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Assunta Sarlo racconta gli expat al Salone del Libro di Torino

Assunta Sarlo racconta gli expat al Salone del Libro di Torino

E’ di nuovo maggio, è di nuovo Torino, è di nuovo Salone del Libro.

SalTo XXXI, con la direzione di Nicola Lagioia, pone come tema di riflessione una domanda: come sarà il mondo che ci aspetta?

“Un giorno, tutto questo”, il monito che campeggia sul manifesto di Manuele Fior, sembra contenere in sé un augurio alle giovani generazioni, che diventeranno padrone del mondo, ma anche una velata minaccia, su un domani che potrebbe essere stato irrimediabilmente compromesso dalla superficialità di oggi.

A riflettere su questo spinoso tema centinaia di ospiti si alterneranno negli spazi interni al Salone, cercando di dare una risposta alle cinque domande che sono state poste loro in anteprima: Chi voglio essere?  Perché mi serve un nemico?  A chi appartiene il mondo?  Dove mi portano spiritualità e scienza?  Che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione?

A rispondere all’invito di Torino è stato tutto il mondo dell’editoria , superando la spaccatura nata tempi addietro con Milano, nella convinzione condivisa da Nicola Lagioia e dal Presidente Massimo Bray  che il Salone sia non solo una vetrina di eventi ma un grande produttore di  contenuti culturali.

A SalTo Assunta Sarlo presenta il futuro interpretato dalle giovani generazioni

Tra gli scrittori che la Casa Editrice Giunti ha pubblicato in tempi recenti si colloca anche Assunta Sarlo, giornalista che ha lavorato per l’Ansa e Il Manifesto e che oggi scrive per numerose testate, occupandosi di temi sociali e di genere.

L’ultimo libro in ordine di tempo è “Ciao amore ciao. Storie di ragazzi con la valigia e di genitori a distanza”, in cui esamina la situazione saldamente ancorata nel nostro paese di giovani generazioni in partenza per studiare o lavorare all’estero.

Ciò che un tempo era riservato a pochi e veniva vissuto come una sorta di premio a conclusione di lunghi percorsi di studi, si è trasformato oggi in un fenomeno generazionale, strutturato in percorsi universitari come nel caso dell’Erasmus o lasciato alla libera intraprendenza dei singoli, che non hanno alcuna certezza se non il biglietto aereo che li porterà lontano da casa.

Sono i ragazzi con la valigia di Assunta Sarlo, che cercano di costruirsi un futuro delusi da un’Italia che offre continue chances di Dottorati e Master ai quali non sa far corrispondere un adeguato contratto di lavoro futuro.

Mettendo a confronto le esperienze di dieci famiglie (tra cui la sua) e i dati raccolti da Alessandro Rosina,  docente universitario di Demografia e Statistica e saggista, l’autrice tratteggia i contorni di un paese in cui i “cervelli in fuga” non riescono più a trovare la loro realizzazione e optano per una mobilità internazionale che spaventa sicuramente più i loro genitori.

La generazione perennemente in transito considera opzionale la sedentarietà, accetta il nomadismo lavorativo come condizione per l’affermazione del proprio talento, senza rimpianti per ciò che lascia.

Sono ragazzi che si adatteranno ad ogni tipo di lavoro pur di portare a termine la loro personale esperienza, prima di trovare il canale giusto: ma è proprio quest’ultimo passaggio che manca in Italia, la prospettiva di un domani che possa dare consistenza alle loro speranze ed illusioni.

Assunta Sarlo compone questo quadro sociologico riportando le interviste fatte e liberando la sua scrittura da un eccesso di oggettività distaccata, rendendolo più simile ad un diario che ad un saggio da ricercatrice.

Nella presentazione al Salone del Libro l’autrice ha richiamato la definizione di expat attribuita ai giovani esuli, per i quali la globalizzazione è un dato di fatto, mentre per i loro genitori è stata una scoperta lenta e a volte difficile da assimilare.

Essere a migliaia di km di distanza non li fa sentire altro da ciò che sono sempre stati, perché con Skype o con Wathsapp possono condividere i momenti delle loro giornate con la famiglia, col mondo in cui sono cresciuti e che li ha indotti ad avere una valigia sempre pronta per afferrare al volo le occasioni.

Da Assunta  Sarlo anche una storia di generazioni a confronto

Ma gli adulti, in tutto questo, che ruolo hanno?

Assunta  Sarlo racconta di come la sua esperienza di vita l’abbia portata ad essere prima un’emigrante dal Sud al Nord dell’Italia e poi madre di due expat, , quindi partecipe dell’esperienza dei protagonisti del suo libro.

I genitori a distanza hanno cresciuto dei figli autonomi e indipendenti, oltre che intraprendenti,  per cui si trovano combattuti tra la soddisfazione per il percorso educativo attuato e la difficoltà di staccarsi da loro, a volte per sempre.

Il racconto dell’esperienza personale di Assunta Sarlo e degli altri genitori si rivolge proprio a chi è diventato o sta per diventare genitore a distanza, mostrando come da questa esperienza tutti possano ricavare un momento di crescita, di progettualità, sebbene con connotati ai più sconosciuti.

I figli che partono richiamano gli esempi degli emigranti di sempre, quelli che affrontavano viaggi di settimane e settimane pur di raggiungere un luogo sicuro di crescita economica, mentre le figlie no, sono una novità del nostro tempo, sono il risultato della lotta che le loro madri hanno fatto per ottenere libertà, considerazione sociale e parità dei sessi.

Oggi le ragazze non hanno remore nel partire, si sentono emancipate dal passato e  vengono sostenute da entrambi i genitori, anche dai padri, nel momento in cui si muovono per ottenere la propria realizzazione.

Se le partenze sono condivise dalle due generazioni in questione diventa un mezzo per rinsaldare i rapporti che la quotidianità può usurare e che la lontananza invece migliora: il tempo a disposizione per comunicare diventa qualitativamente soddisfacente proprio mentre diminuisce quantitativamente.

Le partenze dei figli potranno diventare dei ritorni al proprio nido solo quando la situazione economica dell’Italia darà un segnale di miglioramento e restituirà ai giovani la possibilità di spendere il meglio di sé nel paese in cui  sono nati e non altrove.

Per ora vale il pensiero che paiono condividere Assunta Sarlo e i componenti delle altre famiglie intervistate: abbiamo faticato tanto per dare ai nostri figli ali per volare, siamo felici se i voli intrapresi regaleranno loro la vita che desiderano.

 

Assunta Sarlo racconta gli expat al Salone del Libro di Torino

 

AUTORE : Assunta Sarno

TITOLO : Ciao amore ciao. Storie di ragazzi con la valigia e di genitori a distanza.

EDITORE : Cairo

PAGG: 140,  EURO 13,00

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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