Cormac McCarthy, partita a due tra uno psichiatra e una paziente

Cormac McCarthy, partita a due tra uno psichiatra e una paziente

Cormac McCarthy è stato uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore statunitense.

Nato nel 1933, è venuto a mancare nel 2023, un mese prima dei suoi novant’anni.

Uomo inquieto, viaggiatore in patria e all’estero in età giovanile, mantenne un legame particolare col Tennessee, dove iniziò la sua carriera di scrittore.

Più noto in patria che all’estero sino al 2009, ebbe l’attenzione di uno dei principali critici letterari statunitensi, Harold Bloom, a partire dagli anni ’80, quando il suo romanzo epico-storico di genere Western ( talvolta classificato anche come anti-Western) Meridiano di sangue fu considerato il vero Grande Romanzo Americano.

Fu la trasposizione cinematografica ad opera dei fratelli Coen del thriller Non è un paese per vecchi a farlo conoscere al grande pubblico al di fuori degli Stati Uniti.

Vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 2007 Cormac McCarthy non amava frequentare il mondo letterario e mondano, preferendo una vita ritirata con la sua famiglia.

La fama, conquistata a piccoli passi, non lo aveva mutato nel profondo, nemmeno dopo che Harold Bloom sostenne che egli faceva parte dei “magnifici quattro” della narrativa contemporanea statunitense.

La sua ultima fatica fu una diade pubblicata nel 2022, Il passeggero e Stella Maris.

I due libri vedono come rispettivi protagonisti Bobby e Alicia Western, un fratello e una sorella, le cui vicende si intrecciano nelle due distinte opere, definite “thriller-esistenziali”.

La casa editrice Einaudi ne ha curato la pubblicazione in Italia: solo del primo lo scrittore ebbe notizia, il secondo uscì postumo.

Il congedo di Cormac McCarthy

Con il romanzo Stella Maris Cormac McCarthy si è definitivamente congedato dal suo pubblico.

La scelta è caduta su un lavoro costruito interamente su dialoghi con due soli protagonisti: nessuna azione, nessun comprimario, solo memorie e legami affettivi nelle parole dei due protagonisti.

Questi ultimi sono Alicia Western, vent’anni, e il suo psichiatra, il dottor Cohen, il cui dialogo si snoda in capitoli che corrispondono alle loro sedute.

Un testo fortemente teatrale: un solo spazio, lo studio del dottore, un solo argomento, l’esistenza non facile della paziente, un tempo assolutamente lineare.

Il dottore suggerisce, la paziente parla, racconta, giudica, non sembra chiedere aiuto ma piuttosto prendersi gioco del suo interlocutore.

D’altra parte i riflettori sono puntati solo su di lei, il dottor Cohen è solo la sua spalla.

Si è detto che con Stella Maris, il nome della clinica in cui Alicia è ricoverata, Corman McCarthy sia riuscito a scrivere un intero romanzo sul nulla, in cui nessuna azione interviene a corollario del pensiero raccontato.

Alicia non è al suo primo ricovero e a Stella Maris si è recata volontariamente, la sua malattia mentale le è ben chiara e si confonde con il suo incredibile Quoziente Intellettivo, che ha fatto di lei una geniale matematica e un’eccellente violinista.

Il lungo addio di Alicia

Nei dialoghi di Alicia col suo psichiatra emerge con forza una verità inconfutabile, l’attrazione della paziente per la morte.

E’ questo un tema ricorrente, che si intreccia con i suoi ricordi e le sue riflessioni, che spaziano dalla matematica alla musica, dalla linguistica alla filosofia.

Della sua straordinaria intelligenza Alicia non sa che farsene, come dei soldi ereditati dalla nonna e spesi per un violino di grande valore.

Niente la interessa davvero nella vita, i suoi legami più stretti sono con personaggi costruiti dalla sua mente, come Talidomide Kid.

Per Alicia Cormac McCarthy costruisce un passato ingombrante: suo padre fu uno degli scienziati che arrivarono alla costruzione della bomba atomica, la sua infanzia fu vissuta a fianco di uomini combattuti tra scienza ed etica.

Anche Alicia è continuamente tormentata da quesiti a cui non sa rispondere, di tale profondità che il dottor Cohen ammette di non comprenderne neppure il significato.

E’ una schizofrenica che sembra soltanto voler cercare aiuto, in realtà parla come in un lungo monologo, a volte simile a un incontrollato flusso di coscienza.

Ma i nomi che  ricorrono, come Wittgenstein, Maxwell, Kant o Bach, ne rivelano la profondità di pensiero e di conoscenza.

Eppure anche quest’ultima non la soddisfa, la porta anzi a ingarbugliare i suoi pensieri avviluppandoli in riflessioni matematiche senza via d’uscita.

La diagnosi di  schizofrenia paranoide con presenza di allucinazioni visive e auditive non le impedisce la lucidità di pensiero che in alcuni momenti si fa cristallina, talmente intensa da lasciarle intravedere come unica via di salvezza la morte.

Tocca al dottor Cohen provare a distoglierla da questa ossessione, ma è chiaro sin dalle prime battute che sarà Alicia a gestire il dialogo e a uscire tragicamente vincente da questa partita.

I fratelli Western di Cormac Mc Carthy

Nulla soddisfa la fame di sapere  di Alicia, né la meccanica quantistica né la matematica, né lo studio dell’inconscio o del linguaggio o della filosofia, perché tutto si infrange sul muro del contrasto tra soggettività e oggettività.

Le sue dotte citazioni (che ci permettono di comprendere la vastità della conoscenza di Cormac McCarthy) si mescolano ai ricordi del passato, in cui non sono il padre o la madre a emergere con prepotenza, bensì Bobby, il fratello.

Pilota di Formula 2, giace da settimane nel letto di un ospedale italiano, in un coma cerebrale apparentemente irreversibile, da cui la sorella pensa che non possa riemergere.

La profonda solitudine di Alicia è dovuta anche a questo, perché col fratello ha un legame ancestrale, troppo profondo per entrare nella normalità del mondo che lei sta rifiutando.

Le parole che traboccano come un fiume in piena sono in fondo rivolte solo a se stessa, lo psichiatra è solo parte del contesto, non gli viene attribuita alcuna funzione risolutiva.

E con lui Alicia è renitente a parlare di Bobby: colta questa breccia, il dottor Cohen prova a scardinare la corazza difensiva della sua paziente, ottenendo inquietanti rivelazioni.

Alicia ama Bobby di un amore incestuoso, l’unico che ritiene possibile in un mondo indifferente e crudele.

Sa di non poterlo concretizzare e vivere, capisce l’orrore che un simile sentimento genera negli altri ma non lo rimuove.

E’ Bobby la sua unica certezza, sa quanto sia sbagliato ma non vi si può sottrarre.

Tutto è aleatorio e perfettibile nel mondo reale, persino la matematica non sembra avere basi indistruttibili, perché ciò che oggi è certezza domani sarà demolito.

Alicia vive nella più profonda solitudine il suo pessimismo, compagna dei suoi sogni e dei suoi incubi.

Nessuno in fondo può o sa aiutarla, nelle sue parole sta l’addio a un mondo di cui a vent’anni ha conosciuto troppe sfumature per poterlo accettare.

Il dottor Cohen ha fallito, le sue parole non hanno sortito alcun effetto.

Alicia gli chiede soltanto un gesto, nel momento del loro congedo nell‘ultima seduta, quello di stringerle la mano, perché è ciò che le persone fanno quando aspettano la fine di qualcosa.

Cormac McCarthy, partita a due tra uno psichiatra e una pazienteAUTORE: Cormac McCarthy

TITOLO : Stella maris

EDITORE : Einaudi

PAGG. 200    EURO 18,50 (versione eBook euro 9,99)

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario dopo una vita spesa tra i banchi di scuola. Amante dei libri, dei gatti e dei viaggi, considera la lettura lo strumento più efficace per crescere, migliorarsi e trovare il proprio posto nel mondo.

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