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Salute

Insufficienza renale cronica: focus sulla malattia in età pediatrica

21/10/2024
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Sono oltre 2 mila i bambini che in Italia soffrono di insufficienza renale cronica, duecento dei quali costretti alla dialisi.

Una patologia che non fa sconti.

Le cause di insufficienza renale cronica nel bambino sono soprattutto congenite, ma anche in età pediatrica possono verificarsi forme acquisite responsabili di insufficienza renale cronica.

Tra le forme congenite vi sono le uropatie malformative (30%), le ipodisplasie renali bilaterali (16%), e le malattie cistiche e nefronoftisi (10% circa).

Tra le forme secondarie la glomerulosclerosi focale e segmentale (10% circa), le glomerulonefriti croniche (4%), e la sindrome emolitica uremica (4%).

Lo stadio precedente della patologia, cioè la malattia renale cronica, colpisce 30.000 bambini in Italia e oltre 4 milioni di adulti per i quali l’educazione alimentare e la dieta equilibrata fanno parte della terapia con un’importante funzione preventiva.

Che cos’è l’insufficienza renale cronica?

L’insufficienza renale cronica (IRC) è una condizione clinica per cui i reni gradualmente smettono di funzionare come conseguenza di una patologia renale.

“È definita come un’alterata funzione renale che persiste per più di 3 mesi ed è classificata in 5 stadi di crescente gravità in base alla presenza di alterazioni urinarie ed alla velocità di filtrazione glomerulare (GFR), cioè la velocità con cui il sangue viene filtrato e ripulito dai reni. Il rene è infatti un organo deputato alla regolazione del volume e della composizione dei liquidi corporei e contribuisce all’eliminazione di molti metaboliti tossici“, spiegano gli esperti di SINePe (Società Italiana di Nefrologia Pediatrica).

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Come si manifesta la patologia?

insufficienza renale cronica bambiniNelle prime fasi dell’insufficienza renale cronica, di solito non ci sono sintomi o sono molto modesti. Il rene perde progressivamente la capacità di controllare l’eliminazione di acqua, sale e sostanze acide.

“Il rene interviene, inoltre, nella eliminazione delle sostanze acide, che derivano soprattutto dalla degradazione proteica. Quando il rene non è più in grado di eliminarle si accumulano dando origine a uno stato di “acidosi” responsabile di malessere e astenia (debolezza). Spesso i bambini, in particolare quelli più piccoli, hanno difficoltà alimentari, legate sia allo scarso appetito che si associa all’insufficienza renale cronica, sia alla frequente associazione dell’insufficienza renale cronica con altre malattie gastrointestinali e, in particolare, al reflusso gastro-esofageo”, spiega la Dott.ssa Isabella Guzzo, Unità Operativa di Dialisi Pediatrica e Clinica del Trapianto di Rene dell’Ospedale Bambino Gesù.

Può essere presente ipertensione arteriosa, una complicanza comune dell’insufficienza renale cronica. Se non trattata, può determinare un danno a carico del cuore e di altri organi bersaglio e può accelerare la progressione dell’insufficienza renale.

Altra complicanza comune è l’anemia, causata soprattutto dalla ridotta produzione di eritropoietina, responsabile di astenia e pallore.

Infine, con il progredire dell’insufficienza renale cronica, si manifestano complicanze scheletriche.

Come si effettua la diagnosi?

“Per una valutazione iniziale della funzione renale è di solito sufficiente una misurazione della creatinina nel sangue e, contemporaneamente, se possibile, anche su una raccolta di urine delle 24 ore. In questo modo sarà possibile misurare la ‘clearance’ della creatinina, il parametro principale che valuta la funzionalità e consente di classificare l’insufficienza renale cronica in 5 stadi di gravità crescente. È di fondamentale importanza, tuttavia, che i risultati vengano letti da un nefrologo pediatra perché la creatinina si modifica con la variazione della massa corporea del bambino (e, quindi, con l’età) e i risultati devono essere rapportati alla sua superficie corporea“, aggiungono gli esperti.

Una volta diagnosticata l’insufficienza renale cronica è importante trovarne la causa e identificare e trattare tutte le possibili complicanze proprie della condizione. Un test diagnostico semplice e in grado di fornire importanti informazioni è anche l’esame delle urine.

Attraverso uno stick che viene immerso in un campione di urine sarà possibile individuare l’eventuale presenza di sangue e proteine. Altro esame diagnostico in grado di indirizzare verso le possibili cause di insufficienza renale cronica è l’ecografia renale e vescicale.

Si può curare l’insufficienza renale cronica nei bambini?

“La terapia dell’insufficienza renale cronica, soprattutto nel bambino molto piccolo, richiede grande attenzione poiché, se inadeguata e/o tardiva, può influire marcatamente e irreversibilmente sulla crescita, oltre che sulla stessa rapidità di evoluzione dell’IRC”, commenta Guzzo.

Si suddivide, principalmente, in due punti: una terapia dietetica e una farmacologica.

Terapia dietetica

  • Apporto calorico adeguato, che raggiunga, cioè, il 100% del fabbisogno raccomandato. A volte questo non può essere ottenuto con la semplice nutrizione spontanea ma è necessario ricorrere all’introduzione di cibi tramite un sondino nasogastrico.
  • Apporto proteico adeguato, per non rallentare ulteriormente la velocità di crescita (talvolta si pratica una terapia con ormone della crescita).
  • Apporto di sodio adeguato, in rapporto al bilancio tra entrate e uscite. È, pertanto, indispensabile un monitoraggio periodico dell’escrezione urinaria e degli apporti alimentari di tale ione. In relazione al tipo di patologia di base, alcuni pazienti, tendono a perdere sodio, e quindi devono riceverne un supplemento, mentre altri lo trattengono e vanno sottoposti a restrizione.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica va seguita per prevenire:

  • L’accumulo di sostanze acide, richiede l’utilizzo di bicarbonato di sodio.
  • L’accumulo di potassio, richiede la somministrazione di sostanze in grado di legarlo a livello intestinale per facilitarne l’eliminazione.
  • Il trattamento dell’anemia, prevede supplementi di ferro, acido folico ed eritropoietina.
  • Le lesioni ossee vanno prevenute con la supplementazione di vitamina D e la somministrazione di farmaci in grado di ridurre l’accumulo del fosforo (chelanti del fosforo).
  • Il trattamento dell’ipertensione arteriosa spesso prevede l’utilizzo di farmaci della categoria degli ACE-inibitori e dei sartani. In pazienti con IRC l’uso di questi farmaci può ridurre l’eliminazione urinaria di proteine e rallentare la progressione dell’IRC.

“Quando la terapia conservativa non è più in grado di garantire il benessere del bambino, bisogna ricorrere alla dialisi e, quindi, al trapianto renale“, conclude Guzzo.

Un libro rivolto ai piccoli pazienti, e non solo

insufficienza renale cronica libro“I fagioli ribelli” è un innovativo progetto di Educazione Terapeutica all’Alimentazione nato dal volume omonimo di Bruno Damini (Minerva, 2021). È patrocinato dalla Società Italiana di Nefrologia Pediatrica e promosso dalla Rete Italiana per le Malattie Renali in Età Pediatrica, e ha come obiettivo primario il miglioramento della qualità di vita dei bambini con MRC e delle loro famiglie.

Il nuovo volume, cioè “Il mondo dei fagioli ribelli”, accompagna il bambino dallo svezzamento alla scuola, ai momenti di socialità, le cure, lo sport, all’adulto che diverrà.

Nell’ultimo capitolo, noti chef bolognesi e grandi artigiani dell’alimentazione propongono ricette gustose ed equilibrate, validate dalle dietiste e facili da preparare a casa.

Copertina Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-ravvicinata-di-uno-stetoscopio-40568/

Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/ragazza-sorridente-che-corre-verso-sinistra-sul-campo-verde-220455/