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Patologie cardiovascolari: fattori di rischio e prevenzione

Patologie cardiovascolari: fattori di rischio e prevenzione

Le patologie cardiovascolari sono un gruppo di malattie cui fanno parte le malattie ischemiche del cuore, come l’infarto acuto del miocardio e l’angina pectoris, e le malattie cerebrovascolari, come l’ictus ischemico ed emorragico.

Rappresentano le principali cause di morbosità, invalidità e mortalità in Italia.

Sono in gran parte prevenibili, in quanto riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili come età, sesso e familiarità, anche fattori modificabili, legati a comportamenti e stili di vita errati come fumo, alcol, scorretta alimentazione e sedentarietà.

Che spesso a loro volta sono causa di diabete, obesità, ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa.

La prevenzione quindi gioca un ruolo centrale nel controllo delle malattie.

Patologie cardiovascolari: l’incidenza in Italia

Le patologie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte in Italia, con 240mila decessi ogni anno e 7,5 milioni di persone coinvolte in problemi a esse connessi.

I principali eventi cardiovascolari sono l’infarto, l’ictus e le vasculopatie.

Ogni anno ci sono circa 150mila infarti, mentre oltre 1,5 milioni di ospedalizzazioni sono dovute a scompenso cardiaco.

Proprio di scompenso cardiaco vi sono oltre 600mila diagnosi l’anno, ma il numero cresce fino a 3 milioni considerando le forme latenti.

Inoltre, è la prima causa di ospedalizzazione e, a causa delle continue riacutizzazioni, i pazienti arrivano a effettuare fino a 6-7 ricoveri all’anno, spesso con degenze di lunga durata.

Inoltre, la mortalità è molto alta, interessando a distanza di 4-5 anni circa il 50% dei pazienti.

Patologie cardiovascolari: i sintomi

“Nel momento in cui inizia a manifestarsi concretamente un rischio, il cuore lancia all’organismo dei segnali, che variano a seconda dell’entità dei problemi, dell’età del soggetto e del genere”, spiega il professore Massimo Volpe, Presidente SIPREC.

“Tra gli elementi che possono destare qualche apprensione c’è l’eccessiva fatica che si prova nel fare un esercizio fisico o dopo aver salito un piano di scale.

Ci sono poi segnali più importanti, come il dolore precordiale dell’angina, che può far presagire un’ischemia o un infarto.

Si arriva poi a segnali ancor più preoccupanti come le palpitazioni, preludio di un’aritmia.

In qualche caso, purtroppo, il cuore non dà nessun segnale, tanto che si verificano infarti senza che venga provato dolore: è il caso della compromissione dell’organo nell’ipertensione o nel diabete, malattie spesso silenti, che in Italia colpiscono circa 20 milioni di persone.

Naturalmente l’ideale sarebbe non arrivare a questi segnali, ma intervenire prima con tutte le misure preventive corrette”.

I fattori di rischio: l’importanza della prevenzione

“Affinché sia effettuata un’efficace prevenzione, è necessario partire da un corretto stile di vita, che sia contrassegnato da un’alimentazione sana e tanto movimento, ma non solo.

Per evitare eventi cardiovascolari, infatti, bisogna tenere presente diversi fattori di rischio: alti valori di colesterolo e di acido urico, comorbidità con diabete o ipertensione arteriosa, obesità e stress psico-fisico”, dice Massimo Volpe.

Infatti, i fattori di rischio modificabili per cercare di prevenire queste malattie possono essere:

  • Fumo: la nicotina accelera il battito cardiaco, mentre il monossido di carbonio diminuisce la quantità di ossigeno nel sangue, inducendo un aumento di radicali liberi che vanno ad alimentare lo stress ossidativo velocizzando il processo arteriosclerotico.
  • Stili alimentari scorretti: una dieta sbilanciata con un eccessivo apporto di grassi saturi determina un aumento delle concentrazioni plasmatiche delle lipoproteine LDL (colesterolo cattivo), che sono alla base della genesi della placca aterosclerotica.
  • Pressione arteriosa: la pressione alta costringe il muscolo cardiaco a un superlavoro e favorisce la formazione di placche arteriosclerotiche sulle pareti delle arterie.
  • Ipercolesterolemia: una concentrazione troppo alta di colesterolo rappresenta un importante fattore di rischio per l’insorgenza di malattie cardiovascolari, in quanto rischia di depositarsi sulle pareti delle arterie e ostacolando la circolazione del sangue.
  • HDL colesterolo buono: si tratta di una lipoproteina ad alta densità utile per rimuovere il colesterolo in eccesso. Minore è la sua quantità, maggiore è il rischio cardiovascolare.
  • Diabete: favorisce l’arteriosclerosi perché contribuisce all’irrigidimento dell’endotelio vasale delle arterie, e promuove processi ossidativi incrementando il rischio cardiovascolare.
  • Sovrappeso e obesità: l’eccesso di peso aumenta il rischio di ipertensione, ipercolesterolemia e diabete, fattori di rischio per malattie cardiovascolari e ictus.
  • Sedentarietà: l’attività fisica riduce il grasso corporeo, permette un buon controllo della glicemia, aumenta la sensibilità all’insulina, abbassa il colesterolo ‘cattivo’ e aumenta quello ‘buono’.

L’effetto Covid sulla prevenzione cardiovascolare

Il Covid-19 ha avuto un effetto aggravante sotto diversi aspetti.

Infatti, i soggetti affetti da patologie cardiovascolari sono tra coloro che hanno sofferto le forme più severe della malattia.

Inoltre, un’ampia maggioranza della popolazione ha rinunciato a esami, controlli, monitoraggi, lasciando che talvolta le proprie condizioni degenerassero.

“Il Covid ha effetti diretti sul sistema cardiovascolare.

Le alterazioni dell’endotelio, ossia il rivestimento delle pareti cardiovascolari, sono la causa delle trombosi che caratterizzano il Covid-19.

Sono proprio questi pazienti quelli ad aver pagato il dazio più alto al Sars-CoV-2, soprattutto quelli in età avanzata con comorbidità come ipertensione, diabete e obesità.

A questo quadro clinico, si aggiunge il sensibile peggioramento delle attività di prevenzione, che a livello cardiovascolare dovrebbe essere un pilastro del SSN, visto che permette di ridurre sia i decessi che le ospedalizzazioni.

Nell’ultimo anno è prevalsa la trascuratezza da parte dei pazienti per il timore di andare dal medico o in ospedale.

Mentre da parte degli operatori sanitari invece vi è stata una minore capacità di accoglienza per la straordinaria mole di lavoro legata alla gestione del Covid.

Inoltre, i fattori di rischio sono aumentati per gli stili di vita legati alle restrizioni: i continui lockdown hanno portato a un’alimentazione con un più elevato livello calorico, oltre che a una minore attività fisica.

In aggiunta, spesso, sono anche state riprese cattive abitudini come il consumo di alcol o il fumo”, dice Massimo Volpe.

Il 13 Maggio, una giornata di consapevolezza

La Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) ha organizzato per il 13 maggio 2021 la prima Giornata Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare.

L’iniziativa, incentrata sul tema della prevenzione a 360°, mira ad accrescere la consapevolezza dell’importanza e dell’incidenza delle patologie cardiovascolari nelle vite dei singoli e nell’intera comunità.

Si propone quindi di sensibilizzare tutti gli stakeholders sul ruolo centrale degli interventi di prevenzione basati sia sugli stili di vita che sull’impiego dei farmaci.

Infatti, il conseguimento di valide strategie di prevenzione, sia di popolazione che individuali, presuppone il contributo sinergico di tutte le componenti del sistema, a partire dall’integrazione di differenti competenze specialistiche.

“La Giornata proporrà un’informazione dinamica basata sulle tematiche più rilevanti per la prevenzione cardiovascolare come:

  • Lo stile di vita, con tutte le sue implicazioni a livello di sport e alimentazione.
  • I fattori di rischio.
  • L’aderenza alle terapie.
  • La lotta ai “nemici del cuore”: colesterolo, diabete, fumo, ipertensione, obesità, stress, età.
  • Le vaccinazioni.
  • Le innovazioni della telemedicina.

Nel corso della giornata ci saranno molteplici attività online, rivolte soprattutto alla parte medica ma anche al grande pubblico.

Per invitare tutti a una maggiore sensibilizzazione sul tema, con il fine ultimo di migliorare la qualità delle nostre vite, ma anche il funzionamento del SSN.

Per informazioni e per partecipare alla giornata consultare il sito www.giornataprevenzionecv.it”, conclude Massimo Volpe.

 

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