
Lombalgia L5–S1: cos’è e perché non tutti gli esercizi sono uguali
La lombalgia L5–S1 è tra le problematiche più comuni, ma anche tra le più fraintese, a carico della colonna. Molte persone convivono per mesi, a volte anni, con un dolore nella parte bassa della schiena, alternando fasi di miglioramento e ricadute. Spesso seguono esercizi consigliati online o indicazioni generiche, ottenendo però solo benefici temporanei. Il motivo è semplice: non tutti gli esercizi hanno lo stesso obiettivo. E soprattutto, non tutti servono a risolvere il problema.
Perché il dolore torna?
Nel tratto L5–S1, il dolore raramente dipende solo da una struttura “infiammata”. Più spesso è il risultato di:
- carichi mal distribuiti;
- rigidità in altre zone (anche, dorsale);
- scarso controllo del movimento;
- compensi sviluppati nel tempo.
In pratica, la zona lombare diventa un punto di sovraccarico. Se non si interviene su questo aspetto, il dolore continuerà a ripresentarsi, anche dopo periodi di miglioramento.

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Quando si parla di lombalgia, è fondamentale distinguere tra due categorie di lavoro:
- Esercizi “antinfiammatori” o di sollievo.
- Esercizi di costruzione o di adattamento.
Capire questa differenza cambia completamente il modo di affrontare il dolore.
Esercizi antinfiammatori: utili, ma non sufficienti
Gli esercizi antinfiammatori sono quelli che spesso portano un sollievo immediato o nel breve periodo. Si tratta di movimenti semplici e controllati, che:
- riducono la tensione percepita;
- migliorano temporaneamente la mobilità;
- abbassano la sensibilità del sistema nervoso.
Sono gli esercizi che molte persone riconoscono perché “fanno stare meglio subito”. E sono anche quelli più diffusi nei video e nei contenuti divulgativi. Il loro ruolo è importante: aiutano a gestire il dolore .
Permettono di muoversi meglio nelle fasi più fastidiose. Ma hanno un limite chiaro. Non modificano davvero le capacità del corpo. Questo significa che:
- il problema tende a ripresentarsi;
- il sollievo è spesso temporaneo;
- si crea una dipendenza da esercizi che “spengono” il dolore senza risolverlo.
Esercizi di costruzione: ciò che cambia davvero la situazione
Gli esercizi di costruzione hanno un obiettivo completamente diverso. Non servono a “spegnere” il dolore al momento, ma a:
- aumentare la capacità del corpo di gestire il carico;
- migliorare il controllo motorio;
- redistribuire le forze durante il movimento;
- rendere la schiena più resistente nel tempo;
Sono gli esercizi che, nel lungo periodo, permettono di risolvere il problema alla radice. Ma proprio per questo, sono anche quelli più complessi.
Come vanno impostati
Non possono essere: standardizzati, copiati da un video e uguali per tutti. Infatti, devono adattarsi a:
- come si muove quella persona;
- dove ha rigidità o instabilità;
- quali compensi ha sviluppato.
Perché servono guida e personalizzazione
Uno degli errori più comuni è pensare che basti “fare esercizi” per migliorare. In realtà, senza una guida adeguata, si rischia di:
- lavorare su schemi di movimento già alterati;
- rinforzare compensi;
- aumentare il carico proprio nelle zone già sovraccaricate.
Nel caso della lombalgia L5–S1, questo significa spesso continuare a stressare la zona lombare invece di alleggerirla.
Un percorso efficace richiede:
- valutazione del movimento;
- scelta mirata degli esercizi;
- progressione graduale del carico;
- correzione continua dell’esecuzione.
È un lavoro attivo, costruito nel tempo.
Il ruolo combinato: prima gestire, poi costruire
Questo non significa che gli esercizi antinfiammatori siano inutili. Al contrario, sono spesso il primo passo. Ma devono essere inseriti in una strategia più ampia.
- Per prima cosa bisogna ridurre il dolore e migliorare la tolleranza al movimento.
- In aggiunta, bisogna costruire nuove capacità del corpo.
Saltare il secondo passaggio è ciò che porta alla cronicità.
Conclusione
La lombalgia L5–S1 non si risolve con un elenco di esercizi “giusti”. Si risolve capendo cosa serve in quel momento: sollievo o costruzione Gli esercizi antinfiammatori aiutano a stare meglio oggi. Gli esercizi di costruzione permettono di stare bene nel tempo.
La vera differenza non sta quindi nell’esercizio in sé, ma nell’obiettivo con cui viene scelto e inserito in un percorso.Perché il corpo non ha bisogno solo di essere “trattato”. Ha bisogno di essere riorganizzato, guidato e reso più capace.
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Foto di copertina di fairpharma via Pixabay.




