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Piante per combattere l’inquinamento esterno

Piante per combattere l’inquinamento esterno

La qualità dell’aria che respiriamo è fondamentale per il mantenimento ottimale della salute dei nostri polmoni.

Ne dipende la nostra stessa sopravvivenza.

Negli articoli precedenti Le piante d’appartamento che aiutano a purificare l’aria e Piante d’appartamento: per un ambiente più sano e un’aria più pulita abbiamo esaminato varie categorie di piante che aiutano a mantenere sani e liberi da agenti patogeni gli ambienti interni in cui lavoriamo e viviamo.

Oggi continueremo questa nostra ricerca prendendo in esame alcune piante che, al contrario, combattono l’inquinamento atmosferico e aiutano a preservare la salute degli ambienti esterni.

Agenti inquinanti, piante e salute umana

Malgrado per decenni nelle città si sia assistito a una diminuzione degli spazi verdi a causa dell’insediamento umano, in anni più recenti si è verificata un’inversione di tendenza e il verde è tornato a farsi strada nei moderni paesaggi urbani.

Questo è sicuramente un aspetto positivo in quanto la vegetazione trasforma le città in habitat migliori sia per il mondo animale sia per gli esseri umani e contribuisce a rendere l’aria della città più sana.

L’importanza della presenza di alberi e altre tipologie di piante in grado di ridurre l’inquinamento atmosferico urbano delle città di tutto il mondo è stata finalmente compresa anche dagli stessi politici.

Nel gennaio 2019, ad, esempio, il sindaco di Londra ha annunciato che 7.000 alberi sarebbero stati piantati entro la fine dell’anno successivo.

Contemporaneamente, la provincia cinese di Hebei, sede di Pechino, ha lavorato a una “collana verde” di piante nel tentativo di ridurre l’inquinamento delle fabbriche che circondano la capitale mentre nello stesso tempo Parigi stava progettando una foresta urbana nel tentativo di adattarsi ai cambiamenti climatici e migliorare anche la qualità dell’aria della città.

Gli alberi possono migliorare la qualità dell’aria in modi diretti e indiretti: direttamente, nei modi già menzionati e indirettamente ombreggiando le superfici e riducendone le temperature interne.

Quando gli edifici sono ombreggiati da alberi, si reduce, infatti, la necessità di aria condizionata convenzionale e le emissioni di gas serra che ne derivano.

Inoltre, le temperature più basse riducono il rischio di inquinanti nocivi, come l’ozono, a livello del suolo che comunemente aumenta nelle aree urbane nelle giornate calde.

Gli alberi sono i polmoni e il fegato dell’ecosistema

Gli alberi svolgono anche un ruolo fondamentale nella rimozione diretta delle sostanze inquinanti dall’aria in quanto, costituiscono dei veri e propri ‘polmoni’ di un ecosistema in quanto, assorbono anidride carbonica ed emettono ossigeno.

Inoltre, fungono anche da ‘fegato’ dell’ecosistema, dal momento che, attraverso le loro foglie, agiscono da filtro nei confronti degli inquinanti atmosferici come il biossido di zolfo e il biossido di azoto.

Secondo l’agenzia governativa NPS (National Park Service) del Ministero dell’Interno Americano “L’anidride solforosa irrita la pelle e le mucose degli occhi, del naso, della gola e dei polmoni.

Alte concentrazioni di SO2 possono causare infiammazioni e irritazioni delle vie respiratorie, soprattutto durante l’attività fisica intensa.

I sintomi risultanti possono includere dolore quando si respira profondamente, tosse, irritazione alla gola e difficoltà respiratorie.

Alte concentrazioni di SO2 possono influenzare la funzione polmonare, peggiorare gli attacchi di asma e peggiorare le malattie cardiache esistenti nei gruppi sensibili.

Questo gas può anche reagire con altre sostanze chimiche nell’aria e trasformarsi in una piccola particella che può entrare nei polmoni e causare effetti sulla salute simili.”

A seconda del livello di concentrazione, il biossido di azoto, dal canto suo, può causare gravi problemi polmonari.

Gli alberi sono particolarmente efficaci nella rimozione del particolato (PM) (peso molecolare), un insieme di minuscole particelle di sostanze chimiche organiche, acidi, metalli e polvere, emesse da veicoli e fabbriche che bruciano combustibili fossili, nonché dai cantieri.

Il particolato fine può facilmente penetrare nel sistema respiratorio umano, causando malattie polmonari e cardiovascolari o esacerbando malattie respiratorie.

È stato anche collegato a infiammazioni e malattie cardiache.

Secondo una stima, 8,9 milioni di morti all’anno a livello globale potrebbero essere attribuibili all’esposizione al particolato fine esterno.

Tipologie di alberi e piante per purificare l’aria

Secondo gli esperti nel settore ambiente-salute, le conifere, essendo sempreverdi , offrono la migliore riduzione del PM per due ragioni principali:

  1. Perché permettono la dispersione, ossia, la diluizione nell’aria delle potenziali nuvole di minuscole particelle che, andando a scontrarsi contro le chiome degli alberi, riducono il rischio di inalazione da parte dell’uomo degli agenti inquinanti;
  2. Perché consentono la deposizione, ossia fanno sì che il PM rimanga intrappolato nelle foglie di alberi e arbusti. La pioggia, in seguito, eliminerà dalle foglie la maggior parte di queste particelle che finiranno poi negli scarichi.

I fattori che determinano la capacità di filtraggio

Le dimensioni della chioma, delle foglie e la struttura delle foglie sono i fattori che determinano la capacità di filtraggio di ogni pianta o albero.

Secondo gli esperti, più sono ruvide e pelose le foglie maggiore è la loro abilità di filtrare PM.

In uno studio piuttosto recente condotto da Barbara Maher, Professore Emerito, e dai suoi colleghi dell’Università di Lancaster (UK) sono stati presi in esame nove specie di alberi potenzialmente in grado di catturare il PM in esperimenti nella galleria del vento.

La ricerca ha dato i seguenti risultati: la Betulla argentata, il tasso ed il sambuco hanno dimostrato di essere i più efficaci nel catturare le particelle e sono stati i peli delle loro foglie a contribuire a tassi di riduzione rispettivamente del 79%, 71% e 70%.

Al contrario, le ortiche sono emerse come la meno utile delle specie studiate, sebbene abbiano comunque catturato un rispettabile 32%.

Anche le conifere, come pini e cipressi, sono buoni depuratori naturali.

Le specie di alberi più frequenti nelle città

Un’altra ricerca condotta nel 2015 da Jun Yang, un ecologista urbano presso il Center for Earth System Science, Tsinghua University, a Pechino, ha permesso di classificare le specie di alberi più frequenti nelle città in base alla loro capacità di assorbimento del PM 2,5.

La classifica ha anche preso in considerazione la capacità delle specie di sopravvivere in contesti urbani e qualsiasi impatto negativo sulla qualità dell’aria, come la produzione di allergeni e di composti organici volatili (VOC), un insieme di sostanze che possono interagire con i gas emessi da veicoli, come il biossido di azoto.

In presenza di luce solare, queste reazioni possono contribuire all’ozono troposferico, dannoso per la salute umana.

Gli effetti possono essere considerevoli: quando un’ondata di caldo ha colpito Berlino nel 2006, l’ozono creato dall’interazione dei COV delle piante e degli inquinanti dei veicoli ha provocato improvvise diminuzioni della qualità dell’aria.

Con sorpresa di Yang, il suo sistema di classificazione ha mostrato che le specie di alberi più diffuse non erano i migliori filtri per l’inquinamento.

“Tra le 10 specie più ricorrenti, solo il platano londinese, l’acero argentato e la robinia si sono classificati al di sopra della media“, afferma.

Erano le conifere, come pini e cipressi, i migliori filtri per l’inquinamento.

Piantare conifere, ha concluso Yang, avrebbe più senso in città inquinate come Pechino per ridurre i PM2,5.

La capitale cinese segnala regolarmente livelli di PM superiori a 125 microgrammi per metro cubo, oltre 10 volte la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità di 10 microgrammi per metro cubo.

I vantaggi delle conifere

Il motivo del successo delle conifere nella riduzione del PM è in parte dovuto alla loro struttura della chioma: la fitta chioma di foglie aghiformi è molto efficace nell’intrappolare gli inquinanti.

E anche la loro biologia stagionale aiuta.

“Le conifere offrono la migliore riduzione del PM perché sono una specie sempreverde“, afferma Nowak.

A differenza degli alberi decidui, che perdono le foglie durante l’inverno, le specie sempreverdi fungono da filtri per tutto l’anno.

“Ma questo non li rende automaticamente adatti a qualsiasi contesto.”

I problemi delle conifere

Le conifere, tuttavia, possono causare anche i seguenti problemi:

  • molte specie possono essere molto sensibili ai livelli di sale nei suoli, che tendono ad essere elevati nelle aree urbane, specialmente dove il sale viene utilizzato per sbrinare le strade;
  • la chioma delle conifere per tutto l’anno può impedire alla luce solare di sciogliere neve e ghiaccio, il che può portare a problemi di traffico stradale nelle città soggette a basse temperature.

Attenzione alle caratteristiche urbanistiche

Anche se le ricerche hanno dimostrato che le conifere sono tra gli alberi che offrono maggiore protezione dagli agenti inquinanti presenti negli ambienti esterni, vari sono i fattori da considerare, secondo gli esperti, per l’impiego di alberi e piante da utilizzare, tra cui l’esatto punto in cui farlo.

Infatti, malgrado gli alberi e le varie piante in grado di purificare l’aria che respiriamo debbano essere collocate quanto più vicino possibile alle persone e alle fonti inquinanti, in realtà bisogna tenere anche conto che nelle strade strette circondate da edifici alti, il flusso d’aria può intrappolare le sostanze inquinanti vicino al suolo.

Piantare alberi ad alto fusto con grandi chiome può peggiorare la situazione impedendo la dispersione dell’inquinamento.

Ne consegue, quindi, che a seconda delle caratteristiche urbanistiche di una determinata località le siepi o i muri verdi sono generalmente da preferire agli alberi nelle strade strette fiancheggiate da edifici alti.

Tra le siepi stradali maggiormente consigliate in questi casi troviamo il viburno, la fotinia a punta rossa, il ligustro e l’alloro.

Inoltre, fattori come:

  • salvaguardia della biodiversità
  • durata della vita della pianta e
  • manutenzione della pianta (o degli alberi)

Sono da tenere in considerazione nella scelta di piante e alberi da utilizzare per combattere l’inquinamento ambientale.

Nel prossimo articolo ci focalizzeremo sulle piante da utilizzare per purificare l’aria in ambienti esterni quali giardini, balconi, gazebo e pergolati.

Importante

Le informazioni contenute nel presente articolo hanno solo scopo informativo e non sono da considerarsi assolutamente parere medico.

Qualunque sia il vostro problema di salute, consultate prima il vostro medico.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi approfondire puoi contattare l’autrice QUI

About Maria Teresa De Donato

Maria Teresa De Donato, Scrittrice olistica e multidisciplinare Romana di nascita, vive da oltre 25 anni negli USA dove ha ultimato i suoi studi giornalistici presso l’American College of Journalism e conseguito le lauree Bachelor, Master e Dottorato in Salute Olistica presso Global College of Natural Medicine specializzandosi in Omeopatia Classica, Ayurveda e Medicina Tradizionale Cinese. Naturopata, Omeopata, Life Coach, iscritta a vari albi professionali, è anche Autrice di molte pubblicazioni. I suoi libri sono disponibili su tutta la rete Amazon, librerie incluse.

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