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Malattia di Behçet, è stata scoperta l’origine autoimmune

Malattia di Behçet, è stata scoperta l’origine autoimmune

Malattia di Behçet: che cos’è? Si tratta di una malattia infiammatoria multi-sistemica recidivante, che si manifesta in prevalenza nel genere maschile: è caratterizzata da ulcere orali e genitali, nonché manifestazioni oculari (uveite).  I vasi sanguigni si infiammano in tutto il corpo.

Storia della malattia di Behçet

Malattia di Behçet, è stata scoperta l’origine autoimmuneFu Ippocrate, medico greco, a descrivere per primo le manifestazioni di questa malattia, nel 500 A. C. E’ dovuto trascorrere molto tempo, fino al 1937, perché il dermatologo turco Dott. Hulusi Behçet facesse un collegamento tra la comparsa di ulcere orali e genitali ricorrenti e l’infiammazione dell’occhio (uveite): fu così che queste tre manifestazioni furono riconosciute come aspetti della stessa malattia.

Malattia di Behçet: scoperta l’origine autoimmune

E’ stata scoperta l’origine autoimmune della malattia: è l’organismo stesso a dare luogo alla reazione immunitaria verso i propri componenti, a causa della perdita della tolleranza immunitaria naturale. Se ne sono occupati ricercatori dell’Università di Genova e dell’Università di Verona. Li guidavano, rispettivamente, il professor Antonio Puccetti, il professor Claudio Lunardi e la dottoressa Marzia Dolcino.

Due lavori in argomento sono stati pubblicati sulla rivista Journal of immunologic research. Rispetto a quanto detto, c’è di più: alcune molecole regolatrici (microRNA) del nostro genoma controllano il decorso clinico della malattia e le fasi di riacutizzazione.

Malattia di Behçet: scendiamo nel dettaglio

Si tratta di una vasculite dei piccoli vasi con infiltrati linfo-monocitari. Colpisce le articolazioni, la cute, il sistema nervoso centrale e il tratto gastrointestinale. La causa e rimasta, ipotesi a parte, fino a oggi sconosciuta. Era noto che non è infettiva o contagiosa e che la trasmissione non avviene per via sessuale. La malattia di Behçet, inoltre, colpisce prevalentemente soggetti di giovane età: in particolare, tra i 20 e i 30 anni.

Malattia di Behçet: la parola agli esperti

Queste le parole dei ricercatori protagonisti della scoperta: “Attraverso un’approfondita analisi genetica, condotta su 540 mila geni umani, abbiamo dimostrato che la malattia di Behçet ha un’origine autoimmune, confermata dalla presenza nei pazienti studiati di una sottopopolazione di linfociti, detti TH17, e di marcatori sierologici, tipici dell’autoimmunità“.

E ancora: “Nel secondo studio abbiamo identificato, nel genoma dei soggetti con Behçet, delle molecole, microRNAs (miRNA), che sono i principali regolatori delle risposte immuni. Abbiamo potuto identificare miRNA che regolano geni che controllano i diversi aspetti della malattia: la risposta infiammatoria/autoimmune (TNF e interferon), il danno ai vasi (VEG/VEGFR), la riacutizzazione del quadro clinico”.

Malattia di Behçet: capire i meccanismi immunologici

Al fine di fare chiarezza, bisogna capire i meccanismi immunologici. Gli studi citati forniscono nuove Malattia di Behçet, è stata scoperta l’origine autoimmuneconoscenze in argomento: i meccanismi immunologici contribuiscono all’origine autoimmune della malattia di Behçet, di cui si sa ancora molto poco. Essi rivestono molta importanza, dato il grave tipo di manifestazioni cliniche.

Malattia di Behçet: nuove strategie terapeutiche

Un altro passo avanti è stato compiuto: queste ricerche permettono inoltre l’identificazione di specifici regolatori di malattia (miRNA), che possono rappresentare candidati promettenti come biomarcatori e/o per la progettazione di nuove strategie terapeutiche per la cura della malattia di Behçet. Staremo a vedere.

About Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni
È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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