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Fabio Giorgino, una nuova indagine per il commissario Spiro Fusco

Fabio Giorgino, una nuova indagine per il commissario Spiro Fusco

Avevamo lasciato Spiro Fusco, il commissario nato dalla penna di Fabio Giorgino, sul litorale tarantino insieme ai suoi due figli, Libero e Vanessa, a godersi il tepore della primavera dopo aver portato a termine un’indagine complessa.

Oggi l’autore ce lo ripropone, trasformandolo così nell’anima del suo narrare, dandogli quell’aura di immortalità che talora acquistano i personaggi che non muoiono nel finale di un libro, ma tornano ancora e ancora, regalandoci l’illusione di essere più reali di altri.

A questo ci hanno abituati i grandi autori del secolo scorso, come Simenon con Maigret o Conan Doyle con Sherlock  Holmes, solo per citare due mostri sacri del genere, ma sono stati tanti i loro eredi, come Vargas con Adamsberg o Camilleri con Montalbano.

La creazione di un protagonista con queste caratteristiche richiede una grande attenzione da parte dell’autore, a cui nulla deve sfuggire che possa apparire contraddittorio al lettore: Fabio Giorgino lo sa bene, per cui nelle pagine del nuovo romanzo, “Echi sinistri”, calibra con precisione i riferimenti al precedente, per riallacciare passato e presente.

Bastano così poche pagine introduttive per ritrovarci dove ci aveva lasciati: la stessa città, Taranto, lo stesso litorale, i medesimi compagni nell’avventura quotidiana di chi deve costantemente provvedere alla sicurezza altrui.

Spiridione Fusco, detto Spiro, ha faticato non poco a risistemare i tasselli della sua esistenza caratterizzata dalla presenza di una moglie ritornata nella sua vita dopo anni e anni di inspiegabile silenzio, di una donna che ama e che ricambia il suo sentimento, di due figli con cui riesce finalmente a condividere un percorso di vita, dopo vicissitudini certamente fuori dagli schemi consueti.

Potrebbe sembrare che la routine abbia preso il sopravvento nelle sue giornate: potrebbe, ma così non è.

Fabio Giorgino, una storia di vendette e di perdono

Se c’è un principio che appare assodato nella storia di Fabio Giorgino è che, come disse Tolstoj, tutte le famiglie felici si assomigliano, ma ogni famiglia infelice è infelice a modo suo: è ciò che Fusco scopre nel momento in cui viene ritrovato il corpo di una giovane annegata in mare, apparentemente suicida.

Noemi era soltanto un’adolescente, ma il suo corpo non perfetto l’aveva trasformata nella vittima dei bulli locali, del tutto indifferenti al suo dolore.

Sappiamo purtroppo tutti come vicende di questo tipo si facciano talora spazio nella cronaca, lasciandoci allibiti di fronte a tanta gratuita cattiveria, finalizzata a scaricare la propria frustrazione su chi non riesce adeguatamente a difendersi.

A neanche diciotto anni, la ragazza ha forse deciso di non continuare a vivere per sottrarsi a una spirale soffocante, ma di fronte a questa possibilità appaiono perplessi tutti coloro che la conoscevano a fondo, come la sua più cara (e anche unica) amica Ausilia e i suoi genitori, la madre in particolar modo.

Quando Fusco inizia da loro le sue indagini, viene a conoscenza del fatto che in famiglia vive come fosse figlio loro un nipote, Yuri, rimasto orfano a seguito della morte violenta di entrambi i genitori.

Anche lui è un ragazzo problematico, introverso e sfuggente, come se albergassero in lui segreti inconfessabili, che porta il ricordo di un omicidio e di un suicidio che lo hanno privato dei suoi genitori biologici, un padre violento e alcolizzato e una madre succube e complice del marito.

Che cosa può sapere Yuri della vita di Noemi, dato che sembra aver avuto con lei un rapporto affettivo molto forte?

Dove può condurre la scoperta di un segno particolare sulla nuca della ragazza, provocato prima che cadesse in acqua?

Fabio Giorgino sovrappone più piani d’azione nel corso della narrazione, portandoci da una famiglia all’altra, da un dolore recentissimo ad uno lontano decenni nel passato, tutti però capaci di stravolgere l’esistenza di chi li ha provati sulla propria pelle.

Anche chi ha avuto a che fare con la giustizia, come Fabrizio Vastano, porta impresse le sue cicatrici, acuitesi durante gli anni in carcere per il distacco della donna amata, sorella di un amico anch’egli morto da più di vent’anni.

Queste famiglie non sono monadi prive di interconnessioni, anzi, ognuna di esse, come quella di Antonio  Scotti, il ragazzo per cui Noemi nutriva un sentimento più forte dell’amicizia, che ha avuto una famiglia spezzata per triste fatalità.

A Fabio Giorgino il compito di tenere sospesi gli avvenimenti presenti (ma anche, e soprattutto, passati) con una serie di analessi inframezzate alla narrazione diacronica che colmano le lacune di conoscenza dei fatti del lettore, scaraventandolo al centro di una forza centripeta che conduce verso la morte.

Ogni famiglia è davvero infelice a modo suo, quando la storia che ha visto protagonista Noemi troverà la sua ingiustificabile spiegazione saranno in molti a soffrire, tutti coloro che il caso ha reso partecipi di un dolore comune.

Spiro Fusco, un commissario dal passato ingombrante

I lettori spesso desiderano che il male e il bene, il nero e il bianco abbiano nella narrazione dei contorni ben definiti, senza sconfinamenti: chi è buono non può essere stato travolto dal male, al limite si perdona un cattivo redento e votato al pentimento.

In questo romanzo Fabio Giorgino, sovverte questa regola e coinvolge anche il commissario Fusco in una vicenda lontana ben ventidue anni che continua a proiettare le proprie ombre sul presente.

Spiro è un commissario attento e severo, un padre amorevole per Libero e Vanessa, un compagno forse un po’ carente per Giulia, che sa perdonargli le sue assenze conoscendo bene gli imprevisti del suo lavoro.

Ma non è sempre stato così, anche lui ha vissuto delle sofferenze lancinanti nel passato, che lo hanno portato a scordare il senso del perdono e a cercare una forma di ritorsione di cui solo un amico è a conoscenza, ma che ritorna sotto forma di pungolo morale in ripetute occasioni.

Questi elementi introdotti dall’autore definiscono sempre più accuratamente la sua personalità, stratificando una sull’altra le sue caratteristiche individuali e rendendolo molto umano agli occhi del lettore.

Il commissario è come ciascuno di noi, ha i suoi scheletri nell’armadio e cerca di tenerne le porte ben chiuse, ma senza riuscirci.

Il dramma si manifesta nel momento in cui il passato torna a farsi presente facendo ricadere sui figli le colpe dei padri, figli innocenti sui quali la vendetta viene esercitata con sadica determinazione.

Risolto il caso di Noemi Fusco affronta una vicenda personale che ancora una volta lo manderà in crisi e lo indurrà a rivedere i suoi valori e le sue certezze: una confessione può essere risolutiva se ne conseguono la pace interiore e il perdono, l’accettazione da parte dell’altro di ciò che è stato.

Se per Spiridione Fusco sarà così, Fabio Giorgino ce lo racconterà forse nella sua prossima avventura, confidando che il suo finale aperto implichi il ritorno futuro del commissario.

 Fabio Giorgino, una nuova indagine per il commissario Spiro FuscoAUTORE : Fabio Giorgino

TITOLO : Echi sinistri

EDITORE : Indipendent Publishing

PAGG. 239,   EURO 15,08 (disponibile in versione eBook euro 2,99)

 

 

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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