPIA.

Quando il sonno disturbato deve preoccupare

Qualche notte agitata durante l’estate è del tutto fisiologica. È invece consigliabile rivolgersi al pediatra se:

  • il bambino russa abitualmente;
  • fa pause respiratorie durante il sonno;
  • dorme molto poco per settimane consecutive;
  • appare sempre stanco durante il giorno;
  • fa quasi sempre fatica ad addormentarsi;
  • ha frequenti risvegli e/o incubi ricorrenti;
  • il disturbo del sonno compare insieme a febbre, dolore o altri sintomi.

 

Foto di copertina di Sunriseforever via Pixabay

Giornalista freelance dal 2001, giornalista professionista dal 2008, web writer e copywriter dal 2010, scrive principalmente di salute, medicina, attualità, benessere, psicologia, crescita personale, alimentazione e maternità. Collabora con diverse testate nazionali e vari siti di informazione. Inoltre, svolge attività di web writer, content editor e copywriter per agenzie e aziende. Ha scritto numerosi libri e volumi.