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Alimentazione

Celiachia e prodotti senza glutine: tra necessità e moda

31/01/2024
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Cos’hanno in comune pasta, pane, pizza, biscotti, torte? Molti di questi alimenti, se non preparati con specifici cereali, contengono il glutine, il nemico numero uno per le persone che soffrono di celiachia.

La dieta senza glutine rimane, quindi, la terapia da seguire per i pazienti affetti da celiachia.

Alla diagnosi, alla terapia e al follow-up della malattia e della dermatite erpetiforme ( un disturbo autoimmune che si sviluppa nelle persone affette da celiachia e determina la formazione di gruppi di vesciche intensamente pruriginose e arrossate e gonfiori simili a quelli dell’orticaria), la Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE), in collaborazione con altre società scientifiche, ha dedicato un documento contenente le Linee guida nazionali.

Celiachia: 600 mila casi in Italia

“Gli ultimi dati sui celiaci in Italia parlano di quasi 245 mila diagnosticati, ma gli stimati sono circa 600 mila: spesso infatti la malattia è asintomatica, questo però non significa che non provochi danni all’organismo se non scoperta per tempo”, afferma la senatrice Elena Murelli, membro della Commissione Permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, promotrice dell’Intergruppo parlamentare su malattia celiaca, allergie alimentari e AFSM (Alimenti a fini medici speciali).

Di frequente ci sono altre malattie ad essa correlate oppure accade che le altre patologie siano l’antitesi della celiachia o il semaforo di allerta. Ecco quindi che la collaborazione tra specialisti sanitari è importante e le Linee guida presentate sono uno strumento di formazione anche per i medici di medicina generale e i pediatri che sono il primo punto di contatto del paziente.

La formazione è importante e da portare avanti su più fronti: nelle scuole, con l’educazione alimentare per insegnanti e studenti, negli istituti alberghieri, con moduli specifici rivolti ai futuri operatori della ristorazione, verso i medici di medicina generale e pediatri e nelle università, con un percorso specifico sulla celiachia e le malattie ad esso correlate.

“A rendere la vita dei celiaci più difficile sono la discriminazione – molti li guardano con sospetto pensando che la dieta senza glutine serva solo a dimagrire – e i problemi di inclusione, a cominciare dal momento del pranzo nella mensa scolastica fino alle uscite al ristorante con gli amici. Per questo serve anche fare informazione attraverso tutte le tv e radio nazionali e locali”, continua Murelli.

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Diagnosi e follow-up

“In caso di sospetta malattia celiaca e quindi in presenza di sintomi, patologie autoimmuni associate o anche solo per familiarità, un prelievo di sangue per la ricerca degli anticorpi anti-transglutaminasi IgA, associato al dosaggio delle Immunoglobuline IgA totali, indicherà se eseguire la biopsia intestinale (prelievo di tessuto) per la valutazione del danno atrofico intestinale”, spiega la professoressa Fabiana Zingone, docente associato di Gastroenterologia dell’Università di Padova e curatrice delle Linee guida insieme a Federico Biagi.

esami celiachia
Fabiana Zingone

“Raccomandiamo – prosegue – di eseguire questi esami a dieta libera, quindi non iniziare la dieta priva di glutine prima di completare l’iter diagnostico. In ogni caso, è importante rivolgersi a un centro di riferimento regionale per la malattia celiaca per la corretta interpretazione degli esiti.  Per i bambini è possibile, in caso di anticorpi molto elevati, evitare la biopsia intestinale, ma questa strategia deve essere decisa solo da pediatri dei centri di riferimento per la malattia celiaca. Uno studio internazionale, coordinato dall’Italia e recentemente pubblicato, dimostra che la strategia di diagnosi senza biopsia è applicabile anche, in casi selezionati, alla popolazione adulta. In un prossimo futuro, è pertanto possibile che tale approccio verrà utilizzato anche in un sottogruppo di pazienti adulti”, spiega Zingone.

“Una volta diagnosticata la malattia celiaca – aggiunge la Zingone – si raccomanda di continuare il follow-up presso un centro dedicato. Nelle visite si valuterà la progressiva remissione dei sintomi, la negativizzazione degli anticorpi e la corretta aderenza alla dieta senza glutine. È raccomandato, soprattutto nelle fasi iniziali, sottoporsi a una valutazione dietistica per essere educati a una corretta dieta senza glutine”.

Celiachia: in bilico tra necessità e moda

Il mercato del senza glutine in Italia è stimato in circa 400 milioni di euro, complessivamente.

sintomi celiachiaIl dato deve essere confrontato con il valore annuale dell’assistenza integrativa garantita in Italia dal SSN, che nel 2021 era indicata nella Relazione al Parlamento sulla celiachia pari a 233 milioni, con un costo medio pro capite di 965€/anno.

“Anche tenendo conto della possibile integrazione al tetto di spesa da parte delle famiglie con paziente celiaco, tuttavia marginale secondo la nostra valutazione, emerge il ricorso alla dieta senza glutine anche da parte di consumatori non celiaci, che, per scelta, inseriscono prodotti senza glutine nella loro dieta”, spiegano gli esperti.

“Il fenomeno trova conferma nelle informazioni da noi rilevate sulla ‘moda’ della dieta senza glutine, cui si ricorre per dimagrire, per ‘sentirsi più leggeri’, per emulare le abitudini alimentari di campioni sportivi o star dello spettacolo, diffuse attraverso i social media. La raccomandazione di AIC è sempre di non mettersi a dieta in presenza di sintomi di celiachia prima di aver completato l’iter di diagnosi, che si rende impossibile se il paziente è a dieta senza glutine”, conclude Rossella Valmarana, presidente della Associazione italiana celiachia (AIC).

Copertina: Foto di Anton Uniqueton: https://www.pexels.com/it-it/foto/mani-senza-volto-panificio-cucinando-6852939/

Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/sei-pani-cotti-461060/