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Incontinenza femminile: nelle piazze per combattere il male silenzioso

Incontinenza femminile: nelle piazze per combattere il male silenzioso

Incontinenza femminile: nelle piazze per combattere il male silenzioso Incontinenza femminile: un problema diffusissimo.

Che essa sia legata allo sforzo, connessa all’urgenza oppure da ricondursi a una gravidanza, non è un sintomo da sottovalutare. Superlavoro, vita fuori casa, parto imminente o già avvenuto, non devono condizionare le donne.

Incontinenza femminile: perché se ne parla così poco? Si tratta, in effetti, di una malattia silenziosa, che le donne coprono, mantenendola nel riserbo e nella discrezione. Ora, si cambia: l’incontinenza femminile arriva nelle piazze. A partire da settembre, gli uro-ginecologi italiani della Associazione italiana di urologia ginecologica e del pavimento pelvico (Aiug) con l’Associazione volontaria incontinenza (Avi) e la Coldiretti donne impresa saranno in prima linea, al fine di lanciare una grande campagna nazionale itinerante, proprio contro le disfunzioni urogenitali femminili. Si tratta di un’iniziativa mai realizzata in Italia, che sarà promossa appunto nei luoghi di raccolta delle città, in pubblico e alla luce del sole.

Si determineranno interventi congiunti di medici, ostetriche e volontari per la tutela della salute e il miglioramento del benessere della donna. Per la prevenzione, del resto, si può fare molto.

Così si è espresso Valentino Bergamini, presidente nazionale degli uro-ginecologi: “Si tratta di un problema enorme, sottostimato e sottodiagnosticato. Bisogna farlo emergere per convincere le pazienti a recarsi dallo specialista per tornare a una buona qualità di vita. Problemi come l’incontinenza femminile, sebbene sottovalutati, incidono nella vita professionale e personale della donna”.

Incontinenza femminile: quanti sono i casi?

Secondo le stime, nel Bel Paese sono oltre 2,5 milioni le donne che soffrono di questo disturbo.

Valentino Bergamini ha aggiunto: “Le dimensioni sono ancora più grandi, perché molto spesso la donna prova vergogna a parlarne in famiglia, col proprio medico. Con la conseguenza di isolarsi e compromettere la vita di relazione. Niente di più sbagliato: è indispensabile riconoscere il sintomo e rivolgersi con fiducia all’uro-ginecologo che saprà trovare il rimedio più efficace e duraturo”. Bisogna permettere alla donna di tornare allo stile di vita che merita.

Che fare, dunque, per muovere contro una problematica che si insinua nell’esistenza di tutti i giorni, deteriorandola? “Si passa da interventi più soft fino a quelli chirurgici che consentono di ripristinare la normale funzione pelvica… il problema è convincere la donna”.

Incontinenza femminile: la campagna nazionale

Incontinenza femminile: nelle piazze per combattere il male silenziosoEcco perché si è deciso di coinvolgere la Coldiretti donne impresa, al fine del lancio della campagna nazionale, che permetterà di incontrare la popolazione femminile. Mauro Cervigni, segretario scientifico, si è espresso in questo modo: “Ci rivolgiamo alla donna che lavora, nel pieno delle proprie attività non solo per far emergere il problema incontinenza, ma anche per prevenirlo, cosi come le altre disfunzioni urogenitali femminili”. Così ha concluso Lorella Ansaloni, responsabile nazionale di Coldiretti donne impresa: “La collaborazione con una società scientifica importante con la Aiug è strategica, perché ci permetterà di affrontare aspetti meno noti ma gravemente invalidanti, a tutto vantaggio delle nostre iscritte”.

Aiug in settembre presenterà in questo contesto l’iniziativa Donna = Disagio? Mai Più! rivolta al pubblico femminile in merito alle disfunzioni dell’apparato uroginecologico e del pavimento pelvico. Ecco la pagina Facebook.

About Giorgio Maggioni

È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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